20090226

La blogotheque

Quasi quasi imparo il francese.
La blogotheque me lo ha segnalato la nostra esperta di musica del dipartimento di musica di A/R. E' tutto in francese (qua e là anche in inglese se riesci a scovare il punto dove cliccare, è risaputo che i francesi ce l'hanno un po' con la lingua inglese), e quindi non l'ho studiato a fondo. E' una specie di webzine, o un blog, insomma, sta lì nel www, e tratta di musica. Loro sono francesi, per quello scrivono in francese. E secondo me hanno avuto una bella idea: Les Concerts à Emporter. E' una sezione del sito e sono dei video girati da loro, girati bene, di artisti che vengono a suonare nella loro città. Quelli di La blogotheque li stressano fino a quando questi non accettano di mettersi a cantare per loro. Loro li filmano. Poi sono cresciuti e li vanno a importunare anche in altre città. Sufjani Stevens per esempio lo vanno a cercare a Cincinnati e lo costringono a suonare sul tetto del teatro al freddo e al gelo. Lui ci prova a fare resistenza, ma è troppo buono. Ci sono anche i Beirut, uno dei miei gruppi preferiti del momento. Ma ci sono anche gli Arcade, i Deus, i REM e tanti altri ancora.
Cliccate su titolo del post per andare direttamente al sito, oppure qui per la sezione tous les concerts à emporter.

Lasciami entrare




Oskar: Sei molto vecchia? Quanti anni hai?
Eli: Ho dodici anni ma li ho da un sacco di tempo.


Caro Sig Tomas Alfredson,
intanto sappi che sei riuscito a portarmi al cinema a vedere un film dichiaratamente horror. Io i film horror non li vado a vedere. Mai. Per nessun motivo. I film horror li trovo o brutti o se fatti bene mi fanno pauuuura, e a me non piace proprio avere pauuuura. Tu, Tomas, posso chiamarti per nome? che forse sei un amante del genere, magari mi puoi spiegare il senso.
Insomma, Tomas, mi sono fatta coraggio, ho pensato che The Shining, Gli Uccelli, e The Others sono dei gran bei film, che del tuo se ne sente parlare un gran bene, che leggendo le recensioni qua e là, superficialmente per non farmi rovinare il film, di scene proprio da pauuuura ce ne erano poche, e infine ho costretto con la forza il mio coinquilino a venire al cinema con me.
Nel frattempo alla comitiva si è aggiunta anche Effe, che però è più impressionabile di me ed ero più in tensione per i suoi pizzicotti nelle braccia ad ogni scena minimamente a rischio, che per il film in sé. Per fortuna dall'altra parte avevo il coinquilino che ridacchiava.
Veniamo al film. Tomas! Che dire! Le voci avevano ragione. Hai messo su un gran bel filmino. Alcune scene macabre mi hanno dato un po' fastidio, ma lo so, è un problema mio. Ma piuttosto, dove hai trovato quei due interpreti? Oskar e Eli sono così belli. Bellissimi e inquietanti. E bravi. Ma poi sono tutti bravi, anche i personaggi minori. Mentre ti scrivo cerco di capire cosa abbia il tuo film in più, e alla fine forse ho capito. E' tutto sotto tono, è tutto delicato, è tutto ovattato, si parla poco, sono gli sguardi che contano, sono le azioni che contano. Gran parte della storia si svolge di notte, e la neve, che sia giorno o notte, è sempre presente, nel bene e nel male. E tutto questo risalta ancora di più perché gli avvenimenti che accadono non rientrano esattamente nella sfera del pacifico, insomma è un horror. Sì, c'è silenzio, c'è la neve, ci sono due bambini, ma dall'inizio alla fine c'è anche una grande inquietudine. La neve bianca e il sangue rosso, marrone quando è buio. Le due cose però riescono a bilanciarsi, nessuna ha il sopravvento. Un po' come stare nel mezzo tra Effe e il coinquilino.
Mi è piaciuto anche come non spieghi tutto. Non si capisce chi sia esattamente l'adulto con Eli. In automatico uno pensa al padre, ma forse anche no. E il padre di Oskar, è alcolizzato? si è scoperto a un certo punto gay? Forse né l'uno né l'altro. E perché è ambientato negli anni 80?
Il film è tratto da un libro. Me lo consigli?
Insomma, te lo hanno già detto un po' tutti, ma complimentoni!
Yours,
Sburk

20090224

La miglior lettera di reclamo di un passeggero mai scritta

Così viene definita dal giornale inglese Telegraph la lettera scritta alla compagnia aerea Virgin da parte di un passeggero scontento. , la potete leggere in inglese, ed è molto meglio della mia traduzione un po' sbrigativa. Tradurre poi il sarcasmo British non è tanto facile. Ho anche chiesto la consulenza dell'esperta di traduzioni per A/R ma era in un momento di odio totale verso qualsiasi traduzione quindi accontentatevi della mia.
No, non ho scoperto cosa sia il baaji, né credo di volerlo sapere; e non ho la più pallida idea con cosa si possa mescolare la vodka per avere un effetto formaggioso di cui si vanta il nostro passeggero.
Quando la notizia uscì su repubblica online, scrissero anche che questo reclamatore volante aveva ottenuto dal Sig Branson una proposta di lavoro. Non ho trovato traccia di questa notizia sui giornali inglesi.


Caro Sig. Branson

RE: Mumbai - Heathrow 7 dicembre 2008

Adoro la compagnia Virgin, davvero, ed è per questo che continuo ad usarla nonostante una serie di sfortunati incidenti avvenuti negli ultimi anni. Quest'ultimo è stato la ciliegina sulla torta.

Mi vien da ridere se penso che alla fine del volo avrei tranquillamente pagato più di mille rupie per una singola ciliegina, dopo l'infernale viaggio culinario a cui la sua compagnia mi ha sottoposto.
Guarda qui Richard. Per favore guarda. (Fig 1)

Immagino che la tua brillante mente si stia facendo le stesse domande che anch'io mi sono fatto durante quello sfortunato viaggio. Cos'è? Perché me lo hanno dato? Cosa ho fatto per meritarmi questo? E qual'è l'antipasto e quale il dolce?

Non si arriva ad una posizione come la tua, Richard, senza una bella dose di capacità di osservazione, quindi SO PER CERTO che avrai individuato sulla sinistra il pomodoro accanto a quelle due porzioni gialle di pan di spagna. Sì, è lì accanto alle fetta di pan di spagna senza la pasta verde. L'indizio deve essere il pomodoro, giusto? Nessuna persona sana di mente servirebbe un dessert con del pomodoro, vero? Allora, rispondimi Richard, che genere di animale servirebbe un dessert con i piselli? (Fig 2)


Lo so che assomiglia al baaji ma è in mezzo a della crema pasticcera, Richard, crema pasticcera. Quindi sarà un pudding. Devi sapere invece che non era crema pasticcera. Era una gelatina aspra coperta da dell'olio chiaro. L'unico cosa positiva di questa pietanza è che il mio palato l'ha trovata così aliena da cancellare il sapore di curry proveniente dal miscuglio di materia grigia dentro il reparto centrale del vassoio. Forse dopo tutto, il dessert è quella roba lì sulla sinistra.

Tutto questo comunque è irrilevante al momento. I miei genitori mi hanno insegnato le buone maniere e il buon gusto, e se sapessero che ho iniziato a mangiare il dessert prima del pasto principale, la fetta di pan di spagna sarebbe l'ultimo dei miei pensieri. Quindi, togliamo la carta stagnola dal contenitore della pietanza principale e vediamo cosa c'è.

Proverò a spiegarti come mi sono sentito. Immagina di avere 12 anni, Richard. Ora immagina che sia la mattina di Natale e che tu sia lì seduto con davanti l'ultimo regalo da aprire. E' grosso, e tu sai cos'è. E' quello stereo Goodman che hai scelto dal catalogo e del quale avevi scritto a Babbo Natale.
Solo che apri il regalo e lo stereo non è lì. Invece c'è il tuo criceto, Richard. E' il tuo criceto nella scatola e non sta respirando. E' così che mi sono sentito quando ho levato la carta stagnola e ho visto questo: Fig 3


Ora lo so cosa stai pensando. Stai pensando che è dell'altra crema baaji. Lo devo ammettere, l'ho pensato anch'io, ma non è così. E' senape, Richard. SENAPE. Una tale quantità di senape che nessun essere umano riuscirebbe a consumarla in un mese. Sulla sinistra abbiamo un po' di broccoli e dei peperoni conditi con dell'olio colloso marrone e sulla destra il cuoco ha preparato del purè. Lo spremi patate evidentemente si era rotto, e quindi il cuoco ha deciso che la cosa più sensata da fare era di passare le patate attraverso il canale digerente di un uccellino. Una volta rigurgitato è stato chiaramente mescolato con un po' di senape. A tutti piace un po' di senape, Richard.

A questo punto mi sentivo un pochino ipoglicemico. Avevo bisogno di una botta di zucchero. Per fortuna era previsto un piccolo biscotto. L'avevo subito notato per la strana confezione. Fig 4

Pare che il biscotto sia dentro una bustina da prova dalla scena del crimine. Un crimine contro la cucina. Oppure, deve essere un genere di biscotto in uso nei vicoli malfamati, comprato da qualche maniaco strafatto di lievito. Sicuramente è meglio non essere beccati con uno di questi alla dogana.
Immagina mordere un pezzo di rame, Richard; sarebbe stato molto più tenero sui denti, rispetto al campione sopra rappresentato.


Ero distrutto. Tutto quello che volevo era rilassarmi, ma ovviamente dovevo rimanere seduto con tutto quel disastro davanti. Giuro che a un certo punto il pan di spagna si è mosso.

Una volta che l'hanno portato via, ho deciso di rilassarmi con un po' del vostro famoso intrattenimento a bordo. L'ho acceso: Fig 5.


Chiedo scusa per la qualità dell'immagine ma era veramente difficile catturare il viso di Boris Johnson attraverso le linee lampeggianti che andavano su e giù per lo schermo. Forse un altro canale avrebbe funzionato meglio: Fig 6.

Quello è Ray Liotta? Me lo sono chiesto in continuazione durante la prima estenuante mezzora in cui ho cercato di vedere il film in queste condizioni. Ho spento tutto. Non ne potevo più. Non ero mai stato così affamato e dopo aver cercato per mezzora di mettere a fuoco un'immagine su uno schermo nebuloso avevo un mal di testa lancinante.

La mia unica opzione a quel punto era fissare la poltrona che mi stava davanti e aspettare che arrivasse del cibo o il sonno. Nessuna delle due arrivò per molto tempo. E quando finalmente arrivò la cosa superò le mie più incredibili aspettative; Fig 7.


Sì! Un altro biscotto dalla scena del crimine, ma questa volta doveva essere inzuppato dentro una roba bianca.

Richard…. Cos'è quella roba bianca? Poteva sembrare yoghurt. Ma... poi alla fine il lampo di genio, ho capito che era un misto di crema Baaji e senape. Mi ha fatto venire in mente la mia prima settimana all'università. Avevo sentito dire che si poteva fare una bevanda mescolando della vodka con delle bevande rinfrescanti e mentii ai miei amici dicendo che l'avevo preparata tantissime volte, ma quando mi misi a prepararla il risultato fu una specie di roba formaggiosa Richard, formaggiosa. Quel formaggio assomigliava molto al tuo baaji-senape.

Questa è la storia, Richard. Non ho mangiato un bel niente. La mia unica domanda è: Come puoi vivere così? Non mi voglio immaginare come deve essere una cena a casa tua, deve assomigliare a qualcosa uscito da un documentario sulla natura.

Come ho detto all'inizio, adoro la tua compagnia, davvero. Ed è un po' un peccato che una cosa così semplice la metta in ginocchio e in gran bisogno di aiuto.

Cordiali saluti,

Gmail da sotto i piedi

A metà mattinata a un certo punto gmail ha smesso di funzionare. All'inizio ho pensato che fosse colpa mia perché avevo aperto gmail contemporaneamente su più computer. Ho pensato che magari mi sarei dovuta scollegare meglio prima di accedere da un altro computer. Ho pensato che di solito te lo dicono se c'è un problema. Con blogger succede. Poi la mia corrispondente dall'estero mi ha confidato che stava avendo lo stesso problema, e mi sono rilassata.
Ma fino a un certo punto.
La mancanza di gmail mi ha comunque destabilizzato, anche se non era colpa mia.
Sono gmail dipendente.
Mi dovrò disintossicare.
Da domani però.
Intanto, online nessuno sa cosa sia successo, ma qualcuno quantifica il danno. Io con gmail non ci lavoro, mi ci drogo soltanto, ma per qualcuno è diverso e, si sa, il tempo è denaro. Qualcun'altro grida subito allo scandalo, ah e dicevano che era a prova di bomba, guai fidarsi di questi sistemi virtuali.
Il mistero d'infittisce.

20090220

Piccola rassegna stampa per niente esauriente per rimanere un po' all'erta


Via Spinoza (che continuo a trovare notevole) un articolo del Sole 24 Ore che fa una panoramica di come i giornali stranieri hanno commentato la condanna a Mills e di come la maggior parte dei giornali italiani hanno sorvolato.
Su Repubblica on line, un'intervista a una responsabile di Telefono Rosa su come funziona la giustizia italiana nei casi di stupro. Niente di nuovo. Ma almeno, come dicevo in un recente post, parliamone. Il corteggiamento maldestro di cui parla alla fine dell'articolo secondo me dà bene l'idea di come siamo messi. Anche su il Manifesto c'è un articolo commentabile, ma non mi sembra dica niente di concreto, o almeno io non capisco dove vuole parare. Sembra criticare il fatto che si cerchi almeno di arrivare ad una certezza della pena. Anch'io credo che il problema della violenza sulle donne provenga da più lontano, che la maggior parte delle violenze non vengono neanche denunciate e che quelle che finiscono sulla stampa in questi giorni sono solo una piccola parte, penso anch'io che la certezza della pena non sia un gran deterrente, ma mi sembra già qualcosa che uno che abbia commesso un reato non se ne stia tranquillo tranquillo in poltrona. Poi penso anche, come si legge nel primo articolo, che anche se la legge c'è non è detto che venga applicata in modo corretto.
Micromega è tutto incentrato sulla legge del governo sulle cure fine vita contro la quale domani ci sarà una manifestazione a Roma. Ci sono vari articoli.

20090219

No direction home


Ho visto il documentario di Scorsese su Bob Dylan.
Bob Dylan giovanissimo è proprio bello.
Bob Dylan porta i tacchi.
Bob Dylan fumava una sigaretta dietro l'altra.
Fumavano tutti a quel tempo negli USA.
Bob Dylan ha delle movenze molto effemminate, Cate Blanchet infatti lo faceva benissimo in I'm not there.
Bob Dylan ha delle movenze effemminate in particolare nelle scene del tour in Inghilterra dove viene fischiato pesantemente. Infatti Cate Blanchet lo impersona proprio in quella parte lì.
Guardando No direction home ho capito meglio il senso di I'm not there, anche nel documentario di Scorsese si ha l'impressione di uno che cambia spesso senza prestare attenzione a quello che la gente si aspetta da lui: cantante folk, cantautore di canzoni di protesta, cantante di una rock'n'roll band.
Johnny Cash mi piace da impazzire, voglio un suo disco.
Allen Ginsberg è troppo simpatico, negli anni sessanta e anche oggi.
Joen Baez c'ha quella voce. Oh trovatene un'altra così.
Pete Seger da giovane non era malaccio.
Bob Dylan era già bello complicato, anche a detta di Joan Baez.
Le risposte agli intervistatori però fanno morire dal ridere.
E poi lo capisco, probabilmente ha fatto proprio bene, ti fai inglombare dalla fama e l'hai avuta.
Bob Dylan invece è sempre qua, e fa concerti.
Ci vorrei andare ad un concerto di Bob Dylan.
Una volta ho conosciuto un tipo che ogni volta che Bob Dylan veniva in Italia, lui c'andava.
Bel posticino il Greenwich Village nei primi anni sessanta.
La marcia su Washington.
Martin Luther King.
Il film di Scorsese arriva solo fino al 1967, mi sembra, o giù di lì.
Poi?

Anche i muri lo sanno

20090218

E' carnevale!

Gomorra

Anthony Lane, il guru critico del cinema del New Yorker, quello che non gli piace mai un film, o comunque qualcosa da ridire, e di acido, è inglese lui mica americano, ce l'ha sempre, dice che il film di Matteo Garrone è un capolavoro, che c'è un prima e un dopo Gomorra, che il cinema di quel genere non sarà più lo stesso. L'articolo è in inglese.

20090217

Mesagne




Ho trovato un nuovo ruzzino per le foto: picnik.

Coraline



Preparatevi, che sta per arrivare anche qui, in America è già uscito, il film d'animazione tratto da questo libro. Il regista, Henry Selick, è lo stesso di Nightmare before Christmas, quindi promette bene. E se non avete ancora letto il libro, beh fatelo.
Attenzione a cosa desiderate - è il sottotitolo del libro.
Buh!!

20090216

Siena, il Duomo


Benvenuto!

Un nuovo blog. Un blog un po' strano, direi, perché è il blog di una ditta, quindi una cosa seria, ma il blog non parla di lavoro, parla di altro. Come per molti altri blog, parla di quello che passa per la mente a quelli che ci scrivono, e loro sarebbero anche in tanti.
Eccolo, quindi, il blog della Timesis.

This film is not yet rated

Grazie a un trafiletto su Internazionale di questa settimana mi guardo questo documentario dal titolo This Film is not yet Rated che si può guardare su google in bassa risoluzione oppure anche scaricare in qualità migliore. Il documentario indaga il sistema di classificazione dei film negli Stati Uniti, diverso dal nostro, e dove un NC-17, cioé vietato ai minori di 17 anni significa la morte del film perché nessuno te lo distribuirà. Ci sono interviste a vari personaggi del mondo del cinema tra cui anche registi e attori, tra cui Kevin Smith, la regista di Boys don't cry e il creatore di South Park, Maria Bello. Ci sono tanti spezzoni tagliati di film. Ci sono gli investigatori privati che il regista del documentario Kirby Dick ha assunto per capire qualcosa del misterioso Mpaa (il comitato di genitori che decreta la classificazione). C'è l'inventore del Mpaa. C'è Kirby Dick che sottopone This Film is not yet Rated alla commissione. E' divertente. E' interessante. E' in inglese.

20090212

Comunicazione di servizio in codice

The flight of the conchords rocks!
Kiwi power!
Yo!

Citizen Kane




La piccola sala del Cinema Arsenale si riempie. Tenere prenotata una poltrona per il ritardatario non è possibile, una signora distinta non accetta giustificazioni e si siede sul giacchetto messo lì apposta per tenere occupato il posto. Altri, meno fortunati o meno aggressivi, rimangono in piedi appoggiati al muro o seduto sul parquet. Quelli dell'Arsenale, ci sono tutti i soci storici, tirano fuori anche la telecamera. Ed ecco che arriva il divo, puntualissimo. Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale, e storico dell'arte emerito. Voci di corridoio dicono che per l'articolo sul catalogo della mostra di Bill Viola tenuta a Roma si sia fatto pagare uno sproposito, mi chiedo se e quanto si sia fatto pagare per questo suo intervento all'Arsenale. Secondo me niente. Settis arriva con la sua bella presentazione in power point (userà un mac o un comune pc, secondo me un mac) e nessuno dell'Arsenale pare sappia usare il programma (?!?) e quindi l'emerito chiede l'aiuto del pubblico. Noi sprofondiamo nelle nostre poltrone come non facevamo dai tempi delle interrogazioni di fisica al liceo (oddio Pi è un fisico, magari lui sprofondava per quelle di latino). Ma qualcuno si fa subito avanti, probabilmente qualche normalista che non può esimersi, il Settis gli avrà dato uno sguardo significativo che solo se sei normalista conosci. Lo spettacolo quindi ha inizio.
Settis ci tiene subito a precisare che lui non è esperto di cinema e quindi non parlerà del film, ma parlerà di Hearst Castle. Come si sa, per il protagonista di Citizen Kane, Wells prende spunto (lo ricalca ben bene, in realtà e infatti Wells ebbe non pochi problemi) dal magnate dell'editoria americano di inizio 1900 William Randolph Hearst ed il film inizia e finisce nella dimora favolosa di Kane, Xanadu, che a sua volta prende spunto (la ricalca ben bene, altroché) dalla dimora di Hearst, Hearst Castle appunto.
Uno storico dell'arte del vecchio continente davanti e dentro Hearst Castle può avere, secondo me, due reazioni: vomitare o divertirsi. Settis sceglie la seconda e addirittura si prende la briga di datare meglio, individuare la provenienza e trovare il compagno di una cassa di quelle usate per la dote. Venivano sempre in coppia, dice. Insomma, a Settis il castello piace e ci ritorna anche più volte facendosi dare anche un permesso speciale per girarselo a suo piacimento. E in effetti, se uno supera lo shock iniziale, o decide di prenderla subito a ridere, cioè se uno supera le zebre nel parco, supera le due torri che volevano essere ispaniche ma che in realtà sono state copiate sì da un edificio in Spagna, ma non da una chiesa, da una moschea, la torre originale era un minareto, se uno supera le varie copie di copie, come un David di Donatello in cima a una fontana di pietra, supera le copie di statue romane, che poi in origine anch'esse erano copie di statue greche, accostate a portali rinascimentali, supera le bandiere delle contrade del Palio di Siena nella sala da pranzo, supera il potpourri delle bifore, trifore, e balconcini veneziani (tutti veri, mica rifatti) appiccicate qua e là sulle pareti dell'edificio principale, super l'idea che uno viene in Europa e si porta via un soffitto di 55x12 metri, Hearst Castle è piena zeppa di opere d'arte, come ad esempio una delle più grandi collezioni di vasi greci, un dipinto forse di Duccio, un mosaico originale sul pavimento d'ingreso, per citare solo quelli che mi vengono in mente adesso.
Insomma Settis ci dice, se vi capita andateci, ne vale davvero la pena.
Hearst Castle è anche in un bel posticino, a metà strada tra Los Angeles e San Francisco, su delle verdi colline che guardano il mare.
Ma se proprio da quelle parti non ci passate, almeno guardatevi questo filmato per farvene un'idea perché non credo abbiate capito la potenza di Hearst Castle.
La cosa che a me è piaciuta di più è stata la piscina coperta, io non avrei problemi a superare le statue greche? romane? che la circondano insieme ai lampioncini e tuffarmici.
Citizen Kane? Il solito capolavoro che non mi stanco mai di guardare.

20090211

Come mi va

Ascolto Bon Iver - For Emma Forever Ago
Ascolto Beirut - Gulag Orkestar
Leggo ZZ Packer - Un caffè da un'altra parte

20090207

Prendi una posizione

Toh! Piove.
Toh! C'è il sole.
Toh! Piove e c'è il sole la madonna annaffia un fiore.
Toh! Grandina. Pure!
Deciditi.

20090206

Un blog al giorno

Quasi tutti i giorni, e consigliato da una vecchia conoscenza di A/R.
Ecco a voi: Spinoza.

20090205

Violenza domestica

Mezzora prima della MIA sveglia.
Sburk: Coinquiiii °#]%&§ la svegliaaaaaaaa #]%&§ !
Un quarto d'ora prima della MIA sveglia.
Sburk: Alllllooooorrrrraaaaaa, la sveglia °#]%&§ spengilaaaaa #]%&§ !!!
Suona la MIA sveglia
Coinqui: Scusa entro un'ora dopo stamani.
Sburk: Grrrrrrrr #]%&§ !!!

Ovviamente l'ho ucciso. Poi c'ho ripensato e gli ho chiesto di lavarmi i piatti.

L'articolo di Maria G Di Rienzo del post precedente l'ho letto sulla mailing list del GAS di Pisa. Un'altro tizio ha risposto così:

Se posso permettermi di suggerire un piccolo emendamento al caso Italia 2008 del pensiero di Roosevelt.

Considerando che in Italia nell'ambito domestico si consuma il 29,1% degli omicidi (precedendo mafia 24,4% e criminalità comune 15,2%), il 69% degli stupri nei confronti delle donne (solo il 6% di questi è opera di estranei), il 95,1% delle violenze sessuali che hanno avuto come vittime bambini, allora bisognerebbe forse aggiungere in cima alla lista dei posti piccoli dove iniziano i diritti umani proprio le nostre case.
(I dati sono di fonte Eures, Istat-LLS, MPO-Rel. Il dato sulle violenze domestiche ai bambini comprende parenti e conoscenti)

Se ne parla

E' un articolo un po' lungo trovato qui, che non parla solo delle violenze alle donne, ma della violenza in generale.


Maria G. Di Rienzo. Dove cominciano i diritti umani?
04 Febbraio 2009

Palcoscenico aperto.
Tutti, da destra e sinistra, “condannano duramente”. Dicono che: “l'episodio getta una grave ombra, suscita rabbia e indignazione, è criminale intolleranza”. Chiedono che: “i responsabili siano assicurati al più presto alla giustizia”.
Palcoscenico chiuso.
*
Grazie per la considerazione, ci sentiamo tutti più sollevati nel sapere del vostro sdegno. Perché, tanto per dire, mica sarà colpa del sindaco se cinque ragazzi decidono di alleviare la noia dando fuoco ad un essere umano. Ma che nella sua città esseri umani, in inverno, dormano nell'atrio della stazione ferroviaria, o sotto un ponte, o su un marciapiede, non fa venire nessun dubbio, al sindaco, su quanto bene egli stia facendo il proprio mestiere?

E suvvia, se le donne vengono assalite mica sarà colpa dell'innocente leggerezza del nostrano primus inter pares (2 amnistie, 1 assoluzione dubitativa, 8 archiviazioni, 6 prescrizioni, 3 processi ed un'indagine in corso, per reati che vanno dal finanziamento illecito al concorso in reati gravissimi con in mezzo tutti i “falsi” che riuscite ad immaginare: testimonianze false, bilanci falsi eccetera). L'auto usata che comprereste da un tizio così perderebbe la carrozzeria per strada dopo i primi duecento metri.

Poveretto, non ha fatto che ripetere quel che sente al bar di Montecitorio o in consiglio d'amministrazione, che è poi quel che si sente al bar sotto casa o in autobus, che è anche quel che si vede nei film e in televisione: lo stupro, in fondo in fondo, è un apprezzamento. Se le donne non fossero belle gli uomini non le vorrebbero così appassionatamente, no? Ancora un po' di battage pubblicitario e alla prossima aggredita si chiederà di ringraziare l'assalitore per averle distrutto la vita per sempre.

E insomma, mica sarà colpa dei giornali se nella stessa data, primo febbraio, si riportano due stupri e uno ha i titoli di testa e i pistolotti degli “esperti” e l'altro no: nel primo caso i violentatori (e la vittima) erano immigrati, nel secondo il violentatore era italiano (e la vittima immigrata). E avete letto qualcosa dei tre quattordicenni che marinano la scuola assieme ad una coetanea per poi violentarla a turno? Difficile, forse un trafiletto di due righe, perché il fatto è accaduto a Trento ed erano tutti italiani.
*
Durante l'ultimo fine settimana, a Milano, ci sono stati un accoltellamento, tre risse, un'aggressione a scopo di rapina fra minorenni in metropolitana. Il protagonista più vecchio di questo scenario pare abbia 21 anni, la protagonista più vecchia ne ha 23. Tutti italiani tranne uno (una vittima). Il più anziano dei tre immigrati che hanno picchiato a sangue un ragazzino in quel di Lucca ha 24 anni.

È successo che un tizio guardava insistentemente la mia ragazza, allora gli ho tirato un bicchiere in testa ed è cominciato il caos. È successo che quelli hanno fatto commenti sulla nostra macchina, allora siamo scesi e li abbiamo pestati. Non mi invento niente, sapete, questo è il tenore delle dichiarazioni dei giovani coinvolti. E forse, come uno degli assassini di Lorena l'anno scorso, avranno chiesto al termine dell'interrogatorio: “Adesso che vi ho detto tutto posso andare a casa?”. Traduzione: cosa ho fatto di male, di sbagliato? Volete dirmi che nell'Italia del gratta (nel senso di “ruba”) e vinci non va bene picchiare qualcuno per farsi dare telefonino e soldi?
*
In tema di discriminazione di genere, nell'analisi del World Economic Forum (novembre 2008) la Norvegia è il paese meno sessista al mondo (primo posto), il più sessista è lo Yemen. Gli autori del rapporto hanno fotografato la condizione femminile in 130 paesi, alla luce di 14 criteri di valutazione: dalla percentuale di donne occupate nella manodopera locale, al tasso di quelle in ruoli di quadri, nelle alte professionalità e in posti di governo, alle differenze retributive, al livello di scolarità, alla speranza di vita. L'Italia ha un orrendo sessantasettesimo posto.

Cosa fa quindi di male, di sbagliato, qualcuno che prenda una femmina se la vuole, o che meni chi si permette di guardare la “sua” ragazza? Non gli hanno reso forse chiaro a casa, a scuola, in ufficio, in fabbrica, in ospedale, in chiesa, sui giornali, in televisione, che una donna vale comunque meno di lui e che se serve a qualcosa serve a soddisfare i di lui desideri? Non gli hanno forse reso chiaro che la vita è competizione e che bisogna tenersi la propria “roba” a costo di uccidere, e quindi oggi che hanno vent'anni picchiano il coetaneo, e domani quando ne avranno trenta si terranno in casa sei pistole, con le quali dopodomani, a quaranta, ammazzeranno il vicino di casa perché faceva rumore, o la moglie “per sbaglio” (era buio, e credevano che fosse un ladro).
*
La classe politica italiana pensa di aver fatto il proprio dovere quando rilascia una dichiarazione sull'ultimo fatto di cronaca; una dichiarazione sempre autorevole e vibrante, soprattutto quando non dice nulla di concreto, fatta ad un giornalista sempre prestigioso e corretto, anche quando costui scrive idiozie immani in un italiano stentato.

Io dico che crederò al loro sdegno quando mi mostreranno leggi e bilanci.

Quando l'educazione al genere ed alla nonviolenza saranno materie scolastiche. Quando la rete delle case antiviolenza riceverà finanziamenti. Quando il Ministero delle Pari Opportunità, e a cascata le Commissioni correlate, faranno davvero il lavoro che devono fare. Quando si tuteleranno le lavoratrici dalle dimissioni in bianco e dal mobbing post-maternità.
*
Nel 1958, in occasione del decimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Eleanor Roosevelt disse: «Dov'è, dopotutto, che i diritti umani cominciano? In posti piccoli, vicini a casa, così vicini e così piccoli che non si vedono sul mappamondo. Pure essi sono il mondo concreto di ogni individuo: il borgo in cui la persona vive, la scuola che frequenta, la fabbrica, la fattoria o l'ufficio in cui lavora. Questi sono i luoghi in cui ogni uomo, ogni donna, ogni bambino chiede eguale giustizia, eguale opportunità, eguale dignità senza discriminazione».

20090203

Letture

Nonostante quella santa donna della madre del mio coinquilino abbia letto, inventato, messo in scena, dipinto storielle varie al suddetto coinquilino dall'età di 3 mesi (troppo tardi?), il coinquilino in questione non è un gran lettore. Nella sua vita, che ormai ha una certa consistenza, ha letto 4 volumi di Harry Potter, un bel libro per ragazzi dal titolo Perché mi chiamo Giovanni, di cui ultimamente hanno fatto anche il fumetto, e La fata carabina.
Il mio coinquilino ha mollato momentaneamente il quinto Harry Potter per divorare Maus di Art Spiegelman, un graphic novel per chi non lo conoscesse. Il mio coinquilino si portava Maus ovunque andava.
Ero così sconvolta che mi sono dimenticata di fotografarlo.
Ho delle foto di quelle altre poche volte in cui ha in mano un libro e lo legge.
Le foto servono a ricordarsi momenti speciali che difficilmente ricapiteranno, no? Tipo un viaggio in Alaska, la caduta del muro di Berlino, la festa dei quarant'anni, e il mio coinquilino che legge un libro.

Per iniziare di buon umore

Il mio coinquilino è una persona normale.
Come molte persone normalissime la mattina ha una certa difficoltà ad alzarsi dal letto, o meglio a scendere visto che il suo letto è alto.
Il mio coinquilino essendo più che maggiorenne è d'accordo con me che sarebbe umiliante chiedere a me di svegliarlo.
Esistono le sveglie, gli ho detto.
Il mio coinquilino però la sveglia non la sente, anche se la tiene appiccicata all'orecchio. E' per questo, mi ha spiegato che la mette ad un volume incredibile e nonostante lui si materializzi nel mondo dei viventi una mezzoretta dopo di me, la sveglia sua parte a quel volume incredibile mezzora prima della mia.
Io sono una persona normalissima che ha una certa difficoltà ad alzarsi la mattina.
E non è piacevole urlare a squarciagola mezzora prima che parta la mia sveglia improperi di cui a quell'ora non sono responsabile seguiti da "spegni quella sveglia".
Ma non vi preoccupate, riesco comunque a riaddormentarmi subito dopo. Ma non è la stessa cosa.
Stanotte, il mio coinquilino che certe volte è stranamente premuroso, la cosa di solito mi mette ansia, ha chiuso tutte le porte che dividono le nostre stanze.
Un po' ha funzionato.
Qualche anno fa come sveglia, il mio coinquilino aveva messo bittersweet symphony dei Verve, che era carina, no? Capirete che ora la odio, profondamente.