20090731

Canta che ti passa

"Uscirà il prossimo 30 novembre e sarà probabilmente uno degli album più venduti nei giorni che precedono Natale. Alla fine dell'anno un nuovo artista calcherà la scena delle hit musicali: Papa Benedetto XVI. La Geffen Records, etichetta discografica statunitense che negli scorsi decenni ha prodotto gli album dei Nirvana, dei Guns n' Roses e di altre famose band, ha annunciato che alla fine dell'anno lancerà un nuovo cd che avrà come principale protagonista proprio Sua Santità."
Tutto l'articolo è qui.

Enez Vaz in vacanza

E' online.
Ce l'ha fatta! Enez Vaz ha fatto un signor post mentre guidava la moto dalla Francia del Sud.
Lo so già che non ce la farò a batterlo, anche perché io in vacanza non mi porterò dietro il computer.

I misteri della rete

Su Twitter, che ancora non ho capito cos'è, c'è un Massimo D'Alema, c'è la sua bela foto ed è proprio lui, e c'è un sandrobondi a cui lui risponde bravobravo. Ma sarà davvero lui? Massimo D'Alema su Twitter? Massimo D'Alema ha capito Twitter e io no? Certo il Tweet ultimo (così si chiamano le frasi, corte, che metti su Twitter - eh eh, questo l'ho capito) è parecchio dalemiano: "Più non scrivo e più accumulo followers."

20090729

Un blog al giorno

IlGeko ci segnala e noi volentieri pubblichiamo:
Cronache di un lavoro qualunque.
"Dante Hicks, un commesso, come tanti, come tutti, che cerca di arrivare a fine mese sopravvivendo ai paradossi del lavoro quotidiano"

20090727

Enez Vaz


Un blog in vacanza.
Anche se ha promesso di scrivere post anche mentre gira per la Francia mediterranea in moto. Intanto manda la foto della prima tappa: Hyères.
(Foto di Dani)

20090726

Domenica d'estate alternativa


I nostri cinque eroi sapevano perfettamente che andare al mare di domenica di luglio in Italia voleva dire fare a pugni per stendere l'asciugamano e a gomitate per arrivare all'acqua. Ma grazie alle informazioni ottenute da una collega di Skywalker avevano deciso di tentare la sorte alle Cinque Terre alla famosa spiaggia nudista di Guvano. Le informazioni erano vaghe e quello che sembrava chiaro era che c'era da camminare per ripide discese sotto il sole di luglio già un po' agosto. Soprattutto Paulinho era poco convinto, ma Skywalker aveva il pieno appoggio di Sally, fan sfegatata delle coste liguri. Siouxie venne convinta facilmente: quale posto migliore dove mettere alla prova le sue nuove scarpe da trekking. Dusa in sandalini e pareo africano sperava che la scarpinata non fosse poi così ripida.
Partirono, con due macchine: la sera infatti Skywalker e Siouxie sarebbero rientrati con la loro nel profondo nord mentre Paulinho non aveva voglia di prendere il treno per tornare nella ridente Pisa e quindi anche lui prese la sua.
Forse fu questo l'errore.
Il dio ecologico li avrebbe puniti, e anche presto.
Una sana divisione di sessi mise nella macchina che guidava la comitiva, una ford blu forse focus, Paulinho alla guida e Skywalker accanto col braccio a indicare le svolte alla sua amata Siouxie che guidava la macchina che chiudeva, insieme a Sally e Dusa. La strada era semplice: autostrada fino a La Spezia. Ma inaspettatamente la ford blu forse focus uscì a Viareggio. Le ragazze non fecero una piega, fiducia completa negli uomini che le guidavano. Forse si deve passare di qua, fece Siouxie. Mi sembra un po' strano, ribatté Sally. L'auto uscì a Viareggio e si addentrò nella città del carnevale stracolma di vacanzieri ancora attirati dalla Versilia viveur. Forse hanno pensato di andare a prendere qualcun altro o qualcos'altro. Alla fine, se non altro per la curiosità Sally chiamò Skywalker, nonostante si vedesse chiaramente che l'unico telefono nell'auto davanti era all'orecchio di Paulinho. Forse ci stanno chiamando per spiegarci, insistette Siouxie. Stranamente il telefono dette libero e Skywalker rispose.
Sally: Ciao!
Skywalker: Dovete fare benzina?
Sally: No no.
Skywalker: Ah ok.
Sally: Ma perché siamo a Viareggio?
Skywalker: Ci si passa da Viareggio, sì, ma poi si prosegue.
Sally: Ma perché siamo usciti dall'autostrada?
Skywalker: Perché siamo sull'autostrada?
Sally: No, perché siamo usciti dall'autostrada?
Skywalker: Ma noi siamo sull'autostrada?
Sally: No, siamo in centro a Viareggio.
Skywalker: No, siamo sull'autostrada.
Sally: A-ha, non siete voi che stiamo seguendo.
Siouxie, quelli lì davanti non sono Paulo e Skywalker, stiamo seguendo degli sconosciuti.
OK ci vediamo alla stazione di La Spezia.
Alla stazione filò tutto liscio, e nonostante l'addetta all'ufficio del turismo sconsigliò loro la meta soprattutto per il mare mosso, gli intrepidi cinque salirono sul treno scesero agilmente a Manarola, salirono i 341 scalini che li portarono a Corniglia, e sul sentiero che portava a Vernazza trovarono la deviazione per la spiaggia di Guvano.
I cinque guardarono in basso e notarono subito la corda per facilitare la prima parte della discesa. Dusa decise di accettare i sandali rafters di Sally che aveva anche le scarpette da trekking. La parte iniziale fu impegnativa. Molto. Nonostante tutto però, Skywalker continuò a diffondere entusiasmo ma non tutti erano in grado di recepirlo: Paulinho nonostante i lamenti proseguì come se stesse facendo le vasche sul Corso con la sua inseparabile borsa da palestra a tracolla, Dusa era stranamente silenziosa, aveva appena terminato un corso di arrampicata e doveva dimostrare le sue capacità, Sally meditava tra sé e sé di risalire, tornare a Corniglia e farsi uno spaghettino allo scoglio, ma era una delle principali sostenitrici dell'avventura, Siouxie meditava ad alta voce la separazione da Skywalker.
I cinque, dopo varie discese appesi alle corde e sentieri larghi 40 cm a strapiombo, arrivarono al livello del mare e dopo aver attraversato una breve galleria piena di spazzatura discesero sulla famosa spiaggia.
Il mare grosso si era effettivamente mangiato la maggior parte della spiaggia che era già tutta occupata da attempati nudisti e Skywalker e Sally, non volendo ammettere il fallimento dell'impresa, si diressero su una parte di spiaggia di sassi più grossi, dove non c'era quasi nessuno: i sassi erano scomodissimi. Sally e Dusa stesero comunque l'asciugamano. Sally azzardò il topless, Siouxie rimase vestita all'ombra e non rivolse la parola a nessuno. Skywalker e Paulinho seduti su due pietroni conversarono amabilmente. Fare il bagno era impossibile, tuttalpiù si poteva stare a riva e lasciarsi schizzare dall'acqua e dalle pietruzze. Meglio che niente.
Due attempati nudisti si avvicinarono a guardare i nuovi arrivati. No, guardare no, meglio fissare con insistenza. Uno rimase seduto sul suo scoglio un po' rialzato dal quale poteva mantenere il facile controllo della zona, l'altro, evidentemente meno timido, prima chiese una sigaretta a tutto il gruppetto, poi quando Sally andò a rinfrescarsi a riva, non perse tempo e attaccò bottone. Portava un cappellino rosso e gli occhiali. Aveva una sessantina d'anni portati un po' male.
Uomo nudo: Fai attenzione, le onde sono propio forti oggi.
Sally: Qui sul bagnoasciuga non credo di correre rischi.
Uomo nudo: Io prima sono caduto.
Uomo nudo: Sul sedere.
Uomo nudo: Mi son fatto proprio male.
Uomo nudo: Stamani una ragazza ha fatto il bagno.
Uomo nudo: Nuotava bene.
Sally: Un po' rischioso con questo mare fare il bagno.
Uomo nudo: Ma sapeva nuotare bene. Ha fatto quasi tutto il percorso.
Sally: Forse un po' da incoscenti.
Uomo nudo: Sapeva nuotare bene.
Uomo nudo: Proprio bene.
Uomo nudo: Siete qua in vacanza?
Sally: No solo per la giornata.
Uomo nudo: Io invece abito qui.
Sally: Bello. Immagino lavori anche qui.
Uomo nudo: Sì. E vengo al mare tutti i giorni.
Uomo nudo:
Uomo nudo:
Sally:
Dusa: Sally vieni un momento qui.
Dusa ci aveva messo un po' a capire che l'amica aveva bisogno di una via d'uscita, ma alla fine l'aveva salvata. L'uomo nudo rimase da solo sulla riva, non perse l'occasione per dare un'ultima occhiata ai cinque e poi se ne andò. Ma non troppo lontano.
Ma i pericoli non erano finiti. Mentre i cinque meditavano su come risolvere la giornata: un bagno nella sicura Monterosso? una birra e una cenetta a Corniglia? si accorsero che l'uomo nudo n. 2 sullo scoglio li stava osservando ancora più insistentemente e che la sua mano e il suo braccio facevano inequivocabili gesti dall'alto al basso e dal basso all'alto partendo dalle parti basse. Motivo in più per riprendere la strada verso nuove più avvincenti avventure.
La salita fu più semplice della dicesa, e gli animi si placarono un po'. Ad una curva del sentiero Sally e Siouxie guardando in basso per ammirare lo scenario, individuarono una bella spiaggia, abbastanza ampia e piena di gente che faceva il bagno. Non era quella dove erano finiti loro, ma la vera spiaggia dei nudisti. La loro, doveva essere quella dei guardoni.
Valeva la pena scendere di nuovo.
Non esageriamo.
Dopo una breve sosta per gelato a Corniglia via verso Monterosso; dove ormai c'era l'ombra e faceva quasi freddo ma almeno si poteva fare il bagno. Gli animi ormai erano totalmente rilassati, sulla spiagga di Monterosso, piena di ombrelloni, sdraini e uomini e donne in costume intero. Alcuni anche vestiti.
E dopo il bagno si mangia! I cinque eroi erano stanchi, i muscoli delle gambe si facevano sentire e pure il caldo della giornata. I cinque però non si fecero scoraggiare e passeggiarono su e giù per il lungomare di Monterosso per individuare il posto migliore, per non farsi dare la fregatura del turista. Eh sì, i nostri cinque, erano dei gran furbacchioni. E infatti lo individuarono il posto, una piccola focacceria, con i tavoli fuori e dei bei bicchieri di vino bianco ghiacciato. All'inizio non c'era posto, ma al secondo passaggio sì. Finalmente seduti. I cinque erano soddisfatti, e aspettando che la cameriera venisse a prendere le loro ordinazioni, ripercorrevano le tappe salienti della giornata.
La cameriera però non veniva, entrava e usciva dal locale, ma da loro non veniva mai. E passava il tempo. E loro avevano un certo languorino. Siouxie alla fine spazzientita decise di entare a chiedere.
Siouxie: Buonasera. Noi volevamo mangiare qualcosa. E' possibile?
Donna ligure dietro il banco: No, stiamo chiudendo.
Siouxie: Ecco. Forse potevate informarci così non ci sedevamo ad aspettare.
Donna ligure dietro il banco: Evidentemente la mia collega era impegnato a fare altro.
Democraticamente venne scelto un altro ristorante, alla buona, molto alla buona, eccessivamente alla buona, alla mensa si mangia meglio, sentenziò Dusa, e tutti furono d'accordo, ma almeno spesero poco e il cameriere era simpatico.
Prima di ripartire, prima di riprendere il treno alla volta di La Spezia per poi separarsi, e per dimenticare la pasta allo scoglio con 2 vongole vuote e le trofie all'acquetta, i cinque s'incamminarono sul lungo mare e in fondo a un tunnel con suonatrice di violino incorporata scoprirono il vero centro di Monterosso, pieno zeppo di ristoranti, di tutti i tipi e per tutte le tasche.
Skywalker: Facciamoci un dolcino, almeno!
Tutti: Vai!
Peccato che i ristoranti chiudevano tutto alle 22.30 e non avevano nessuna intenzione di andare in contro al cliente. Ma i nostri non si lasciarono demoralizzare, e optarono per un bicchiere di vino e un pacchetto di biscotti artigianali al limone.
La scelta più azzeccata della giornata.

Domenica d'estate

Oggi è una di quelle giornate da tre o quattro puntate di fila di Dexter o 24.
Peccato che sono sprovvista.

20090724

1. La Tenda della Doccia

Il periodo Herzog non è ancora passato.
Ho solo avuto un po' da fare.



"Prima di cominciare, c’è qualche intuizione filosofica che vorresti offrire ai lettori in modo tale che possano dormire più tranquilli la notte?
Be’, mi limito a dire una cosa soltanto, che vale per gli esseri umani ovunque si trovino, siano essi registi cinematografici o altro. Rispondo alla tua domanda citando il magnate degli hotel Conrad Hilton, cui una volta è stato chiesto cosa gli sarebbe piaciuto trasmettere alla posterità. «Ogni volta che vi fate una doccia, assicuratevi che la tenda sia all’interno della vasca», ha risposto. Quindi, seduto qui, rivolgo a tutti la stessa raccomandazione. Non dimenticatevi mai e poi mai la tenda della doccia."
(Capitoli 1, pagina 15)

20090723

Riassunto


Se non avete tempo per guardare The Mission (male) ecco in riassunto. Tanto parlano anche poco nel film, quindi potreste farcela.
Bella però, vero? Trovata qui. Che non ho capito cosa sia, ma sembrava giusto citare l'autore.

The Mission


Dopo molti anni ho rivisto il film The Mission.
Quello con Robert De Niro. Bravo come sempre.
E con Jeremy Irons, che in lingua originale c'ha questo fantastico accento inglese.
E Liam Neeson, che non lo ricordavo ma forse perché nel 1986 ancora Liam Neeson non lo conoscevo.
E, figurarsi, non ricordavo neanche la colonna sonora di Ennio Morricone, che quando il film finisce pensi che quasi quasi sia il caso di riguardare anche C'era una volta in America. Lo so che è una bestemmia, ma la musica di Ennio Morricone farebbe sembrare bellissimo anche un film di Vanzina.
Il film ha una fotografia spettacolare, anche sullo schermo del computer, perché quei posti sono spettacolari, anche se non sono nel Paraguay dove stavano le Reduccion dei gesuiti, ma la Colombia dove invece il film è stato girato.
Tuttavia, mi è venuta una gran voglia di andare in Paraguay, questa nazione schiacciata tra il Brasile e l'Argentina, di cui non si sente mai parlare. Ma esiste veramente?
Poi ci sono tutti gli indios, tra cui tantissimi bambini, e le loro canoe e viaggi sul fiume, e le cascate, e le foreste e gli archi e le frecce.
E queste guerre fatte nel nome di Dio, che forse neanche esiste, come volevano scrivere sugli autobus ma non ci sono riusciti.
Per chi non lo sapesse, The Mission è la storia della difesa di una Reduccion su un altopiano in Paraguay. Le Reduccion erano comunità costruite dai gesuiti per convertire gli indios (e questo non ci piace) ma nelle quali tutto quello che veniva prodotto rimaneva alla comunità (e questo va meglio). Inoltre, all'interno di queste comunità gli indios erano protetti dagli spagnoli e dai portoghesi che ne volevano fare schiavi. Jeremy Irons è il capo gesuita, buonissimo e integerrimo, e Robert De Niro e un cacciatore di schiavi che a un certo punto la combina grossa e cambia direzione.
Il regista è Roland Joffé che ha diretto anche Urla del Silenzio.

20090716

Un blog al giorno


In realtà è tumblr. Che non ho ancora capito cosa sia, un blog più semplice immagino. E twitter? Boh.
Movies in frames è una raccolta di film per immagini, film riassunti in quattro inquadrature, non una di meno, non una di più.

One potato two potato three potato four


E' una conta, tipo ambarabà ciccì coccò.
Ma Ginou Choueiri ci fa le facce sulle patate; e fa anche altre cose.
Qui il suo sito con dipinti e patate e qui il suo blog. Ginou Choueiri è libanese.

20090714

Oggi sciopero


Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la rete Internet italiana

20090710

Antonio Di Pietro

... scrive sul Guardian, in un perfetto inglese, direi.
Racconta agli inglesi le solite cose sul conflitto d'interessi e sulle leggi ad personam concludendo alla fine con una preghiera al giornale inglese di continuare a raccontare l'Italia.
L'articolo è commentabile e questo è uno dei commenti: "It has to be said... Di Pietro's English is much better than his Italian."

Qualche ora dopo:
Ci ho ripensato a questa lettera che un importante politico italiano, fondatore e presidente di un partito politico rilevante ha scritto ad un grosso giornale inglese. Sul blog del nostro fra l'altro c'è la traduzione della lettera. E mi è venuta in mente la battuta che ogni tanto noi che pensiamo che la situazione italiana sia disperata si farivolgendoci agli altri paesi: invadeteci, vi prego! Però è una battuta, e nessuno, credo, lo auspica veramente. La sensazione mia è che Di Pietro abbia preso sul serio quella battuta; e non è agli inglesi che vanno raccontate le magagne del nostro SigB, perché dubito che ci invaderanno nonostante la loro recente storia di potenza coloniale, ma ancora agli italiani, ancora agli italiani, ancora agli italiani...

20090708

Un due tre stella!

Buon tempo

Oggi dopo tanto tempo sono tornata sul blog di Gipi.
Fatelo anche voi.
Ne vale la pena.
Il link è qui a fianco.

Buon vento

Stamani sono uscita di casa e c'era un bel vento.
L'aria era tersa e il cielo blu blu.
Allora mi viene in mente la canzone di Fossati, e la canticchio andando verso il lavoro... oggi non si sta a casa che c'è buon vento... e penso alle barche a vela sul mare, i capelli che si scompigliano, la sabbia negli occhi.
La canticchio e canticchio e poi mi viene in mente che in realtà fa così:
Oggi non si sta fermi un momento
oggi non si sta in casa che è buontempo
oggi non si rischia né pioggia e né vento, no
e poi non ci si muove come sempre a stento
vedi si va a tempo

Ma l'effetto è lo stesso.

20090707

Gmail sei tu, chi può darti di più

Non so se sapete che gmail ha una sezione chiamata labs dove ci sono una serie di funzioni sperimentali, non ancora ben definite e funzionanti, ma che ciascun iscritto a gmail può provare ad utilizzare a suo rischio e pericolo.
Una è questa:
Filtro anti-gaffe
di Jon P
Google si impegna per rendere utili le informazioni a livello mondiale. La posta che invii a tarda notte nei fine settimana potrà anche essere utile, ma è probabile che la mattina successiva ti penta di averla inviata. Metti alla prova la tua lucidità risolvendo alcuni semplici esercizi di matematica, prima di procedere. Altrimenti fatti una bella dormita e riprova la mattina dopo, a mente fresca. Dopo aver attivato questa funzionalità, puoi regolarne la le impostazioni di calendario nella pagina delle impostazioni "Generali".

Tempo di vacanze


Una giornalista del Guardian (sul Guardian in realtà c'ero andata per leggere un articolo sugli awful Italians che stanno facendo un gran casino nell'organizzazione del G8 a L'Acquila e che dice anche che ci siano voci su una possibile espulsione dell'Italia dal club) è andata a Saint-Marc-sur-Mer sulle tracce di Monsieur Hulot.
L'articolo sulla cittadina me lo sono letto tutto tutto tutto, quello sul G8 acquilano dopo poco mi ha fatto andare in depressione e ho smesso di leggerlo.
M. Hulot, per chi non lo sapesse, è il personaggio dei film del regista francese Jaques Tati, che è anche protagonista dei suoi film, cioè è M. Hulot. Tati nella sua vita, è morto nel 1982, ne ha fatti solo 6 di film (lungometraggi) ma tutti capolavori. Per portare a termine uno dei suoi ultimi film, Playtime del 1967, ci mise 9 anni durante i quali costruì anche una città finta chiamata Tativille, e nonostante il film ricevesse numerosi premi e fosse osannato dalla critica (Truffaut disse che era un film che veniva da un altro pianeta, dove i film si fanno in modo diverso), portò la casa di produzione quasi al fallimento. Playtime è il primo film che ho visto di Tati ed è geniale e mi fa morire dal ridere tutte le volte che lo riguardo e anche solo il pensarci.
Il film di cui scrive Lizzy Davies invece è Les Vacances de Monsiuer Hulot, e qui potete vederne alcune scene. Saint-Marc-sur-Mer è la piccola cittadina sull'Atlantico dove Tati ha girato il suo film: una panoramica sulla vacanze tipo della famiglia media degli anni cinquanta. La giornalista ha ritrovato l'albergo dove M. Hulot alloggiava, che nonostante ora faccia parte della catena Bestwestern, ha mantenuto la sua aria di pensioncina; mentre se si cerca la piccola camera assegnata M. Hulot si rimane delusi, ma semplicemente perché non è mai esistita. L'albergo comunque è pieno di ricordi del film, magliette, fotografie, e una statua a dimensione naturale del protagonista sulla terrazza; alla quale però, si nota subito, manca la pipa: e la giornalista infatti ci dice che purtroppo è stata rubata poco dopo che fu inaugurata e sostituita con un mozzicone di sigaretta. Secondo lei, M. Hulot non se ne avrebbe avuto a male, ma la cosa lo avrebbe divertito come lo divertivano in generale tutti questi piccolo contrattempi.
Lizzy Davies è andata alla ricerca anche degli altri luoghi del film, come i campi da tennis - non li ha trovati - e il cimitero - che invece esiste ancora, e alla fine conclude che dopo tutto, nonostante gli anni passati e i cambiamenti avvenuti, Saint-Marc-sur-Mer ha mantenuto quella sua aria da posto di villeggiatura per gente normale. Sarà vero?
Non sarebbe male andare a controllare ma nel frattempo consiglio a tutti i film di Tati, per la salvaguardia del buon umore.