20070228

Un sito al giorno toglie il medico di torno

Subu ci segnala un sito e per questo la ringraziamo.
Ci mette un po' a caricarsi ma ne vale la pena.
Fate attenzione: c'è anche il sonoro e fateli riposare ogni tanto, poveri.

20070227

Smettetela di lamentarvi

Secondo un sondaggio fatto dalla Commissione Europea, l'87% (l'87%!!!!) dei cittadini dell'Unione Europea si ritiene felice, con una punta del 97% in Danimarca. In Bulgaria invece, solo da poco nell'UE, i felici sono solo il 55%. L'articolo lo trovate su yahoo news.
Secondo l'articolo, gli europei cominciano a lamentarsi quando si parla di aspettative di lavoro e pensione. 2/3 degli europei pensano che per la prossima generazione le cose saranno più difficili dal punto di vista lavorativo. I Danesi però sono tranquillissimi anche da questo punto di vista, mentre l'articolo dice che l'Italia sta nel mezzo della graduatoria (comunque sorprendentemente ottimisti secondo me!) insieme a Spagna, Cipro e Gran Bretagna.
Inoltre secondo il sondaggio, gli europei non si fidano un granchè delle istituzioni e c'è molta indifferenza verso la politica (ma secondo me in Danimarca...).
Infine, pare che gli estoni siano i più ottimisti e i bulgari quelli più pessimisti (ma anche i danesi...).

A ripensarci, infatti, quando a settembre ero andata a Copenhagen l'avevo notato che era un posto noiosissimo, tutti felici e sorridenti sulle loro biciclette; ma di che parlano se non hanno di che lamentarsi? Bah.

Una parola al giorno/2

Il corriere mi ha lasciato il pacco sbagliato.
Telefono al numero clienti del corriere per dirglielo, magari riescono a chiamare il signor corriere sul cellulare, sicuramente è sempre qui in zona, e risolviamo subito la cosa. Facile, no?
Ma le cose facili di solito non piaccioni.
Si preferisce aprire una pratica.
La telefonata per cercare di risolvere questa faccenda è lunga, e purtroppo l'ha fatta la mia collega, che si schianta dal ridere. Comunque alla fine aprono la pratica, dicono che non possono telefonare al corriere per dirgli ehi, guarda che hai scambiato due pacchi, oh grullo.
Ma il signor corriere se ne accorge da solo e dopo dieci minuti dalla fine della telefonata col numero clienti arriva col pacco giusto e si riprende quello sbagliato. Facile.
Allora io richiamo il numero clienti del corriere per dirglielo.
Mi risponde Cristina. Le dico:
- Vuole il numero di pratica?
- Sì, grazie.
- 42004382.
Sento che inserisce i numeri nel computer. Attesa. Poi Cristina mi dice le testuali parole.
- Mi scusi, sono in clessidra.

20070221

Le ferie del dipendente pubblico

Non so se vi ricordate la storia del telecomando. Se ve la volete rileggere è qui.
Oggi ero in segreteria e aspettavo la collega di quella stessa persona.
A un certo punto mi guarda e mi fa:
(con tono aggressivo) Ma tu hai un mucchio di ferie ancora!
(io) Lo so.
(con tono aggressivo) E non le prendi?
(io) Quando posso le prenderò.
(con tono aggressivo e quasi sconvolto) Vedo che hai ancora 3 giorni del 2005!
(io) Eh...
(con tono aggressivo e quasi preoccupato) Ma le devi prendere, altrimenti mi chiamano e mi fanno un mucchio di storie.
(io-tra me e me) Le prenderei anche domani.
(con tono aggressivo e molto insistente) Allora le prendi?
(io - con tono incredibilmente pacato senza polemica alcuna oggi sono veramente di buon umore anche se non ce n'è alcun motivo) Non posso mica prendere giorni di ferie e venire a lavoro.
(con tono aggressivo) Sì però vanno prese, almeno questi 3 giorni del 2005.

20070220

Infamous

Katherine Keener ha interpretato il ruolo della scrittrice Harper Lee nel film Capote. Il film non mi era piaciuto per niente, nonostante Capote sia interpretato da Philip Seymour Hoffman che di solito mi piace parecchio, ma in Capote per niente.
Lessi il libro di Capote 'A sangue freddo' a settembre e fu sorprendente. Per fortuna il film l'ho visto dopo, altrimenti mi avrebbe sicuramento rovinato la lettura. Boh, magari Capote era veramente insopportabile come nel film.
Nel 2006 è uscito Infamous, sempre su Capote e sempre sul periodo in cui Capote segue la vicenda di cronaca nera dalla quale scriverà il romanzo 'A sangue freddo'. Questa volta Harper Lee (l'autrice del romanzo 'Il buio oltre la siepe' lo aiuta nelle indagini) è interpretata da Sandra Bullock (no comment) ma il film mi è piaciuto di più del primo. Capote è meno insopportabile, lo è un po' all'inizio ma poi ti ci abitui e secondo me riesce a rendere meglio l'atmosfera del libro; e riesce anche a rendere, secondo me, certe contraddizioni che ci furono nella stesura del romanzo, nella pena di morte e nel rapporto con i due assassini e con la gente del luogo. Forse viene esagerato il rapporto tra Capote e Perry (uno dei due assassini) - una signora davanti a me parlava di transfert.
Il libro ovviamente è meglio. Dopo Capote non riuscì più a scrivere niente.
Poi c'è Isabella Rossellini (che interpreta Marella Agnelli) vestita da armadillo e Gwyneth Palthrow che canta (è nella prima scena del film, è la cantante in un locale, poi non si vede più, non l'ho capito, sarà stata una cosa tra lei e suo marito cantante? Ti faccio vedere che so cantare anch'io! Boh).

Sogni veri


Buñuel non usa nani per i suoi due film legati al movimento del surrealismo, Un chien andalou e L'age d'or. Tutti e due infatti vedono la collaborazione di Salvador Dalì, e alcune scene del secondo sono girate vicino a casa sua a Cadaques.
Un chien andalou, che dura 17 minuti, è famoso per la scena dell'occhio che viene tagliato. E' la prima scena e io che sono un po' schizzinosa non l'ho guardata. Gli altri 15 minuti sono fatti tutti di scene completamente senza senso, tutte scene molto surreali, che tutt'oggi impressionano ma nel '29 di più. Quelle che mi hanno colpito di più: una strana donna che in mezzo alla strada muove con un lungo bastone una mano mozzata, si forma intorno a lei un capannello di persone con i poliziotti che li tengono a bada, uno dei poliziotti alla fine prende la mano, la mette in una scatola e la da alla strana donna, la donna rimane in mezzo alla strada con la scatola con le macchine che la sfiorano, fino a quando una la mette sotto. Altra scena: l'uomo si pulisce la bocca, e la bocca scompare, allora la donna si mette il rossetto e una macchia rossa appare al posto della bocca scomparsa dell'uomo. Leggendo le critiche sul film ho scoperto anche che c'era una scena (la pellicola era un po' rovinata) in cui la donna si stacca pezzi di peli di ascella e li appicica sul viso dell'uomo. Insomma ci vorrebbe Freud.
L'age d'or invece è un po' più decifrabile anche se comunque surrealista. In pratica ti sembra veramente di vedere un sogno; ma mentre con Un chien andalou non sono riuscita a collegare le varie situazioni, in questo, che è anche più lungo (60 minuti), ci si riesce, e funziona proprio come nei sogni, quindi è anche divertente.
Purtroppo s. era già partito per i grammy awards altrimenti sono certa sarebbe venuto al cinema con me.

Si gira a Manhattan


Ma sono anche stata al cinema. Davvero. Anche se per vedere un film uscito l'anno scorso e 2 degli anni '30.

Notizie interessanti trovate sul sito www.cinemah.com
1. "Si Gira a Manhattan" racconta le tragicomiche avventure sul set di un film low-budget ("Living in Oblivion") il cui regista è interpretato da Steve Buscemi.
2. Steve Buscemi, di recente, è effettivamente passato dall'altra parte della macchina da presa ed ha diretto il suo primo film ("Trees Lounge"). Essendo il film e queste note di una decina di anni fa nel frattempo Buscemi ne ha girati altri di film come regista, tra cui Animal Factory.
3. Sul set del film-nel-film c'è anche una star di Hollywood (un giovane biondo, arrogante, egocentrico, alito puzzolente...); nel 1992 Di Cillo aveva lanciato Brad Pitt con il lungometraggio "Johnny Suede" (co-protagonista Nick Cave). Molti hanno visto nella star di "Si Gira..." Brad Pitt. Il regista nega.
4. Steve Buscemi ha interpretato il ruolo di Mister Pink in "Reservoir Dogs" (Le Iene) di Quentin Tarantino, ed è ormai un membro della Band Apart dei "nuovi indipendenti" (Rodriguez, Rockwell ecc.). Grande amico di Tarantino. Sul set di "Si Gira..." la star (Pitt?) gli rivela di aver accettato di lavorare con lui solo perchè lo sapeva essere "grande amico di Tarantino".
5. Nel 1992 Buscemi aveva interpretato un altro film-sul-cinema, "In The Soup" (Un Mare di Guai) di un altro indipendente newyorkese, Alexandre Rockwell.

Catherine Keener, la protagoniosta femminile ha interpretato tutti i film di DiCillo. Ho controllato, non è sua moglie. E mi sta parecchio simpatica. Per esempio ha detto: "Mi piace essere supporting attress. Mi piace entrare e uscire dai film. I personaggi interessanti sono molto pochi se vuoi essere protagonista e dipendono dal tuo essere bella. Siccome quei ruoli non mi interessano, in un certo senso non sento la pressione, non vengo scelta per il mio fisico". E parlando del suo peggior rifiuto "Un regista mi disse semplicemente che non ero sexy. Fu dura, molto dura. Lasciai la città per due mesi con la coda tra le gambe. Ma invece ti devi dire, forse non rappresenti la sua idea di sexy, ma accidenti, io ho una vita sessuale!" In "Si Gira...", il suo personaggio viene scritturato perché è diventato famoso in una famosa scena sotto la doccia con Richard Gere.

Un paio di battute:
Il regista interpretato da Steve Buscemi che sogna ad occhi aperti la premiazione del suo film. Voce fuori campo "Quest'anno abbiamo dovuto inserire una nuova categoria per premiare questo film. La categoria è Miglior film di tutti i tempi"
Il nano, Tito, che deve interpretare la scena del sogno, e Nick, il regista:
Tito: Perché il mio personaggio deve essere un nano?
Nick: Non deve essere un nano.
Tito: E allora, perché lo è? E' questo l'unico modo per rendere un sogno, metterci dentro un nano?
Nick: No Tito, io...
Tito: Hai mai fatto un sogno in cui c'era un nano? Conosci qualcuno che ha fatto un sogno in cui c'era un nano? No. Neanch'io faccio sogni in cui ci sono nani. L'unico posto dove ho visto dei nani nei sogni è in film stupidi come questo. Rendilo strano, mettici un nano: e tutti diranno, wow, deve essere un sogno, c'è un nano.

20070216

Io e il sedano rapa

Il diogasp continua a mettermi alla prova. Dopo aver infierito su di me col cavolo cappuccio, e purtroppo devo ammettere di non aver superato la prova, ora ha iviato nella mia bustagasp il sedano rapa.
Già 2 volte.

C'ho pensato a lungo e ho fatto lunghe ricerche, e avevo trovato una soluzione nel topinambour; ma neanche il migliore e più caro fruttivendolo della città ce l'aveva, questo topinambour.

Quindi ieri c'è stata la resa dei conti. L'ho spuntata, credo (tutti l'hanno mangiata) usando un'arma inpropria: la besciamella.
Funziona sempre.

20070215

O Vladimir

Allora: la Carfagna (deputata FI) dichiara convinta che i gay sono costituzionalmente sterili. Le si può rispondere o meno. Se si decide che merita risponderle, lo si fa cambiando livello, non dandole della zoccola. Soprattutto se si è deputati. E infine: un uomo fa un complimento a una donna, e la donna diventa la rovinafamiglie?

Art is like homeopathy. It works for you only if you believe in it / Rubik


Io il cubo di rubik ce l'ho ancora. Nella mia vita sono riuscita a fare una faccia sola dello stesso colore e mai quella di Malcolm McDowell, anche perché ne ho uno solo di cubi.
Belli i cubi di rubik.
Qui ci sono alcune cose che si possono fare con i cubi di rubik. Fare tutte le facce dello stesso colore è una roba ormai superata.

(trovato sul blog di inkiostro)


The Police

Il video della reunion dei Police che cantano Roxanne durante gli ultimi grammy awards dove si vede che Sting è troppo meglio (e anche più bello) quando sta con i Police.

20070214

O Beppe/2

Severgnini mi ha risposto. A parte l'equivoco sul dove vivo, che forse ha originato anche il tono paternalista e navigato ("mi creda"? "capite"?), l'unico punto su cui mi trova d'accordo è che spesso le proteste, come le definisce lui, sono limitate all'ambiente privato. Per il resto io non mi sento assolutamente fregata, semplicemente non mi riconosco in certi modelli.

Cara Francesca, lei vive a Seattle (immagino), dove certe cose non passerebbero. Mi creda: in Italia passano, e le donne non protestano.
Rassegnate, stanche, disilluse, sagge, ciniche, impotenti, impegnate in cose più importanti? Non so: però le donne italiane, salvo eccezioni (private), non protestano. La Signorina Seminuda è ormai un'icona italiana. Poi diventate donne e signore, allora capite: ci hanno fregato!
Saluti, a presto. Mi è piaciuto, quel pomeriggio alla Elliott Bay Book Co.

bsev

Scotland, PA

Ho provato a cercarlo senza successo; l’impressione è che questo film, che pure è di alcuni anni fa, non sia mai stato distribuito in Italia. Ma magari mi sbaglio, o magari alcuni volenterosi hanno voglia di vederselo in lingua originale.
L’idea è questa: ma se il Macbeth di Shakespeare fosse ambientato in un fast food degli anni ’70? I riferimenti sono molteplici, a partire dal titolo: “Scotland, PA” (dove PA sta per Pennsylvania). Il proprietario del fast food si chiama Duncan, i due protagonisti Norm (detto Mac) e Pat McBeth, l’amico tradito Banconi, detto Banco. Poi ci sono le tre streghe, c’è l’immaginaria bruciatura sulla mano che non guarisce, e ci sono ambizione, omicidio, e senso di colpa. Ne esce un film surreale, veramente assurdo e visionario. La scena finale fa piuttosto senso. Billy Morrissette è al suo primo (e pare unico al momento) film come regista. E Christopher Walken, che fa il tenente, è divertente e bravo.
Qui e qui trovate un paio di recensioni che descrivono e criticano il film come io non saprei fare.
Il mio consiglio è: se vi capita, procuratevelo e godetevelo.

Mah


San valentino. Apple. Messaggio inciso sull'ipod. A me questa frase renderebbe inquieta, più che felice.

20070213

Incrociare il reale


Così è intitolata quest'anno la Biennale dei Giovani Artisti.
Ed io e Bart (vi ricordate quello del blog funnytaleproject dove ci piaceva passare, sì lui) l'abbiamo vista per voi.
Anche se prima di entrare un nostro 'amico' (molto più mio che di Bart) ci ha detto che era particolarmente scarsa, noi, coraggiosi abbiamo varcato la soglia della Stazione Leopolda.
Forse influenzata dal commento del mio amico, mi sono avvicinata ai quadri del primo giovaneartistapisano dicendo "Tse! Sembrano gli scarabocchi fatti quando sei al telefono che aspetti che ti passino qualcuno, possono passare ore, uno può anche farci un quadro intero, evidentemente." Per fortuna questa deriva snobbista mi è durata poco, e alla fine ho deciso che lo scarabocchiatore telefonico mi piaceva assai. Bart ha anche scoperto che è parecchio giovane, tipo è ancora al liceo.

Poi mentre Bart veniva circondato dai suoi fans (oh! non si poteva fare 2 passi) mi sono avvicinata al reparto cibi e beveraggi. Forse era quello di cui parla l'amico all'entrata. Alle 19.15 era rimasta solo mezza bottiglia di spumante dolce e qualche pezzetto di pane. Scarso veramente. Io e Bart comunque ci siamo accontentati.

Un'altra opera che mi è piaciuta erano due resinotopie (che qualcuno mi corregga, per favore), comunque due foto stampate su resina, credo di aver capito, e l'effetto non era male.

C'era anche una piccola mandria di rinnoceronti in gesso. Wow.

E un dinosauro, in legno dipinto di bianco.

Diciamo che queste sono state le cose che mi hanno colpito di più.
C'erano anche ben tre video, ma l'unico che mi è piaciuto un pochino è stato l'ultimo, due facce con mascherina antismog (dei due videoartisti) su cui venivano sovrapposte altre immagini legate, diciamo, all'attualità (di cui in questo momento non me ne viene in mente neanche una; è che non ci penso che magari su certe cose ci potrei scrivere un post, e allora non prendo appunti, neanche mentali, non sono una blogghista seria).
Continuo a pensare, come gli altri anni, che potrebbero disporla meglio, la mostra in generale: le varie opere sembrano appoggiate un po' lì per caso, non c'è nessun intento di valorizzazione.
Ma, la Biennale dei Giovani Artisti Pisani rimane un bel appuntamento, ci incontri i tuoi amici, fai due chiacchiere, parli snob degli artisti che espongono sperando che non ti abbiano sentito, etc.
Quindi andate, e ditemi se aveva ragione il mio amico o se siete invece tendenzialmente buonisti.

20070212

Global warming?


Snoqualmie pass, Seattle, questa mattina

20070208

The cat is on the table (near the pencil)

Se fossimo alle strette proveremmo con “the drop that makes the glass overflow”, ma siccome siamo persone di cultura, sappiamo che in realtà si dice
“the last straw that broke the camel’s back”.
E, analogamente al nostro uso di “è l’ultima goccia”, qui si abbrevia con “it’s the last straw”.

20070206

O Veronica/2

Leggo su La Repubblica di domenica scorsa:

Diario da Kabul: Il sorriso sorpreso di Moqim per la lite Silvio-Veronica
di: Alberto Cairo*

Riunione coi capi reparto. Chiedono aumenti salariali, assistenza malattia anche a parenti lontani, premi di produzione, corsi di aggiornamento, biciclette nuove. Per le ultime richieste si può vedere, per le prime è no. Altre domande? Alza la mano Emal. "Che succede in Italia?" Allude di certo al dibattito soldati sì-soldati no. Invece sbaglio. "Che ha fatto l'ex primo ministro per far così arrabbiare sua moglie?" La notizia è dunque arrivata anche qui. Racconto quanto so. Emal, più ferrato di me, aggiunge dettagli: "E le signorine cui l'ex premier ha rivolto complimenti, chi sono?" Creature per bene? Vestite? Erano mariti, padri o fratelli presenti al fatto? Sole? Lo sconcerto è totale. Una moglie che racconta fatti di famiglia, che attacca il coniuge! "Ah quella moglie! Ma chi gliel'ha scelta?" chiedono. Si sono scelti da soli, rispondo. Lei è bella? Sì, lei è bella, lui ricco. Succede anche qui, dicono. "Ragazzine povere sposate a vecchi brutti e danarosi". Non esageriamo ora. Vecchio non era e neppure brutto. Ricco sì, già allora.
"Dunque lei si è lagnata su un giornale! E il marito?" Le ha chiesto scusa. Cosa? Come? Sì, per scritto anche lui. Dalle facce, vedo che ormai solo in pochi riescono a seguire. Emal non ha dubbi: amore la colpa di tutto. Davanti a me silenzioso siede Moqim. Si è sposato da poco, con tanta fatica. Mi chiese un prestito per le nozze e raccontò la sua storia. Non prende un parente ma una vicina di casa. Gliela trova la madre. La porta a vivere nella casa di famiglia, col padre. Occorrerebbe una stanza in più, ma si stringono. La sposa serve suoceri e cognate.
Moqim vuole quattro figli, almeno due maschi, a intervalli di tre anni, perché crescano bene. "La fidanzata l'hai vista?" domandai. "Tre volte. E' dunque tempo che mi sposi; ho l'età e mio padre invecchia". "Ti piace, vi piacete?" "Mi piacerà senz'altro, ci abitueremo". Quando mi disse la cifra che voleva esitai. Impallidì: "Ne ho proprio bisogno: tutto è fissato, i parenti avvertiti. Impossibile disdire". Parlò di tradizioni, vergogna, doveri e onore. Non un accenno ad amore, sentimenti e passione. Cosa mai terrà Moqim e la sua sposa insieme? Perché, è certo, insieme vivranno per tutta la vita. Uniti. Avranno tanti figli, ripagheranno i debiti contratti; costruiranno la stanza in più. Litigheranno, faranno la pace. Senza mai forse pronunciare la parola amore. Moqim si risveglia: "Adesso che tutti sanno di loro, non sono imbarazzati a farsi vedere in giro?" chiede.
* lavora per il progetto ortopedico della Croce Rossa internazionale in Afghanistan

20070205

La fai facile

Nel solo mese di gennaio tre donne hanno partorito in macchina sulle strade di Seattle e periferia. Al che, puntuali come un testimone di Geova la domenica mattina (anche se mi dicono che i venditori di “Lotta comunista” ultimamente si diano da fare in questo senso), esce un articolo sul giornale locale che spiega come partorire *in tutta tranquillità* su un’autostrada. Io ve lo riporto, non si sa mai. Innanzitutto, l’immancabile “don’t panic”. Poi, seppur rari (beh, di prima scelta tra parto in acqua, cesareo, epidurale o svincolo di Ponsacco sulla FI-PI-LI, ecco io non credo che propenderei per l’ultima) pare che i parti “drive-in” siano tutto sommato piuttosto sicuri. Primo accorgimento: uscire dall’autostrada (!). Poi, una volta che il neonato è nato e ha pianto, va tenuto bene al caldo possibilmente a contatto con il corpo materno. Il cordone ombelicale non va tagliato se non strettamente necessario, e nel caso non vicino al neonato. Arrivati sani e salvi a questo punto, converrebbe chiamare il 911. Così dicono.

Erin Wurm

Da quando ho deciso che avrei voluto vedere la sua mostra ho scoperto che ha fatto un sacco di cose ed è piuttosto famoso da alcuni anni (beata ignoranza). Trattasi di Erwin Wurm, artista austriaco contemporaneo che, tra le tante sculture, video, foto, e disegni ha collaborato/ispirato il video di “Can’t stop” dei Red Hot Chilly Pepper dove infatti si ritrovano molte delle sue idee. E’ conosciuto per aver ideato le “One minute sculpture”. In pratica sono sculture create appunto in un minuto e destinate essere immortalate con una foto o un video, temporanee, immediate, precarie, realizzate con persone ed oggetti di uso comune tenuti in equilibri strani.

Le altre sue creazioni famose, e secondo me sono fantastiche, sono la “fat car” e la “fat house”, i cui originali sono esposti al Museo di Arte Moderna di Vienna (prossima gita culturale?). Io ho visto esposti una riproduzione in piccolo della macchina, e due video di circa mezz’ora l’uno in cui la macchina e la casa, animate, condividono paure, pensieri, rabbie, dubbi e desideri. Il tema principale dei monologhi e della mostra è la denuncia contro le errori e paure del mondo attuale, dall’obesità alle droghe alla paura del terrorismo. Che detto così pare pesante, ma la mostra è molto piacevole.

Ah, la foto si intitola “Two ways of carrying a bomb”, ed è il manifesto dell'esposizione intitolata "I love my time/I don't like my time".

Il Super Bowl visto da me

Domenica, inverno, sonno, lentezza, lievito.

20070202

Una parola al giorno

Stamani al telefono una tizia, chiaramente milanese, mi ha detto, dopo che io le ho detto quando sarebbe tornato il capo:
"Grazie, così ora me lo scadenzo".
Me lo scadenzo.
Ho controllato, il verbo scadenzare esiste, quindi si può dire.

Però è proprio brutto.

Thank you for smoking

Bah! Mi aspettavo un po' di più. Mi aspettavo una commedia un po' più acida, ecco. OK, il film è ben fatto, ben scritto, ben recitato, bel ritmo. Però.
Il film parla di un tizio che fa il portavoce per un'industria di tabacco e quindi deve convincere la gente che fumare è cool e non fa poi così male. I suoi migliori amici sono il portavoce delle industrie delle armi e la portavoce dell'industria dell'alcol. Il nostro tizio inoltre deve farsi qualche scrupolo verso il figlio tredicenne.
Beh, l'idea è promettente, ma il film non riesce ad essere cattivo, come invece un soggetto del genere meriterebbe.
E poi ci sono un paio di sviste davvero grossolane:
1. Non si vede nessuno che fuma. Nessuno. Ora via. Anche il protagonista, il gesto più audace è quello di buttare via un pacchetto vuoto di sigarette.
2. A un certo punto il nostro viene intervistato da una giornalista che ha la fama di essere incredibilmente sexy e nessuno le è mai resistito, una famme fatale pazzesca, gli amici lo mettono in guardia. Te ti aspetti la fatalona di turno, che ne so la solita Scarlett Johansson, invece chi è? Katie Holmes! E lui ci casca alla grande.
3. Aaron Eckhart ci convince? A me così e così. Forse c'ha una voce che fa impazzire e noi che lo sentiamo parlare in italiano non lo sappiamo?
Aspettiamo il director's cut. Forse quelli di scientology hanno costretto il regista che ha scritto anche la storia a tagliare le parti più significative.

20070201

May your pain last lesser than your new year's resolutions

visto sul cartello all'ingresso di una chiesa protestante.

Tutti i winkie del mondo


Sto leggendo un libro molto carino che si intitola "Winkie. Il processo del secolo. Il popolo degli Stati Uniti d'America contro l'orsetto Winkie". Il protagonista è un peluche che un giorno si trova arrestato e sotto processo con l'accusa di numerosi atti di violenza e terrorismo.
Nell'ultima settimana in una decina di città americane hanno appeso nei sottopassaggi e nelle strade degli oggetti con la sagoma di un personaggio di un cartone animato che uscirà a breve. Si trattava solo di una trovata pubblicitaria ma il risultato è che a Boston hanno paralizzato la città, evacuato un ospedale, chiuso i maggiori ponti ed inviato squadre di artificeri per disinnescare e far brillare...un circuito e delle lampadine (vedi la foto perché non so come descriverlo meglio). Qui a Seattle vanno invece molto fieri del fatto che non ci sono cascati, e che la polizia ha sedato subito ogni timore. Ovviamente li hanno subito levati, anche quello che -pare- faceva il dito medio.

The cat is on the table (near the pencil)

Non avendoci il Vaticano in casa loro qui non dicono "per ogni morte di papa" per indicare un evento decisamente raro, ma dicono
"once on a blue moon".
Che tra l'altro può confondere, perché il nostro "a ogni chiaro di luna" significa invece frequentemente. Ma la cosa carina è l'origine dell'espressione. La blue moon si ha quando due lune piene capitano all'interno dello stesso mese, anche se i puristi sotengono che la blue moon sia in realtà la terza di quattro lune nello stesso trimestre. Comunque il fenomeno capita ogni tre anni circa, e il primo appuntamento, per il nostro emisfero, è il prossimo 31 maggio (la prima luna del mese sarà il 2). Come festeggiamo?