24.8.06

Il regista di matrimoni

Estate. Tempo rallentato. Piccola cittadina di mare. Gente in vacanza rilassata dopo una bella giornata di mare (la prima di questo Agosto, ovviamente non di un fine settimana). Cinema all'aperto.

Arriviamo presto. Prima dei bigliettai, che quando arrivano aprono il cancello e se lo richiudono subito dopo alle loro spalle. Hanno paura che qualcuno entri prima che abbiano preparato i biglietti. Hanno paura della ressa. Ci siamo solo noi. Siamo in quattro. Una è minorenne.

Fine Primo Tempo
Donna: Ok, possiamo andare via ora?
Minorenne: No! E' divertente!
Illuso: Dai, vediamo cosa succede.

Fine Fine
Uomo (rimasto in sala per ultimo, ha guardato tutti, ma proprio tutti i titoli di coda, ed ora fissa concentrato lo schermo bianco): Mmm...
Disilluso: E' finito.
Uomo: Non me lo fanno rivedere? Mi sono sfuggite delle cose.

Di ritorno alla metropoli:
Belle immagini! Bella Donatella Finocchiaro! Bella la Sicilia! Bello quel palazzo! Bello quel convento! Era Cefalù. E' stato tutto un sogno: al finale Elica sta andando in treno in Sicilia al funerale di Smamma. Ma viene spiato? Immagini della Sicilia un po' retoriche però, un po' Dolce&Gabbana. Anche le donne un po' Dolce&Gabbana. Almeno non hanno vestito Castellitto come McGregor. L'unica scena che mi è piaciuta è quella con i cani. Uno mette il finale aperto e così ha fatto il film d'autore. Aperto? Lui ha montato a caso alcuni spezzoni in treno di Finocchiaro e Castellitto, e li ha attaccati prima della parola fine. La parola fine non c'era. Altrimenti non è un finale aperto. Uno mette insieme una serie di belle immagini, di inquadrature strane, di silenzi, di dialoghi nonsense, di cani e crede di essere Bunuel. A me è piaciuta la canzone dei titoli di coda, infatti ricordo che quando vedevo il trailer alla tv, lo volevo andare a vedere per quello. Sa creare l'atmosfera. Ma oltre l'atmosfera cosa c'era? Ci voleva dire che il cinema italiano è morto. Ancora! E' da dopo il neorealismo che dicono che il cinema italiano è morto. Ci voleva dire che siamo in una fase di mancanza di creatività e si riesce solo a fare l'ennesima versione dei promessi sposi. Bellocchio è in quella fase. Da mo'. E' una critica alla mancata assegnazione del leone d'oro per buongiorno notte. Permalosino però! Certo è un film che fa discutere. Sì sì.

La minorenne dormiva.

Sola me ne vo per la città...

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