20071222

Continua il periodo turco

Difficile scrollarsi di dosso il periodo turco.
Una legge un inglesissimo Pinter e trova nelle pagine introduttive del suo libro (la seguente conversazione risale circa al 1991):
"Una sera mi trovo a una festa. Mi avvicino a due signore turche che stavano chiacchierando tra loro:
- Cosa dite delle torture che avvengono tutti i giorni nel vostro paese?
Mi guardano sbalordite.
- Torture? Quali torture?
- Ma come? Non sapete che ogni giorno vengono torturati decine e decine di uomini nel vostro paese?...
- Ma no vi sbagliate, solo i comunisti vengono torturati...
Invece di strangolare le due signore lì per lì me ne tornai a casa e cominciai a scrivere Party Time!"

Poi uno va nella livornesissima Livorno a mangiar sarde cotte sulla brace su un molo davanti al mare col freddo che fa, e cosa ascolta? Ma i BaBa ZuLa. Gruppo turco tra i protagonisti del film di Fatih Akin Crossing the Bridge. Notevoli. Pare dal vivo soprattutto. Su myspace si possono ascoltare.

20071219

The air is on fire

Intanto la mostra di David Lynch l'ho vista. E' a Milano fino a gennaio ed è bella, se-ti-piace-lynch. Certo Lynch è un regista parecchio complicato. Io non ho visto proprio tutto tutto di Lynch, anzi ho visto molto poco, ma Mulholland Dr è uno dei miei film preferiti e comunque in generale i suoi film sono sempre intriganti. Anche se con INLAND EMPIRE (ho scoperto che va scritto in maiuscolo ma non ho scoperto perché) è stata dura. Dura dura dura. A voglia ad essere intrigante. Davvero non so come sono riuscita a vederlo tutto.
Ma.
Grazie a questa mostra, che fra l'altro viene allestita da David in persona, nel senso che lui va nei musei e dirige l'allestimento, forse ho trovato delle risposte alle varie questioni aperte tipiche dei film lynchiani.
La mostra è abbastanza estesa e siccome avevo poco tempo purtroppo ho dovuto saltarne alcune parti, tipo la serie di post-it e tovaglioli di bar con su scritto motti illuminanti tipo "tesoro svegliami alle 9.15, david". Invece la serie di dipinti, tutti di grosse dimensioni, me li sono guardati con calma. Una predilezione per il colore nero e marrone. Sembrano enormi disegni di bambini. Inquietanti, non credo che me ne appenderei uno nel salotto, ma mi sono piaciuti. Intriganti, anche quelli. Divertenti, ma anche inquietanti pure una serie di foto erotiche degli anni 20 da lui modificate - vorrei provare a descriverle ma non è facile. Poi c'era il salotto di Twin Peaks, ricostruito, ma nel quale non si poteva entrare né tanto meno sederci sui divanetti. Sob.
Il pezzo meglio però, secondo me, sono stati i filmati, di cui purtroppo davvero questa volta, ho potuto vedere solo una mezzoretta. Ma in quella mezzoretta ho visto la luce, David Lynch mi è apparso in tutta la sua semplicità ed è con grandissimo piacere che vi svelo il segreto (è Natale):
Dumbland
Questo è il nome di una serie di suoi filmati di animazione molto brevi. Su internet si trovano. Guardare per credere.
Divertente ed inquietante.
Questo è David Lynch.

20071213

Non solo Luttazzi





















Anche nella mailing list del gasp (gruppo d'acquisto solidale pisa) negli ultimi due giorni non si fa altro che parlare di pipì e pupù. Tutto è partito dall'iniziativa di un iscritto nel proporre un acquisto solidale ad una ditta che produce carta igenica, tovaglioli etc anche in modo ecologico. Apriti cielo. Pare che questa ditta sia tutt'altro che ecologica e che questa linea ecologica sia solo uno specchietto per le allodole. E poi, come fa notare un'altra iscritta, non ce ne è proprio bisogno di carta igenica e tovaglioli, possono essere totalmente sostituiti con tovaglioli di stoffa e per quanto riguarda la carta igenica con l'acqua. A questo punto la discussione è ruotata intorno agli Elfi (non quelli del Signore degli anelli) che pare non la usino e gli aeroporti giapponesi dove pare ogni cesso sia dotato di spruzzino regolabile elettronicamente per lavarsi. Colpo di scena. Tra i nostri iscritti c'è un giapponese che ci ha illuminato sulle usanze del suo popolo: da quel che ho capito prima usano l'acqua e dopo la carta (dopo la carta, boh?). E poi ha lanciato un nuovo dubbio - chiaramente è ovvio che se siamo dei veri ecologisti e teniamo alla salvezza del pianeta, l'uso dell'acqua al posto della carta igenica è fuori discussione. Invece, la nuova linea di discussione è la seguente: usare diverse qualità di acqua a seconda della necessità, insomma non c'è bisogno che l'acqua sia potabile per lavarsi il culo, tanto meno per l'acqua dello sciacquone.
Meditate, gente, meditate tutte le volte che tirate lo sciacquone. E a proposito, e sono sorpresa che nessuno in lista l'abbia fatto notare, ma lo tirate tutte le volte lo sciacquone? Anche solo per due gocce di pipì, o aspettate che ci sia qualcosa di più consistente prima di sprecare tutta quella acqua potabile?
Come vedete Luttazzi ha decisamente toccato un argomento sensibile e vista la sua ormai più che decennale esperienza, Luttazzi, volevo chiederti: nella tua fantasia in che tipo di acqua era immerso Ferrara nella vasca, ovviamente prima che, sempre nella tua fantasia, gli altri personaggi facessero quelle cose lì? Ferrarelle, Panna, del sindaco, con l'aggiunta di cloro, dalla brita, di montagna, della foce di quale fiume o semplicemente piovana?

20071210

LuccaDigitalPhotoFest

A Lucca fino al prossimo fine settimana c'è questa bella mostra fotografica. Io non l'avevo capito. Quando mi hanno detto vieni a Lucca a vedere questa mostra fotografica io pensavo fosse una mostrina di fotografi dilettanti, niente di particolare, ma ultimamente tendo a dire sempre sì senza pensarci molto.
Qualcuno mi dice vieni, e se ho il tempo e i soldi, io dico sì.
E faccio bene.
Almeno certe volte.
Come questa.
Perché la mostra nonostante la pioggia era proprio bella.
Andateci!
Intanto è bella perché è esposta in vari palazzi. E Lucca a palazzi non scherza. Per esempio c'è Villa Bottini con quel giardino incredibile che di solito riuscivo a vedere solo dal cancello, poi Palazzo Guinigi che è pure in ristrutturazione e quindi ha anche quel fascino di palazzo fatiscente (qui vi consiglio di andare al bagno), e infine a noi è piaciuto particolarmente la ex-Manifattura Tabacchi, le vecchie fabbriche non deludono mai.
Poi è ben organizzata. Belli i luoghi, appunto, bella la disposizione delle foto, belle le strutture su cui sono appese (a me è piaciuta tantissimo tutta la struttura in metallo di Palazzo Guinigi). Ci sarebbero piaciuta più segnaletica nella città per trovare i vari posti (e noi Lucca un pochino la conosciamo ma per chi viene da fuori...) e avvertiamo che sulla cartina che ti danno insieme al programma la Chiesina dell'Alba è mal segnalata.
Infine le foto. E qui è questione di gusti. Non ho visto tutto, tra cui la World Press Photo e infatti ho intensione di tornarci. Elliot Erwitt mi è piaciuto tantissimo, perché è molto ironico e perché non fotografa le cose direttamente ma per vie traverse. Mi è piaciuto anche molto una mostra nell'ex-Manifattura Tabacchi di un giovane israeliano, Oded Balilty, che ha fotografato soprattutto la vita intorno al muro che stanno innalzando nel suo paese. E poi cose qua e là.
Ho pensato che c'erano pochissime foto a colori.
Ho trovato divertente vedere varie persone che fotografano le fotografie anche col cellulare. Fotografare una foto, una foto di una foto. Buffo, no?

A scanso di equivoci

Per me, stare dalla parte di Luttazzi è semplicissimo, non ho dubbi, soprattutto se c'è di mezzo Giuliano Ferrara. Trovo molto più volgare lui di qualsiasi immagine volgare usata da Luttazzi. Basta leggere certi suoi articolo dove si critica il governo per alcuni spot sulla necessità dell'uso del preservativo per prevenire l'aids, sarebbe meglio l'astinenza, e poi non veniamo a lamentarci degli stupri. Leggere per credere. Stamani, a RadioPopolare ne hanno letto un altro notevole, in difesa della Binetti che si rifiuta di firmare un emendamento in difesa degli omossessuali, lui è con la Binetti e con i farmacisti che si rifiutano di darti la pillola abortiva. Pare il medioevo. Insomma è parecchio facile non stare con Ferrara, per me.
Non ho neanche intensione di dire, levate Otto e mezzo dalla TV e Il foglio dalle edicole, semplicemente non lo guardo e non lo compro, e mi fa piacere quando sento alcuni suoi articoli letti alla radio perché così mi ricordo bene bene perché non sto dalla sua parte.
E mi piacerebbe che Luttazzi avesse più visibilità per ricordarmi bene bene perché sono dalla sua.