20080930

Un tempo per ogni cosa

Anche se ci sarebbe ancora molto molto molto da dire sul viaggio in Cambogia ho deciso che non è più tempo.
E poi nel frattempo...



Civita di Bagnoregio, tetti di Bagnoregio, Orvieto il Duomo



Casa

12 vs 12 angry men




Mikhalkov vs Lumet
2007 vs 1957
159 min vs 96 min
Mikhalkov vs Fonda
Russia vs USA
Questione cecena vs Pena di morte

Per me ha vinto il secondo, che in italiano si chiama La Parola ai giurati.
Più sintetico.
Più claustrofobico.
Più diretto.
Più asciutto.

Del primo però bella la trama identica ma anche completamente diversa dall'originale, belle le storie, belle le facce, belli i personaggi, sorprendente il finale.

20080924

Due articoli e due domande

Gli articoli sono di La Repubblica e riguardano la parentopoli siciliana:
uno
due.

Le domande:
uno: nel resto d'Italia è tanto diverso?
due: e ora che si è 'scoperto' qualcuno verrà mandato a casa?

20080923

Tante scimmie


Che giocano, mangiano, si spulciano, mi guardano intorno ad un tempio in cima a una collina in mezzo a una rotonda della caotica Phnom Penh.

Il tempio era piccolo e pieno di candele enormi e di buddha di tutte le dimensioni ovunque. Il poco spazio libero rimasto era appena sufficiente per un gruppetto di suonatori e cinque o sei persone che pregavano. Accanto e sopra ogni buddha oro (soldi), incenso e banane. Turisti, due.
Mentre scendevo le scale per andare incontro alle scimmie, una signora da un pacchettino di rial (la moneta cambogiana) distribuiva le offerte alle figlie prima di entrare a pregare.

Una scimmia


A passeggio per la galleria dei basso rilievi di Angkor Wat

Il divo



Un film perfetto.
Perfetto il regista, anche se i suoi film non sono tutti Le conseguenze dell'amore.
Perfetti gli attori tutti, anche quelli che di solito fanno i film dei Vanzina, soprattutto quelli, Cirino Pomicino diventa addirittura simpatico.
Perfetto il protagonista, Toni Servillo, perfetto sempre, al cinema, in tv, nelle interviste, a teatro, quando a va fare la spesa, quando fa Andreotti.
Perfetta la fotografia.
Perfetta la colonna sonora, che non ti aspetti, come quella elettronica per le Alpi di La ragazza del lago, come Renato Zero con imiglioriannidellanostravita quando Giulio e Livia si prendono per mano.
Perfetta la scenografia, montecitorio vuota, i giardini, le chiese, le stanze buie.
Perfetta la telecamera, e i suoi movimenti.
Perfetti gli oggetti.
Soprattutto. Perfetti gli oggetti.

Il divo/2 perché poi ci ripenso:
Sì.
Forse Il Divo è eccessivamente formale e compiaciuto di questo formalismo, vedi gli oggetti perfetti.
Ma forse per parlare di Andreotti e di una questione italiana attuale bisogna essere in qualche modo surreali.
E forse la perfezione così perfetta di Il Divo rende quella storia surreale.
Perché quella perfezione nella realtà non esiste.
Andreotti sì.

Angkor/3


Si dice che dalla schiuma dell'oceano di latte siano nate le belle Apsaras.
Le Apsaras sono delle semidee danzanti che allietavano soprattutto gli dei, ma che ogni tanto scendevano tra i mortali e si divertivano a sedurre e distrarre eroi e saggi. Secondo la leggenda, la tipica danza classica cambogiana deriva dalle Apsaras.
Nel solo tempio di Angkor Wat, che è parecchio grande, si mormora che sia l'edificio religioso più grande del mondo, di belle Apsaras, incise nella pietra ce ne sono circa 1850. Le trovi infatti un po' ovunque, su colonne, pareti, piccole, grandi, sole solette, o in gruppi di anche cinque. Si mormora anche, che ognuna sia diversa dall'altra. Non ho potuto controllarle tutte, ma ho notato che alcune si differenziano solo per un ricciolo messo leggermente diverso.
La parete interna di una delle gallerie che circondano il tempio (tanto per darvi un'idea della grandiosità di Angkor Watt, questa galleria misura 187 per 215 metri), il secondo perimetro, mi sembra di ricordare, è completamente decorata con basso rilievi raffiguranti storie sia della mitologia induista che dell'impero Khmer, tra cui la nascita delle Apsaras.
Purtroppo non siamo riusciti a individuare la nascita delle Apsaras dall'oceano di latte lungo quegli 804 metri fitti fitti di bassorilievi.
Però abbiamo visto una scimmia.
Vera.
In carne e ossa, e pelo e coda.
Passeggiava lungo la galleria.
Tranquilla tranquilla.

20080916

Angkor/2


(Un Naga ad Angkor)

Avevo deciso di cominciare dai Naga, che credevo fossero dei semplici serpentelli a sette teste, carini, decorativi, che li trovi un po' ovunque sia ad Angkor che in condizioni migliori a Phnom Penh nel Palazzo Reale. Quindi mi sono fatta una giratina sui vari wikipedia e siti vari per avere qualche informazioni in più.
Ah, beata ignoranza.
Ho scoperto che dietro questi semplici serpentelli a sette teste (ma possono essere anche cinque) c'è un mondo. Perchè i Naga li trovi praticamente in tutti i paesi del sud est asiatico e in India e in Sri lanka, in tutti i paesi induisti e buddisti, e fino all'Australia degli aborigeni. Ognuno con la loro variante, ci mancherebbe. Ma avrei dovuto capirlo subito che la questione non era semplice, i Naga sono degli essere mitologici, e gli esseri mitologici non sono mai semplici, sono sempre un po' reali un po' finti un po' buoni un po' cattivi un po' belli un po' brutti, insomma esiste una laurea in naga, ma io non ce l'ho.
Quindi intanto circoscrivo il territorio e rimango in Cambogia, e poi quando andrò in Laos parleremo dei Naga laotiani.
Secondo una leggenda cambogiana i Naga erano una razza di rettili che vivevano in un loro regno nell'Oceano Pacifico (secondo altre leggende vivevano in fondo al mare, secondo altre la loro terra è sparita in fondo al mare e quel che ne resta è l'Indonesia). Una loro principessa poi sposò un re dell'antica Cambogia dando origine al popolo cambogiano. Quindi si capisce l'importanza dei Naga per la Cambogia.
E infatti i Naga sono un elemento frequentissimo dell'architettura khmer. Quelli nel Palazzo Reale sono ben conservati e le sette teste di serpente si distinguono molto bene. Ma i Naga di Angkor sono ovviamente più affascinanti: è più bella la pietra grigia, il laterizio; anche se Angkor in generale è ben conservata, soprattutto se si pensa che le costruzioni più recenti risalgono al XIV secolo e che fino al IX erano coperte dalla giungla, la pietra si sgretola e certe volte le sette teste del serpente te le devi andare a cercare una ad una, altre ancora te le devi proprio immaginare.
Forse la reppresentazione che più mi ha colpito del Naga è quella sui ponti che immettono all'ultima, in senso temporale, capitale di Angkor, Angkor Thom. I ponti sono delimitati da una fila di Deva da una parte, e di Asura dall'altra; i secondi sono considerati solitamente demoni mentre i primi sono delle divinità. Ma dato che siamo in ambito religioso, la cosa è sempre un po' ambigua. Questa fila di enormi personaggi tiene tra le mani un lunghissimo serpente. Tutta questa scena dovrebbe riferirsi al frullamento dell'oceano di latte. Ho trovato frullamento, che come immagine è proprio brutta. Comunque, si dice che in fondo all'oceano del latte (che credo abbia anche a che fare con la via lattea... sempre più complicato) fosse sepolto l'elisir dell'immortalità e come spesso accade, sia i Deva che gli Asura ne volevano bere un goccetto. Quindi nonostante la loro rivalità si alleano e escogitano un complicato (ovviamente, altrimenti si annoiano) sistema per ripescare il prezioso liquido. Decidono di avvolgere il principe dei Naga, Vasuki, un serpente enorme, intorno alla montagna più vicina all'oceano in questione; poi prendono il serpente per la coda e per la testa e lo tirono un po' da una parte e un po' dall'altra in modo che la montagna girando su se stessa agiti il mare. Ci vollero solo mille anni ma alla fine ecco venire a galla l'elisir. I primi ad arrivare all'agognato premio furono i Deva che divennero immortali mentre gli Asura dovettero sprofondare per sempre infondo agli oceani.
E tutto questo solo per parlare di qualche serpentello a sette teste.


(Il ponte con una fila di divinità, il serpente è andato distrutto, ma ad un capo della fila ci sono le sette teste)

Holiday in Cambodia/6


Due cose sui templi di Angkor vanno dette, immagino. E ne dirò infatti solo due (o tre, vedremo) perché per parlare di Angkor ci vorrebbero un centinaio di post, o anche un migliaio, perché pare che sia questo il numero dei templi e delle costruzioni che facevano parte dell'antico impero Khmer e che sono sparsi in un'area di circa 400 kmq. Dovrei anche studiare un po', e quindi trascurare il blog. Tanto per darvi qualche altro riferimento, la costruzione di questo impero è datato dal IX al XIV secolo, la religione dominante era all'inizio quella induista e poi quella buddhista theravada (per essere precisi), i templi e le altre costruzioni vennero abbandonati durante il XV secolo e vennero riscoperti solo alla fine del 1800 da archeologi francesi, in gran parte erano stati ricoperti dalla giungla e quindi anche preservati.
Ho cercato di farmi una lista delle cose che mi hanno colpito di più. Diventava sempre più lunga, e si ritornava al discorso dei mille post per mille templi. Quindi ho deciso di cominciare, e vediamo dove arrivo. A un certo punto mi stuferò e tornerò a interessarmi delle tremende vicende del povero Tim Roth.

Preambolo
In the mood for love di Won Kar Wai e Tomb Rider. Due film dove ci sono alcune scene girate ad Angkor. Anzi, nel tempio di Ta Prohm (che è nella mia lista) una delle domande che sentivo fare più frequentemente alle guide era: qual'è l'albero di Lara Croft?

20080907

Tutti per Tim

Preoccupiamoci davvero. Costituiamo una onlus, una ong, un gas, facciamo una colletta. Tim Roth ha davvero un problema, di notevole entità. Sta per uscire nelle sale Decameron Pie (per chi non avesse visto il trailer, qui potete avere qualche informazione), e il nostro protetto fa la parte di Gerbino de la Ratta.

Neanche in Cambogia

Nell'albergo super lusso dove mi trovo, questo qui (è a Roma, Italia), quando a colazione ho chiesto un caffè, mi hanno portato una sbobba americana. Roba da pazzi. Domani mattina chiederò espressamente un espresso.

20080904

Almeno ci faccio un post

Ogni tanto mi piglia una voglia irrefrenabile di andare al cinema, a quello all'aperto perché è ancora estate, e siccome non resisto vado anche a vedere Hulk. Insomma i protagonisti sono Edward Norton e Tim Roth, saranno abbastanza una garanzia.
Ecco, no.
Soprattutto il secondo.
A dire il vero sarei anche un po' preoccupata.
Gli è successo qualcosa o sta solo invecchiando mailissimo?
Ha litigato con Tantarino?
Ha perso il cervello?
In Hulk, Roth fa il cattivo, un imbarazzante ufficiale russo che viene chiamato per catturare Hulk. A un certo punto William Hurt (poteva essere anche lui una garanzia? boh), che fa il Generale con la fissa della cattura di Hulk, gli dice quanti anni hai, 44 suppongo (44, suppongo, quando si suppone si sta sul vago, una quarantina magari si dice), e Roth, no 38, e gli spiega che nello spirito lui si sente ancora un grande combattende, ma nel fisico, sai com'è, gli anni passano. Sì è pieno di questi grandi dialoghi, sapete alla sceneggiatura ha contribuito anche Edward Norton (poi me la piglio con Ridley Scott io, che non è stato più all'altezza di Blade Runner). Insomma Roth nel film (ma forse anche nella vita) c'ha questo problema con l'invecchiamento del fisico, e quindi si fa inniettare un po' della sostanza tossica che Hul sta cercando invece di farsi togliere, esagera perché è un megalomane e perché altrimenti l'ha bell'e battuto Hulk e diventa un mostro orripilante e cattivissimo, molto più di Hulk, e infatti non ho capito bene come fa Hulk a batterlo. Mi toccherà rivedere il film.
Poi c'è la storia d'amore. Lei è Liv Tyler, che Hulk lo conosceva anche prima del disastroso sperimento, e non ha paura di Hulk, lo guarda dritto negli occhi e lui diventa un agnellino. Ma quando Hulk è uomo non possono fare l'amore, perché lui si eccita troppo e si ritrasformerebbe nel mostro. Sue testuali parole mentre sono tutti presi. E non puoi eccitarti meno. Parole testuali di lei mentre sono tutti presi.
Ah dimenticavo: il loro primo incontro, dopo anni e anni che non si vedevano, avviene sotto una pioggia torrenziale, direi cambogiana.
Edward Norton fa sempre la sua bella figura, ma non è sufficiente. Per niente.
Ah dimenticavo ancora: alla fine c'è Robert Downey Jr (ma non è sufficiente neanche lui) che fa Stark di Iron Man e dice a William Hurt che stanno mettendo su un gruppo.
Forse tutto il film voleva essere ironico e io non l'ho capito?
Andrò a vedere Hulk 2, così lo capirò.

Holiday in Cambodia/5



Un tranquillo pomeriggio di pioggia

Agosto in Cambogia è ancora periodo di monsoni, anche se siamo verso la fine della stagione, anche se in Laos se la sono vista un po' brutta con la piena del Mekong, anche se dall'Italia pensavano che fosse un problema anche per la Cambogia e ci hanno consigliato l'evaquazione immediata. Insomma in Cambogia in agosto il peggio è passato e i cambogiani ci sono un po' abituati; un po' come in Scozia, con quella pioggerellina lieve lieve, nessuno usa l'ombrello, sarebbe ridicolo.
Anzi il pomeriggio se piove, dopo il caldo umido che hai patito la mattina, quel bel scroscio pomeridiano mentre sei lì che esplori i templi di Angkor fa quasi piacere, anche perché la masnada di turisti tende ad andarsene.
Il primo pomeriggio di pioggia per Angkor ho voluto provare la mantella: un caldo allucinante, peggio della mattina. Quindi se proprio piove forte, e tende a piovere forte, meglio l'ombrellino che appunto ti permette anche di bagnarti un po'.
A Phnom Penh ho visto il temporale peggiore, secondo me era un nubifragio, di quelli che se succedono qua non esci, ecco. La popolazione di Phnom Penh, ho notato, in questi casi segue due filosofie.
La prima, facile: ripararsi da qualche parte, anche se muniti di mantelle, ombrelli, cappelli, e aspettare che almeno si calmi un po'. Il posto preferito dove fermarsi sono i benzinai, con quella grossa tettoia che hanno è perfetta soprattutto per i motorini.
La seconda, fare finta di niente: gente totalmente fradicia che continuava a girare disinvolta in motorino, tuttalpiù con la mano a pararsi gli occhi; amici che si incontravano e prendevano tutto il tempo a chiedersi a vicenda notizie delle rispettive famiglie.
La seconda, ha pure una variante: divertirsi. Vuoi mettere giocare a pallone nella piazza sotto il diluvio universale!
Io nel mio piccolo, ho attraversato tutta la città in un tuk tuk, sentendomi in colpa per il guidatore che non aveva né un casco né la mantella, che non sapeva neanche bene dov'era il posto dove dovevo andare e che gli si spengneva il motorino ai semafori. Infine, arrivata alla ThaiAirlines con 10, al massimo 15 minuti di ritardo, nonostante le hostess fossero ancora dentro, solo al di là del vetro, non mi hanno fatto neanche entrare, non mi hanno neanche rivolto la parola, mi hanno solo indicato l'orologio per farmi capire che ero in ritardo e hanno continuato col loro lavoro. Io sono stata una ventina di minuti fuori dal vetro facendo la faccia più sconsolata possibile, ho cercato anche di mettermi un po' a piangere, ma sono state irremovibili. Che fossero di origine tedesca anche se con i capelli neri, la pelle olivastra e gli occhi a mandorla?
Nel frattempo il mio guidatore di tuk tuk aveva sistemato meglio le pareti del suo potente mezzo in modo che io non rischiassi di bagnarmi neanche un pochino.

20080903

Dettagli

Leggendo Internazionale di questa settimana ho scoperto che l'estremità del rotolo di carta igenica piegata in un perfetto triangolo equilatero è il simbolo internazionale dell'attenzione all'igiene.

20080902

Holiday in Cambodia/4



Devo precisare però che soprattutto nelle zone più turistiche questi piccoli e grandi venditori cambogiani ti fregano come un qualsiasi altro posto al mondo. Al nostro arrivo a Siem Reap siamo stati caricati da un tuk tuk.

(il tuk tuk è dopo il motorino il sistema più semplice è divertente per girare; è una moto che traina una specie di carozzella con tettuccio dove si può stare comodamente in quattro e fare pure conversazione, a differenza della moto dove si può stare anche lì in quattro ma fare conversazione è un po' più complicato. Quando piove forte forte il tuk tuk viene rivestito da teli di plastica e il guidatore si mette l'impermeabile e il casco)

Avevamo scelto l'albergo e sicuri sicuri, convinti convinti, l'abbiamo detto al nostro guidatore di tuk tuk. Che ha subito cominciato a storcere un po' la bocca, ma avete prenotato, ci ha chiesto. Ovviamente no. Agosto è bassa stagione in Cambogia. Ma io conosco altri alberghi, migliori, fa lui. No grazie, andiamo al Golden Banana. Se esiste un Golden Banana uno ci vuole andare no? Insomma si fa tutto questo giro lunghissimo, per strade non asfaltate, terra rossa negli occhi, nel naso, nella bocca. E poi, ci dice il guidatore di tuk tuk, è molto lontano dal centro.
Morale della favola. Il Golden Banana è alla fine di un vicoletto stretto stretto e polveroso e in mezzo al nulla, pare. E' anche in mezzo a enormi foglie di palme. C'era solo una camera libera che sarebbe stata pronta dopo un paio di ore. E mentre io ero dentro il Golden Banana il guidatore di tuk tuk ha intortato ben bene l'altra metà della comitiva Holiday-in-Cambodia e soprattutto per la presunta lontananza dal centro ci siamo fatti portare in uno degli alberghi del nostro guidatore di tuk tuk.
Che andava benissimo. Ci mancherebbe.
Solo che una volta orientati meglio nella cittadina, abbiamo capito che il Golden Banana era più vicino al centro di quanto fosse il nostro anonimo albergone dove ci aveva mollato il tuk tuk.
Era in una zona più tranquilla.
Era vicino al fiume.
Attraversavi un ponticello, ed eccolo lì, il centro del centro, il mercato coperto di Siem Reap.

20080901

Holiday in Cambodia/3


Il nostro autista gran suonatore di clacson e campione di sputi con scaracchio era un gran bel personaggio. L'abbiamo capito presto. Dopo un paio d'ore di viaggio c'è stata l'immancabile sosta e dopo l'esperienza dell'andata (vedi sotto) eravamo un po' preoccupati dall'assalto dei venditori. (Devo precisare però che questi piccoli e grandi venditori cambogiani sono una passeggiata rispetto che ne so, a quelli che trovi in Marocco, ma anche a quelli che trovi per le strade italiane, gli dici no grazie gentilmente, e passi a chiacchierare d'altro, da dove vieni, quanti anni hai, come ti chiami.)
Invece, di venditori neanche l'ombra ed anche il posto, il ristorante, era molto meno caotico di quello dell'andata. L'autista ci ha detto mezzora, sosta di solo mezzora e ci ha fatto scendere tutti dal pulman. Essendo le dieci di mattina non abbiamo mangiato ma ci siamo seduti a un tavolo a bere qualcosa. Nel ristorante c'erano anche altri passeggeri di altri pulman che un po' alla volta, gruppetto dopo gruppetto, sono risaliti sui rispettivi pulman e se ne sono andati; e nel ristorante siamo rimasti solo noi, ad aspettare il nostro autista gran suonatore di clacson e campione di sputi con scaracchio di cui cominciavamo a sentire la mancanza.
Soprattutto la mancanza la sentiva un signore very very English accompagnato dalle sue due nipotine (ho immaginato visto che lui era sulla sessantina e le due nipotine avranno avuto sui cinque-sei anni) una chiara chiara chiara e bionda bionda bionda, l'altra scura scura scura e mora mora mora (cioè africana), che Toscani sarebbe morto d'invidia.
Ai nostri commenti sulla sparizione del nostro pulman, sì perché il nostro pulman con tutti i bagagli non era più nel piazzale come gli altri, non c'era, e dopo un'ora non c'era ancora, l'Englishman senza scomporsi troppo (ma solo apparentemente) ha detto semplicemente yes, very very annoying.
Alla fine il pulman è tornato, con sopra il nostro eroico autista, e abbiamo proseguito il nostro allegro viaggio, di clacsonate e sputi ad intermittenza, verso Phnom Penh.
L'Englishman però, solo apparentemente non si è scomposto. Seduto un paio di poltrone di fronte a me, appena ripartita la corriera, ha preso il suo cellulare, e senza scomporsi minimamente, ha chiamato la compagnia dei pulman per lamentarsi dell'autista (non del clacson e degli sputi) che ci aveva tenuti fermi un'ora e chissà dove se n'era andato per quella ora, e che lui, se la compagnia in questione non avesse fatto niente a riguardo, avrebbe smesso di usarla per i clienti del suo albergo in Siem Reap (cittadina iper turistica perchè vicino ad Angkor).
Chissà come è andata a finire?