20070329

Capricorno

Il mio oroscopo di questa settimana mi piace proprio. Dice:

Oggi, su un paraurti, ho visto un adesivo che diceva: “Ho abbandonato la ricerca della verità, adesso sto cercando una buona illusione”. Anche se la frase voleva essere sarcastica, in realtà è un ottimo consiglio per te in questo momento. Pensaci: la verità è sopravvalutata. È così complicata e mutevole che è impossibile da catturare. Cercarla con zelo è spesso uno spreco di tempo e di energie preziose. E poi, perché sforzarsi di capire la natura della realtà quando è più importante e produttivo modificare con decisione la natura della realtà? Come dice un altro adesivo: “La vita non è la ricerca di te stesso. È la creazione di te stesso”. Alla luce di queste meditazioni, Capricorno, ti suggerisco di chiamare a raccolta qualche nuova, divertente, straordinaria illusione.

L'oroscopo è quello di Internazionale, di Rob Brezsny. Per chi già non lo conoscesse, e qui.

Titolo provvisorio: senza titolo

Sabato scorso sono andata a vedere questo spettacolo, quello del titolo qui su.
Per caso.
Una mia amica danzante mi dice, c'è questo spettacolo di danza, vieni, non ne so niente ma un paio di persone di cui mi fido mi hanno detto che è bello. Io dico OK. Uno spettacolo di danza, è raro che vada a spettacoli di danza, ma visto il periodo (impegnativo, vedi sotto) è proprio quello che mi ci vuole, musica e corpi in movimento, non devo stare attenta alle parole, non mi devo concentrare ma solo godere di quello che vedo. Le chiedo, ma non è danza teatro, vero (perché lì parlano)? Non credo, risponde lei. Io dico OK.
Ovviamente arriviamo con largo anticipo, perché in Italia, o almeno qui, se dicono che uno spettacolo comincia alle nove vuol dire non prima delle nove e mezzo, ma si sa ed è inutile stare a fare la solita polemica, poi in questo piccolo teatrino c'è il bar con tanti stuzzichini e un buon bicchiere di vino e in una piccola città incontri sempre qualcuno che non vedevi da tempo di cui non ti ricordi neanche il nome ma con cui chiacchieri di cose di poca importanza.
E' piacevole, no?
E poi puoi leggere con tutta calma il programma di sala.
Oh ma questo parla! Faccio alla mia amica. Eh no! Ero venuta proprio per non sentire nessuno parlare, basta con le parole e questo parla.
Ormai son qui. Ho fatto il biglietto.
Finalmente entriamo.
Prima di metterci seduti ci consegnano un foglio bianco con su scritto "Accartocciare e tirare all'attore al momento opportuno grazie". Entra l'attore. Un tipino vestito con felpa grigia e pantaloni grigi e scarpe da ginnastica. A un'aria un po' buffa e goffa. Sembra uno passato di lì per caso. Ci guarda facendo delle lievi espressioni col volto, dal sorridente al triste. Alcuni spettatori gli lanciano i fogli accartocciati. Lui vorrebbe piangere, ma non gli viene, allora prende la bottiglia d'acqua che c'è per terra, la apre e se ne versa un po' sugli occhi. Basta poco, e l'attore non è più quel tipino dall'aria buffa e goffa, ma uno che riesce a tenerti lì inchiodata a lui per tutto il tempo di uno spettacolo, senza storia, senza filo conduttore, almeno apparente.
E' un continuo di giochi assurdi, si spoglia e sotto è vestito esattamente uguale, poi si rimette i vestiti che si è tolti ma lasciando i pantaloni a coprire i piedi e la felpa a coprire il viso e fa una danza; con le mani inscena una tipica discussione tra due di una coppia, che hai, niente, che ore sono, manca un quarto, devo andare; racconta di aver pulito il suo appartamento e di aver dovuto schiacciare un topo; alla fine del primo tempo oltre ai nostri applausi ce ne sono di altri, incredibilmente più calorosi, registrati; nell'intervallo esce vestito da Lago dei Cigni e donna delle pulizie e in inglese ci racconta le sue frustrazioni di servo di scena; c'è un dialogo tra due scarpe; una giacca bianca che sembra ballare da sola; e ancora, ancora, ancora. Insomma va di palo in frasca, sembrerebbe, invece tutto fila perfettamente, come fanno i bambini quando giocano che passano da una cosa al suo opposto con la massima coerenza, mi fa notare la mia amica danzante. E' la logica della non logica, come nel Paese delle Meraviglie come in Aspettando Godot.
E si ride. Si ride tantissimo.
Vuoi mettere.
E quando proprio non te lo aspettavi, ridi e stai bene ancora di più.
Lui è Antonio Tagliarini, e un suo spettacolo anche una volta al mese mi toglierebbe sicuramente il medico di torno.

Ci sono

E' un periodo impegnativo, ho un mucchio di cose da fare, la creatività langue, e il blog viene aggiornato poco.
Non che abbia visto nessuno strapparsi capelli, ma questo blogghino a me personalmente piace e mi dispiace non vederlo aggiornato.
Quindi.
Intanto una cosa facile facile. Copio qui un paragrafo che ho letto ieri sera e che mi è piaciuto, dal libro che sto leggendo di Lucia Etxebarria, Amore, Prozac e altre curiosità.

"Dio ha creato il mondo in sette giorni. Poco più tardi ha cacciato Adamo dal paradiso e lo ha castigato costringendolo a guadagnarsi il pane con il sudore della fronte. L'Apple produce diversi milioni di computer all'anno. Milioni di mondi virtuali progettati ogni giorno da demiurghi di ventisette anni, microservi dotati di quozienti intellettivi straordinari... Tra le tribù africane la media settimanale di ore lavorative si aggira intorno alla dozzina. L'uomo europeo supera di gran lunga le quaranta. Il progresso ha superato il Dio delle origini in tutto, compresa la crudeltà. Per questo ci piacciono tanto i paradisi artificiali: puro e semplice rimpianto di tempi migliori."

20070323

Water


Su IMDB da un po' di tempo c'è quella cosa che c'è anche su amazon che dice se ti è piaciuto questo allora ti piacerà anche...
Dice IMDB che se mi è piaciuto Water allora mi piacerà anche:
Earth (che è della stessa regista di Water, che ha fatto una specie di trilogia, c'è anche Fire - ma Air perché no? - e quindi il consiglio ha un senso);
Accattone di Pasolini;
Una breve vacanza di De Sica;
La finestra di fronte di Ozpetek (quelli di IMDB ovviamente leggono questo blog e hanno saputo che ho visto qualche film di Ozpetek, per questo me lo consigliano, però non l'hanno letto tutto il post altrimenti saprebbero che non è che proprio mi fa impazzire);
Strange planet (che è un filmino australiano del 98, una commedia su tre amiche che dividono un appartamento, non l'ho visto ma questa è la trama).
Ecco. Allora. Io per Earth e La finestra di fronte il nesso con Water l'ho trovato, aiutatemi a trovarlo per gli altri.
Ah! Water a me è piaciuto, forse mi aspettavo di più perché ne avevo sentito tanto parlare e lo rincorrevo da molto tempo. Al cinema sicuramente fa un altro effetto perché ci sono delle bellissime immagini. Degli altri miei compagnucci di dvd, uno è andato a letto prima della fine, l'altra ha detto che è meglio il libro (che fra l'altro è stato tratto dal film e non vice versa) e l'altra ancora sembrava addormentata sulla pancia del primo ma in realtà era la più interessata di tutti.
Ah! Nel caso non l'aveste visto e volete aiutarmi a trovare i nessi ecco di cosa parla: si svolge in India negli anni trenta e parla di una bambina di nove anni che rimane vedova. A quel tempo in India una vedova aveva tre scelte: bruciare insieme al marito morto, sposare il fratello del marito morto se disponibile, o rinchiudersi in una casa di vedove (per espiare la colpa di essere sopravvissuta al marito). La protagonista viene lasciata dai genitori in una di queste case in cui si trovano donne di tutte le età e dove lei crea qualche scompiglio. Fa soprattutto amicizia con la vedova più bella che viene costretta dalla vedova più cattiva a prostituirsi per racimolare qualche soldo per portare avanti la casa. Un giovane avvocato seguace di Ghandi si innamora di lei e la chiede in sposa. Che se non l'avete capito non è cosa da farsi perché le vedove sono giù giù giù nella scala sociale.
Cercando una bella foto dal film da includere in questo post ho letto che alla regista del film, Deepa Mehta, non è stato permesso di girare il film in India (ha dovuto accontentarsi dello Sri Lanka), che non è per niente amata in patria, e che è bersagliata dalle frange più integraliste hindu, tanto che sono stati attaccati alcuni cinema che proiettavano Fire. Pare che la Mehta, anche attraverso i suoi film, abbia sempre messo in discussione le interpretazioni degli induisti integralisti soprattutto sulla condizione delle donne e purtroppo ne subisce le conseguenze.

20070322

Ma abbiamo superato le 10000 visite!!

Saturno contro, speriamo di no

Su una cosa Ozpetek non mi delude mai: le case.

In Saturno contro ce ne sono due degne di nota (quella della Buy e Accorsi non mi ha colpito): quella dove vive la coppia gay e dove si ritrovano tutti gli amici e un’altra su una costa alta tra i boschi con piscina. Notevole. Tutte e due proprio belle. La prima è davvero casa di Ozpetek (mentre la tipa grassottella turca NON è la sorella di Ozpetek; ero convinta) e in cucina ci sono anche tre volumi dell’enciclopedia della cucina di Repubblica (ma non sono riuscita a leggere quali, anche se sicuramente Antipasti lui ce l’ha).

Ozpetek è tornato un po’ sull’argomento del suo forse miglior film Le fate ignoranti: gli amici. C’è Davide, famoso scrittore di favole, ripeto, FAMOSO SCRITTORE DI FAVOLE. C’è Lorenzo, da qualche parte ho letto “giovano ambizioso pubblicitario”, io credevo un agente immobiliare. C’è Stefano Accorsi che cambia pettinatura sperando di cambiare espressione ma non ce la fa. Ma la scena di quando lui è in macchina che aspetta di salire non è la stessa di quando in L’ultimo bacio tradisce la Mezzogiorno e torna a casa preoccupato e nevrotico? E poi: uno un po’ si confonde, nelle Fate Ignoranti era l’amante del marito della Buy, ora è il marito della Buy. Insomma, un po’ di coerenza! O almeno un’espressione in più, per favore. C’è Ambra, che mi hanno fatto notare ha studiato dizione. C’è Ennio Fantastichini, ma gli fanno fare una particina piccina piccina. C’è la Vukotich, che è la meglio, ma non fa parte del giro di amici. C’è quella che non è la sorella di Ozpetek e suo marito che tartaglia solo con lei e mi hanno detto che nella vita reale, se esiste una vita reale, tartaglia davvero, ma quando recita, no. C’è un altro, un dottorino, ma anche se non c’era era lo stesso.

Insomma. Non m’è piaciuto un granché. Il tema, gli amici, soprattutto nel momento del bisogno, mi andava bene, ma diciamo che non mi è arrivato, mi ha lasciato un po’ indiffrente, per me è rimasto in superficie. Come se avesse cercato di fare una cosa all’Almodovar, ma essere Almodovar, raccontare tragedie e passioni con leggerezza e ironia e profondità, mi sa che ci riescono in pochi.

Il film viene da molti apprezzato anche per i temi laterali, la coppia gay senza diritti e l’eutanesia, ma non basta per farmelo piacere. Come non mi era piaciuto il Cormorano.

Comunque film piacevole rispetto a molto di quello che si vede. Bella colonna sonora e alcune notevoli battute.

Roberta (Ambra Angiolini) - "Lei si droga?"
Infermiera (Milena Vukotic) - "No, io faccio l'uncinetto"

Per chi, come me, avesse visto il film e si chiedesse il motivo del titolo, oltre a quello di permettere a Ambra di fare gli oroscopi alla gente e dire sempre che hanno saturno contro, ha detto il regista: "Perché è il pianeta dei cambiamenti. Saturno ti costringe a tagliare i rami secchi, a scaricare le zavorre delle tante cose inutili della vita, dagli amici al lavoro, ti accompagna nel passaggio verso la maturità, come capita esattamente ai protagonisti del mio film".

20070318

At the doors with the stones

Abilmente sfidata la legge dell'incomprimibilità dei corpi, sono riuscita a infilare un anno e mezzo di libri, vestiti, scarpe e amenità varie in tre valigie e due scatoloni spediti via mare. Se ne accumula di roba, porca paletta. Domani c'è un allarme tempesta di neve sulla costa est, e ovviamente (Murphy docet) devo fare scalo a Washington DC. Tutto questo per dire: io parto, ci provo, e se tutto va secondo programma ci si vede domani alle 8 in piazzetta. Sono quella con le occhiaie e l'aria felicemente spaesata.

Attenzione - Comunicazione di servizio. Vitt è felicemente atterrata in patria ma non ci sarà in piazzetta alle 8. Impegni imprevisti l'hanno costretta a viaggiare ancora. Quando prendi il via è difficile fermarsi.

20070316

Per gli amici, Pino

Mah


Magari una maggior attenzione ai banner...

The cat is gone

Miss Vitt è stata licenziata. Lo so, ci piange il cuore, ma in effetti dobbiamo ammettere che ultimamente è stata piuttosto debole, inaffidabile, raramente puntuale, accampava scuse tipo “ehi, anche io ho una vita”, e faceva spallucce quando le abbiamo fatto notare la non aderenza agli impegni presi.
Però, siccome ci sta simpatica, abbiamo pensato di tenerla, come una presenza non più fissa ma occasionale, un po’ un’insegnante di sostegno da consultare nel momento del bisogno.
Per esempio, qui è cambiata l’ora. E’ stato peraltro un bel bailamme, perchè per decisione suprema hanno anticipato l’entrata in vigore dell’ora solare (o legale?) di tre settimane. Questo ha sparso il panico tra gli informatici, e ancora non ho chiaro se sia stato un eccesso di timore, ma fatto sta che abbiamo avuto il responsabile computer per due settimane a sistemare portatili e a scongiurare eventuali casini. A parte quando è arrivato da me: “già, tu hai un Mac. Vabbè, allora non avrai problemi”. E vi assicuro son soddisfazioni, visto che fino a ieri qualsiasi problema di qualsiasi tipo veniva liquidato con un “eh, è chiaro, it’s a mac problem”. Ma non divaghiamo. Dicevamo del cambio dell’ora. Qui si chiama daylight saving, e inizia o finisce. Semplice ed efficace. Io ancora non ho chiaro invece quale è quella legale e quale quella solare. E poi la solita sequela di pensieri (almeno per me): “dunque, è primavera, se ci aggiungono un’ora di sole -che ci piace- vuol dire che bilanciano facendoci dormire un’ora di meno, che non ci piace”. Quindi, orologio in avanti.
Miss Vitt mi spiega che qui per ricordarselo recitano:
Spring (che significa oltre a primavera anche scattare, come una molla) forward, fall (autunno ma anche cadere) back.
Che sia la volta buona che me lo ricordo, quando tra 2 settimane in Italia mi tolgono un’altra ora di sonno?

20070312

Bobby

Evviva si va al cinema! E' una vita che non vado al cinema!
Bobby è un film di Emilio Estevez con attori famosi tipo Demi Moore, Helen Hunt, Elijah Wood, Sharon Stone, Anthony Hopkins, Harry Belafonte, Ashton Kutcher che mostra cosa facevano 22 persone che si trovavono nello stesso albergo dove è stato assassinato Robert Kennedy.
Ci sembrava un bel film.
Ma cominciava alle 20.30, un aperitivo tira l'altro, e alle 22.30 c'era un Aki Kaurismaki che ho deciso che non mi piace.
Sburk: Allora? Guida per riconoscere i tuoi santi.
Bart: OK
Sburk: Non mi ricordo cos'è ma mi ricordo che avrei voluto vederlo.
Bart: E' prodotto da Sting. O da sua moglie.

22.30 al cinema
Sburk: Ma c'è Robert Downey Jr. Come mi piace Robert Downey Jr. Ma c'è anche Rosario Dawson.
Bart: Sì. Lei invece è Judy Dench.
Sburk: Non è Glenda Jackson?
Bart: Ah no è Dianne Wiest.
Sburk: Ma il regista si chiama come il personaggio principale. Dito. Ma che nome è Dito?

...
Sburk: Rosario Dawson non te la vogliono far vedere.

...
Bart: Sta a vedere chi è lui.
Sburk pensa Jeff Bridges ma se lo tiene per se, e infatti poi non è: Boh. Faccia conosciuta ma non so.
Bart: Eric Roberts, il fratello di Julia.
Sburk: Stessa bocca larga.

...
Dopo il film
Sburk: M'è piaciuto. Però il rapporto tra padre e figlio, boh, a un certo punto si arrabbiano e non si capisce bene perché.
Tipa: Il figlio non si sentiva ascoltato.
Sburk: Certo, ma non si parlano per 15 anni. Insomma, il padre del suo amico era parecchio peggio. Però c'era Robert Downey Jr.
Tipa: Lui proprio non mi è piaciuto.
Sburk:?@!*§§?!?
Tipa: Non era per niente nella parte.
Sburk: ?!?%&$§§?!
Tipa: Sembrava messo lì per caso.
Sburk: Stanno tutti bene a casa? Andiamo a bere un birra?

20070309

Sing sing cabaret


C’era un suonatore di violino un po’ timido che alla fine è tornato sul palco vestito normale, ha cantato un pezzo, ha fatto un po’ striptease e non l’avevo riconosciuto. Aveva i capelli bianchi e un’energia pazzesca.
C’era una sposa su una sedia. Dopo era una vedova in cerca di marito in platea.
Un direttore da circo di tutta la baracca con un frac fucsia e due ex-fidanzate. Alla seconda piaceva il mio amico, ma il direttore gli ha consigliato di cercarne un altro perché gli uomini con la barba sono notoriamente squattrinati.
C’era un biondo a torso nudo, fisico aitante e bretelle che a un certo punto ha baciato l’ex-fidanzata di cui sopra quando però era un uomo anche lui a torso nudo e bretelle. Poi però ha ballato un tango con una donna allora la signora seduta davanti a me ha potuto aprire gli occhi e guardare.
Il direttore da circo ballava scatenato con la sua folta chioma al vento e ha portato avanti tutto lo show, cantando, chiacchierando, urlando, improvvisando.
C’era un prelato, forse un vescovo, sorridente che ballava sempre.
Un tizio ogni tanto scendeva in platea e chiedeva l’elemosina.
Anche il biondo a torso nudo e il suo amico, quando donna quando uomo, stavano sempre a correre su e giù in platea; quando ti passavano accanto facevano vento.
Un altro tizio è stato tutto il tempo con un bastone tra le mani vestito da sopravvissuto della prima guerra mondiale.
C’era Mimoum el Barouni che avevo già visto raccontare la sua vita in Il Libro della Vita. In quello spettacolo stava seduto. Quando l’ho visto entrare in scena ieri era altissimo. Era vestito tutto di bianco ed è entrato tutto storto. Ha raccontato quello che doveva raccontare con la sua voce da paura.
C’era uno pieno di tatuaggi di pesci che cantava e faceva ballare la sua pancia e siccome non aveva tasche teneva il bicchiere nelle mutande.
C’era il trio Le Ceramiche Lineari, che non sono detenuti ma suonano bene; il chitarrista cantava le sue avventure sentimental-sessuali, il bassista aveva gli occhiali, suonava anche la pianolina a fiato ed era l’unico a non ballare mai, il batterista era belloccio e a un certo punto a sputato al chitarrista cantante che però non se l’è presa.
La luce è sempre stata rossa e ancheLe Ceramiche Lineari che avevano la camicia bianca erano rossi.
C’era un’atmosfera da Opera da tre soldi di Brecht, ma dall’Opera da tre soldi hanno cantato solo un pezzo all’inizio e poi hanno concluso con Siamo fuori dal tunnel.
Non potevi non metterti a ballare.
C’era la coppia seduta davanti a me con la donna che si è messa le mani davanti agli occhi quando i due si sono baciati che prima che lo spettacolo cominciasse hanno assicurato i vicini che erano sicuri che quelli erano i loro posti, sono quelli da venti anni; e alla fine dello spettacolo il marito ha assicurato i vicini che se deve spendere i soldi per sentire delle parolacce può benissimo stare a casa e dirsele davanti allo specchio. Gli altri impellicciati viareggesi (così ha detto il direttore del circo) si sono limitati a dire che lo spettacolo era proprio brutto.
Noi tre invece ci chiedevamo se esistesse un CD di Sing Sing Cabaret.

La Compagnia della Fortezza è la compagnia di attori detenuti del carcere di Volterra. Armando Punzo è il regista di tutti gli spettacoli della Compagnia della Fortezza da circa venti anni. Ancora non sono riuscita ad andare a vedere un loro spettacolo in carcere. A luglio ci riproverò.
Armando Punzo ha un blog.

20070307

Funnytaleproject



Mi sono appena riguardata il sito di Bansky. Bellissimo. Lo scoprii grazie al blog funnytaleproject che continua a non aggiornarsi ma noi aspettiamo fiduciosi.

Bart

Clicca qui.

20070306

Universo università/2

La trama di L'Educazione Sentimentale di Flaubert secondo il Prof:
Lui è innamorato di una che però è sposata, lei prima forse ci sta, poi no, poi alla fine sì, ma lui non ci sta più.
Non l'ho letto, ma secondo me è una sintesi perfetta. In fondo Madame Bovary, che ho letto e di cui quindi posso commentare, parla di una che si fa un sacco di paranoie e poi alla fine si suicida.
Sento che io e il prof siamo sulla stessa lunghezza d'onde.

Film buoni

Elling
Film norvegese del 2001 che parla delle avventure di due uomini, Elling e Kjell Bjarne, ricoverati per alcuni anni in una clinica psichiatrica a cui lo stato norvegese dà un appartamento a Oslo per reinserirli nella società.
Tranquilli: non fa parte del progetto dogma.
Una battuta:
Elling: "Alcuni sciano da soli verso il polo nord mentre io devo raccogliere tutto il mio coraggio solo per arrivare al gabinetto".
E' soprattutto una commedia, io ho riso molto delle cavolate che i due combinano, e alla fine mi è scappata pure la lacrimuccia. Da qualche parte qualcuno l'ha paragonato a Forrest Gump, ma non c'entra niente, semplicemente perché non è americano e perché Elling non è interpretato da Tom Hanks (che come dice il mio libro sul cinema, ha fatto solo film e mai cinema).

Bonbon el perro
Finisce più o meno nello stesso modo di Ellin: sesso!
Film argentino del 2004 che parla di un cinquantenne meccanico che ha appena perso il lavoro, di un bellissimo cane bianco (un dogo argentino) e la patagonia sempre piena di vento.

2 film che fanno star bene.

20070301

Universo università


E' da qualche anno che sono iscritta all'università. Non ho più l'età ma siccome non trovavo niente di meglio da fare mi sono iscritta e ora essendo a un punto decente (a buon punto mi sembrava troppo) non posso smettere. Dare gli esami non mi fa impazzire ma altrimenti mi piace abbastanza.

E poi si imparano un sacco di cose!

Questo semestre seguo 2 corsi: Teoria della Letteratura e Analisi del Cinema.

Al primo ho imparato che le nuove generazioni non conoscono a memoria il film The Blues Brothers. L'impressione è che non lo conoscano proprio. Non è preoccupante? Il Prof ha raccontato della scena quando Belushi scappando dal concerto nei sotterranei si trova davanti Carrie Fisher con un mitra inviperita perché non si era fatto vedere al matrimonio e gli sciorina la lista di scuse e alla fine si toglie gli occhiali mostrando per la prima volta i suoi occhi per chiederle pietà. Eccola qui in inglese la scena:

[after a burst of gunfire from the Mystery Woman, Jake climbs to his feet, covered in mud from the tunnel floor]
Jake: It's good to see you, sweetheart.
Mystery Woman: You contemptible pig! I remained celibate for you. I stood at the back of a cathedral, waiting, in celibacy, for you, with three hundred friends and relatives in attendance. My uncle hired the best Romanian caterers in the state. To obtain the seven limousines for the wedding party, my father used up his last favor with Mad Pete Trullo. So for me, for my mother, my grandmother, my father, my uncle, and for the common good, I must now kill you, and your brother.
[Jake falls to his knees]
Jake: Oh, please, don't kill us. Please, please don't kill us. You know I love you baby. I wouldn't leave ya. It wasn't my fault.
Mystery Woman: You miserable slug! You think you can talk your way out of this? You betrayed me.
Jake: No I didn't. Honest... I ran out of gas. I, I had a flat tire. I didn't have enough money for cab fare. My tux didn't come back from the cleaners. An old friend came in from out of town. Someone stole my car. There was an earthquake. A terrible flood. Locusts. IT WASN'T MY FAULT, I SWEAR TO GOD.
[Elwood covers his head in anticipation of more gunfire, Jake removes his sunglasses to make a wordless appeal, and the Mystery Woman visibly softens]
Mystery Woman: Oh, Jake... Jake, honey...
[Jake embraces the Mystery Woman and they kiss]
Jake: [to Elwood] Let's go.
[He drops the Mystery Woman and walks off]
Elwood: [to the Mystery Woman as he steps past her] Take it easy.


Ecco. La classe di ventenni non ha reagito in nessun modo all'esempio del Prof e quando lui non si ricordava il regista o meglio non ne era sicuro ma aveva detto quello giusto, nessuno ha detto niente, non c'è stato il coro di Landis. Agghiacciante.

Invece ad Analisi del Cinema il Prof parlando ovviamente di cinema e di come i film si possono distinguere tra più o meno analoghi alla realtà che ci circonda ha detto: "... nel mondo reale, assumendo che esista veramente il mondo reale, ma facciamo finta che esista il mondo reale, le teorie filosofiche più importanti ci dicono che esiste quindi assumiamo che esista... ".
Devo rivedermi Matrix?

Oscar 2007


Per la prima volta sono riuscita a vedere non solo tutta la cerimonia degli Oscar e molti dei film candidati, ma anche i cinque cortometraggi in gara, e cioè:

Binta and the great idea
Eramos pocos
West bank story
Helmer and son
The saviour

Noi avevamo scommesso su Binta and the great idea, non tanto perché ci fosse piaciuto di più, ma perché è commuovente, è realizzato in collaborazione con l’Unicef, ha per protagonista una bambina senegalese che innamora, affronta temi attuali tra cui la scolarizzazione e l’occidentalizzazione in Africa, la felicità (appunto, soldi significa felicità?), è molto delicato e la grande idea da cui il titolo è ironica ed interessante.
Il corto basco (Eramos pocos) è fastidiosamente indolente, parla di solitudine e bisogni, ha un inizio lento e fino a un certo punto non si capisce dove vuole andare a parare, ma ha un finale geniale.
Infine il vincitore (il mio preferito), il musical West Bank Story. Si, lo so, mmm, un musical, ma allora cantano e magari ballano anche. Si, certo. Però è molto divertente, proprio che si ride di gusto. Il corto racconta l’amore ostacolato tra una ragazza palestinese e un soldato israeliano, ed è ambientato in due fast food, Kasher King e Humus Hut (oh, tornano il fast food e Shakespeare!).
Gli altri due insomma, avevano qualcosa di interessante ma mi sono piaciuti meno. A parte, ecco si, in The saviour l’avvicinare una persona alla chiesa è utilizzata come vendetta per un amore non corrisposto.
Mi piacerebbe raccontare di più, ma in realtà tutto questo è per suggerirvi di trovare il modo di vederli perché ne vale la pena, e non vorrei rovinarveli.

The cat is on the table (near the pencil)

Oggi ci occupiamo di volatili.

Si dice “to flip someone the bird” (e forse l’avevamo già usata) per indicare il gesto del dito medio.

Si dice di una persona giovane, e più tipicamente ma non necessariamente di un ragazzo, che è uno “spring chicken”

Infine, e di questo esiste paro paro la traduzione in italiano, si dice “to be the canary in the coal mine” (in pratica i canarini venivano utilizzati nelle miniere perchè essendo piccoli erano i primi a morire per i gas tossici sprigionati, e i minatori quando non li sentivano più cinguettare potevano trarsi in salvo). Io non l’avevo mai sentita ma qui lo usano spesso, e noi ci adeguiamo.

(Ho avuto problemi di connessione casalinga e weekend girovaghi. Cerco di mettermi in pari)