20101028

Photoshop

Via Petapixel, che nonostante il nome sembra un bel posto dove curiosare.

Pubblicitallamiche

Dopo ampio dibattito interno gli sburk riuniti in riunione hanno testè deciso che questo blog qui quo qua farà pubblicità.
A chi gli pare ovviamente.

1.
Al teatro Lux di Pisa oltre agli spettacoli c'è il bar con qualche tavolino all'aperto sulla bella piazza. Il bar è aperto quando c'è lo spettacolo, per esempio anche venerdì 29 ottobre che c'è il concertino jazzzzzzz...



2.
Al Poderelasterza invece tutti i sabati c'è la cena vegetaria. Menu fisso buonissimo. Tutto fatto in casa dal pane al seitan alle lasagne. Tavoli intorno al camino.Telefonate per prenotare.

20101025

Banksy al cinema



Se scarico il film di Banksy secondo me lui è contento.
Ma è poi di Banksy il film?
Però preferirei vederlo al cinema.
Ma sarà possibile?

Wish you were here

20101021

Come siamo messi

Alle dieci di sera me ne torno a casa sulla mia nuova ma usata fiammante bici verde e bianca. L'aria fredda mi sveglia dall'affollata riunione appena finita. Eravamo in quattro, così  in mezzora ce la siamo sbrigata. Seguo sovrappensiero una cinquecento nuova nuova rossa.
Va piano.
Cerca parcheggio.
Non lo trova.
Cautamente all'incrocio si affaccia.
Troppo.
Una macchina che aveva la precedenza le suona il clacson. Si ferma. Tira giù il finestrino e una giovane donna facendo il gesto con la mano di che c...o fai le urla: Ma sei scema!?
Esagerata, penso io.
La cinquecento rossa, o meglio chi la guida, va un po' nel panico e ci rimette un po' a partire.
Dalla jeep dietro di me un uomo abbassa il finestrino (credo, fa freddo, perché dovrebbe averlo già tirato giù) e urla: Alloraaa?!
Ovvia, penso io.
Ma si riparte, e al successivo incrocio la jeep gira a sinistra e la cinquecento rossa a destra. Stessa mia direzione. Il semaforo diventa arancione, poi rosso.
Bene, penso io, così la raggiungo e vedo il guidatore della cinquecento rossa.
Ma manco per idea: la cinquecento rossa tranquilla tranquilla passa col rosso.

Un bansky fotografo



Bansky per chi non lo sapesse o perché sfogliarlo è sempre un piacere, è lui.
JR, invece, è un fotografo francese, giovane, si dice. Fotografa soprattutto primi piani di persone che poi sviluppa in formati giganteschi per poi attaccarli sui muri delle città. Illegalmente si dice. Forse un tempo, penso io, perché coprire di manifesti delle sue foto tutto un ponte di Parigi e un pezzo di mura lungo la Senna senza farsi beccare, la vedo un po' difficile.
Uno dei suoi ultimi progetti si chiama Women ed è un omaggio alle donne. JR ha fotografato le donne brasiliane, cambogiane, africane e indiane e poi ha attaccato le foto soprattutto sui muri del paese che stava visitando. Anche l'istallazione parigina appartiene questo progetto.

Ha lavorato anche in Italia, a Grottaglie:



Ogni tanto la TV

Ho visto dopo tanto tempo Che tempo che fa.
Ho pensato che la scenografia di Che tempo che fa mi piace molto.
Gli ospiti erano Carlo Freccero (sulle faccende televisive sono un po' ignorante, tendo a non seguirle e quando poco poco mi ci avvicino, tipo l'altra sera con Carlo Freccero, non ci capisco nulla), Gabriele Salvatores (che ho scoperto ha sessant'anni, e forse sarà per via dei suoi film ma me lo immagino sempre al massimo, ecco, quarantenne), e Giuseppe Pignatone (procuratore della Repubblica di Reggio Calabria  a cui recentemente la 'ndrangheta a fatto trovare un bazooka; intervista molto interessante, perché come diceva lui stesso, della 'ndrangheta si sa veramente pochissimo, quasi nessuno ne parla e intanto si sta diffondendo in tutto il mondo. Mi ha colpito il fatto che a Reggio Calabria, un capoluogo di regione, e che regione, non ci sia né un ufficio ANSA, né una sede RAI). Poi, toh! c'era l'ospite fisso Massimo Gramellini. I suoi articoli su La Stampa li leggo sempre volentieri. Alla TV mi piace meno.
Salavatores era a Che tempo che fa per parlare del suo documentario 1960, presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia. Il documentario stesso era in programma subito dopo Fazio. Salvatores usando solo (solo!) immagini in bianco e nero delle Teche Rai costruisce un film sull'Italia del 1960. Un anno particolare, che coincide con l'inizio del boom economico (boom economico!), le olimpiadi a Roma, la Dolce Vita di Fellini, e L'Avventura di Antonioni, la Cinquecento e la Vespa (c'è un'intervista al tizio che l'ha inventata!), le svedesi a Rimini e lo smog di Milano, e molto molto altro ancora. Filo conduttore è la storia di una famiglia del sud che piano piano emigra verso Milano, raccontata in prima persona dal figlio di dieci anni che ha la voce (bella!) di Giuseppe Cederna. Salvatores stesso è figlio di immigrati. Immagini veramente belle; mentre l'idea del filo conduttore inventato è interessante, ma forse un po' forzata. Il finale, ok Salvatores sei simpatico e questo documentario è anche autobiografico, ma poteva evitarlo.
Ho ricomprato la televisione? No. Ho scoperto RAI Replay che ti permette di vedere i programmi RAI andati in onda negli ultimi sette giorni, online.

20101019

Tulum, le rovine Maya






Il settimo sigillo

L'ho guardato solo per poter mettere sul blog queste immagini.



20101018

Come mi va ad ottobre

Leggo A colloquio, di Massimo Cirri.
Ascolto Have one on me, di Joanna Newsom.

Sì, è Tano D'Amico


















Che con quest'altra foto, sempre degli anni Settanta ci ricorda che poco è cambiato, almeno in certi ambienti.

20101015

Le streghe son sparite


L'Unità raccoglie in una serie di fotografie inviate anche dai lettori le immagini di pubblicità offensive per le donne.

La lingua del santo



E' di Carlo Mazzacurati.
E' del 2000.
E' con Fabrizio Bentivoglio e Antonio Albanese.

Ora c'ho questa fissa su Padova.
Il personaggio di Bentivoglio, Willy, soprannominato anche Alain Delon, dice che Padova è una delle città più ricche del mondo,  fattura quanto tutto il Portogallo. Antonio Albanese, che interpreta Antonio, non fa proprio il comico, anche se il film è soprattutto una commedia, ma un po' amara. C'è anche Isabella Ferrari e la sua bocca, che mi danno sempre sui nervi, ma si vede poco e parla ancora meno. C'è una bella fotografia, di Padova soprattutto la notte, della campagna intorno e della vicina laguna. Ci sono gli zingari e una maggiolino con cui scappare, e mountain bike, motociclette e barche.

Un altro film che mi era sfuggito, e che per fortuna mi ha riacciuffato.

One dollar

Il fotografo americano Jonathan Blaustein ha fotografato alimenti senza il packaging e senza effetti speciali, tutti per il valore di un dollaro. Ha pensato al progetto proprio con l'intenzione di mostrare come la fotografia viene spesso usata per ingannare, e per ricordare che milioni e milioni di dollari vengono spesi per queste campagne pubblicitarie. Jonathan Blaustein ha fotografato cibi comprati in New Mexico, dove abita.

Un pompelmo biologico   




Quattro pompelmi comprati in un hard discount

20101012

Un tetris così non l'avete mai visto

Io dopo quaranta secondi non sapevo più bene chi ero, e per sicurezza ho staccato la presa del computer.
Se avete coraggio, è qui.

20101008

Nel caso vi fosse sfuggito

L'avete visto vero l'ultimo video di Gipi.
No!?!?!?
E' qui. Su Il Post.

Shutter Island



- Leonardo Di Caprio quando recita con Scorsese mi piace troppo di più.
- Vero.
- Negli altri film ha un po' sempre la stessa impressione, fa un po' sempre gli stessi ruoli.
- Già. Il Titatic non se l'è scrollato di dosso tutto tutto.
- Invece nei film di Scorsese, Di Caprio devo dire mi piace.
- Di questo film non so proprio niente.
- Neanch'io. Solo che è di Scorsese.
- E ci basta no?
- Certo!
- The Aviator però era bruttino.
- Non tutti possono essere dei Kubrik.
- I difetti ce lo fanno amare ancora di più, il nostro Martin.
- Ho sentito dire che è un horror.
- Ah sì?! Allora gli è presa proprio la kubrikite.

- Toh, anche qui c'è Max Von Sydow.
- Patricia Clarkson dopo Six Feet Under va alla grande.
- Ben Kinglsey... bah.
- Su Michelle Williams ancora non ho deciso, ogni volta che la vedo mi viene in mente Dawson Creek, Brokeback Mountain e che stava con Heath Ledger. Per ora mi è piaciuta solo in Land of Plenty di Wenders.

- Ma per Di Caprio è stato l'anno delle mogli che non si dimenticano.
- E dei sogni.
- Un anno inconscio.
- Anche Inception infatti non mi ha convinto del tutto. La storia è forte. Forse mi sarebbe piaciuto di più fosse stato meno spettacolare, meno hollywoodiano, meno effetti speciali. Peccato.
- Magari a qualche regista non hollywoodiano viene in mente di rifarlo in modo più asciutto, più sobrio. Una volta tanto potrebbe andare nella direzione opposta la cosa, invece di avere sempre i registi hollywoodiani che rifanno film non americani.
- Hai sentito che ora rifanno anche Lasciami entrare.
- Non ci voglio proprio pensare. Ho dei pregiudizi e me ne vanto.

- E ora cosa c'entrano i topi?
- Cavie.
- Così grossi?
- Del resto c'è la tempesta.
- E il cimitero.
- E le porte che si aprono all'improvviso.
- E le vertigini.
- Anthony Lane...
- Ah! Anthony Lane.
-Anthony Lane chiama in causa Umberto Eco.
- Ah! Anthony Lane.
- E dice 'Di una celebre battutta in Casablanca, Umberto Eco scrisse: "Due cliché ci fanno ridere, ma cento ci fanno tenerezza, perché abbiamo l'impressione che i cliché stiano chiacchierano tra di loro, celebrando la loro riunione." Shutter Island è quella riunione, e quel tempio."
- Ah! Anthony Lane.
- Ah! Umberto Eco.

- Menomale che si svolege negli anni '50 altrimenti Ben Kingsley mi veniva fuori con una presentazione in power point; anzi in keynote perché sicuramente avrebbe avuto un mac.
- Insomma. Insomma.
- Ma Scorsese lo amiamo tanto lo stesso.
- Abbiamo continuato a farlo dopo The Aviator, possiamo farlo anche dopo Shutter Island.
- Mi sembra che siamo d'accordo, io e te.
- Certo, non siamo mica Leonardo Di Caprio.
- Io tutti quei sogni lì non li faccio.
- Neanch'io.

Per i fissati, come me, e gli anglofoni: qui, la recenzione di Anthony Lane, fantastica e cattiva come sempre, e qui l'articolo di Umberto Eco sui cliché (sì è in inglese anche quello, l'ho trovato solo così).

20101007

Verde speranza

Mi hanno rubato la bicicletta.
Era bella, nera, con la canna e i freni a bacchetta.
Aveva la ruggine che le dava quell'aria un po' vissuta, un po' sopravvissuta, chissà a chi l'avevano rubata prima di me.
Seguendo il consiglio del mio excoinqui (ora dà anche i consigli, e io li seguo, e sono pure dei buoni consigli) sono andata a cercarne una nuova da un ciclista che conosceva lui: sono entrata in un mondo.



 
La mia nuova bici è verde con i parafanghi bianchi e un campanello.
E ora è lì, accanto alla catena tagliata della mia vecchia bici, ma legata con una catena diversa che mi ha prestato il ciclista perché non ne aveva più nuove da vendere.

20101006

A seconda dell'umore


si sceglie la musica.
Stamani sono indecisa, e vado su un poco impegnativo easy listening.

20101005

...


Non l'ho visto ma ho deciso di avere pregiudizi.
Via Byronic.

33


Su No Borders Magazine che è un sito sul viaggio fanno la lista dei 65 film di viaggio che dovresti vedere.
Anche loro mettono un po' le mani avanti sulla scelta dei titoli.
Io ne ho visti 33.