20121127

Exit through the gift shop



Vado a Londra a trovare exflat.
Per prepararmi ho guardato il film di Banksy.

Recensione del film di Banksy:
Banksy non ne sbaglia una.

Girerò Londra alla ricerca delle opere di Banksy.

20121126

Jacques Audiard


Tre film ho visto:
Il Profeta.
Un sapore di ruggine e ossa.
Tutti i battiti del mio cuore.

In questo preciso ordine.

Il mio preferito è l'ultimo, ma mi sono piaciuti molto tutti. Anche Un sapore di ruggine e ossa, appena uscito nei cinema, nonostante il racconto e i personaggi forse siano un po' tirati, poco realisti, ma sempre e comunque belli.

Bella poi è sempre la fotografia e la cononna sonora. Mi è rimasta impressa la scena dell'incidente in piscina in Un sapore di ruggine e ossa che sembra un quadro astratto. Oppure la colonna sonora in Tutti i battiti del mio cuore che va da Bach suonato al pianoforte dal protagonista alla musica elettronica che sempre il protagonista ascolta nelle cuffie.

Belli gli attori, soprattutto quelli maschili. Perché proprio belli sono i personaggi che interpretano, belli e complicati.

Belle le storie, solitamente un po' violente, molto fisiche, dentro o nelle vicinanze della malavita francese.

Fa pochi film, Jacques Audiard. Dice lui, perché ci mette tanto a scriverli. E quindi passeranno degli anni prima di vedere il prossimo. Ma intanto, qui, si guarda quelli vecchi.




20121122

Selinunte

A Selinunte ho capito che i Greci (quelli che nei libri di storia vengono prima dei Romani) sono davvero esistiti. Forse perché per la prima volta sono stata così vicina a dei templi greci che ancora sembrano templi greci, e non dei sassi buttati per terra vicino a un cartello con scritto calidario.
A Selinunte pensi che più di 2000 anni fa (2000! no, di più!) l'uomo sulla terra c'era davvero; e dopo 2000 anni sei arrivato tu. E tu chi sei?
A Selinunte se non si sta attenti si rischia di farsi delle brutte domande esistenziali.
Vicino a Selinunte c'è un bar che fa un buonissimo pane cunzato, te lo compri prima di entrare e poi te lo mangi sulla panchina davanti al tempio. E le domande esistenziali trovano una risposta.
Selinunte è proprio proprio sul mare, e se ti intestardisci trovi il sistema di scenderci al mare, e tra un tempio e l'altro farti una nuotata in un mare freddissimo. Io ho trovato anche il tempo di cadere e rifarmi male al ginocchio che ancora non era molto guarito.
A Selinunte non hanno costruito niente vicino, come dice abbiano fatto nella valle dei templi di Agrigento dove ancora non sono stata. Sono campi e campi con solo i templi.
E in fondo il mare.





20121120

Mazara del Vallo

Ne avevo già scritto.
Mi è molta piaciuta, anche se ci sono stata una mezza giornata.
E' piena di chiese, qualcuna scoperchiata, altre di un barocco che più barocco non si può. A una certa ora si sente anche il muezin che canta. Ci sono i tanti pescherecci. C'è il quartiere arabo, fatto di strette stradine tutte bianche e che l'attuale sindaco ha deciso di rivalorizzare decorando i muri con mattonelle di ceramica dipinte da artisti locali (tra cui anche lui). C'è una baracchina vicino al mercato del pesce con un buonissimo gelato e un'ampia scelta di gusti.
Sarebbe bello tornarci.






20121118

15 settembre a Marsala

Il mio primo giorno di vacanza in Sicilia c'è stato un mezzo nubifragio. Ma a me non interessava, ero solo contenta di essere in Sicilia e di essere in vacanza. Anche quando ho scoperto che la macchina presa a noleggio era una Smart, non ho fatto una piega.
Poi dal secondo giorno c'è sempre stato il sole.
La Smart però è rimasta.






20121115

Storia di un gemellaggio



Al principio fu uoluorc.
Di padre inglese, ancora mentre frequentava il liceo scelse di andare a stare in Inghilterra. Non a Londra, ma a Manchester. Fu l'inizio del pellegrinaggio ryanair. Gruppetti di pisani liceali si spostavano a Manchester per weekend lunghi, e uoluorc, incredibilmente festeggiava una decina di compleanni l'anno sempre a Pisa.

Exflat: Stasera non ci sono a cena.
Sburk: Ah, perché?
Exflat: C'è uoluorc.
Sburk: Di nuovo!

Uoluorc atterrava a Pisa e qualsiasi impegno precedentemente preso doveva per forza essere rimandato a data da definire, perché sapere quanto tempo uoluorc si sarebbe trattenuto a Pisa era impossibile.

Poi toccò a nai.
Che inaspettatamente, il giorno dopo la maturità salì su un volo ryanair e atterrò a Stanstead. Nai, da solo, stoico, precursore, di genitori italiani al 100%, con una conoscenza solo scolastica dell'inglese, per un anno e mezzo visse a Londra. Si narra facendo anche lo squatter. Tornò a Pisa un uomo nuovo: prima quando veniva a casa a malapena mi salutava, ora se mi incontra mi bacia.

Il terzo fu erri.
Di padre americano. Laureato a tempo record in storia andò a Londra con la fidanzata. Ora fa un master in giornalismo, la specialistica di storia qui a Pisa e ogni tanto dà i volantini per il Barbican.

Fu erri a trovare la casa dove ora abitano, insieme ad altri tre o quattro sconosciuti, erri, exflat e il ranza (emigrati #4 e #5) e uoluorc (che però è solo ospite).

Ho saputo che imminente è l'arrivo di gi e enne, anche loro freschi freschi di laurea. E tra un paio di settimane anch'io andrò a visitare questo pezzettino di Pisa nella swinging London.

20121113

La foto dall'alto



E' stata scattata dal primo piano del Palazzo delle Esposizioni a Roma dove proseguiva la mostra "La via della seta" di cui però ho visto velocemente solo una piccola parte al piano terra.
Aveva l'aria di essere una bella mostra, questa sulla via della seta, anche se abbastanza impegnativa.

Al Palazzo delle Esposizioni ero andata invece a vedere la mostra di fotografie di Robert Doisneau.

Rebert Doisneau è famoso per la foto della coppia che si bacia tra la folla.
Questa.
Che a quanto pare però è falsa. Nel senso che i due non erano stati fotografati casualmente, ma erano in posa. Ma che importa, la foto è comunque bella.

La storia, leggo, andò così: Doisneau a cui piaceva soprattutto fotografare per strada vide questi due giovani che si baciavano ma non se la sentì di fotografarli e chiese loro se avevano voglia di ribaciarsi e farsi fotografare. Loro, che fra l'altro erano aspiranti attori, acconsentirono ed ecco lì la foto. Molti anni dopo una coppia, un'altra, dichiarò che si erano riconosciuti nella foto e chiesero a Doisneau se era così; ma a Doisneau dispiaceva dargli una delusione e rimase sul vago. Questa coppia, convinta che si trattasse di loro nella foto, portò Doisneau in tribunale per avere i diritti sulla foto, visto che non gli era stato chiesto il permesso; e quindi a quel punto Doisneau dovette dire tutta la verità e nient'altro che la verità.

La mostra è grossa e quel giorno lì c'erano anche tante persone, il che non aiuta. Le foto hanno bisogno di tranquillità per essere guardate, forse più dei quadri. A me sono piaciute in particolare certe foto un po' ironiche, come quelle dei fotografi che fotografano i monumenti parigini, quelle buffe della Tour Eiffel, altre dei passanti che si fermano a guardare un quadro di una donna nuda, oppure quelle di statue coperte dalle cacate di piccione.

In generale Doisenau è ironico.

Molte delle sue foto, almeno quelle in mostra, sono di Parigi.
Parigi è stata così tanto fotografata che è difficile trovarci qualcosa che non ti sembra di aver già rivisto. Anche questo non aiuta.

Poi siamo stati mezzora a cercare di capire come aveva fatto questa foto qui:



A Roma ci sono anche altre due mostre di fotografia (ce ne sono molte più di due in realtà) entrambe al Museo di Trastevere.


Una foto di Berengo Gardin di Camogli

Una di Berengo Gardin su l'Aquila prima e dopo il terremoto che mi ha un pochino deluso perché Berengo Gardin mi piace e mi aspettavo di più. Non so, le foto le ho trovate forse un po' impersonali.




Mario Giacomelli - Io non ho mani che mi accarezzino il volto


O forse la colpa è di Mario Giacomelli che più personale di così forse non si può - ho visto prima la mostra di Giacomelli e subito dopo quella di Berengo Gardin. 
Giacomelli sovraespone. 
Giacomelli, mi dicono, ripassa il nero col pennarello anche se io non l'ho notato.
Giacomelli si ispira alle poesie di Leopardi, a quelle di Spoonriver, a Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Pavese. C'è scritto nelle 4 lettere sotto la teca di vetro, nella calligrafia chiarissima di Giacomelli, da maestro elementare. 
Giacomelli fotografa la sua terra, che mi dicono sia proprio così, e fotografa le persone. E certe persone che fotografa guardano direttamente in camera, come nella foto sovraesposta di bambini che fanno il bagno nel mare. 
Le sue foto sono incredibili e soltanto sue, di Mario Giacomelli


Giacomelli - Felicità raggiunta si cammina


 A Roma c'è anche la mostra di Marco Delogu, La natura della notte. Avevo in programma di vedere anche quella ma me la  sono dimenticata. E' fino al 20 novembre, io ormai me la sono persa. Peccato, sembrava bella.

Una foto dalla mostra di Delogu




20121108

Reality


Avevo scritto una cosa lunga ma poi l'ho cancellata.
Reality è bellissimo.


20121106

Io e te



Se penso a Niccolò Ammaniti e a Bernardo Bertolucci, penso a 2 artisti molto diversi: Ammaniti ha una scrittura molto scarna, frasi brevi, poca descrizione; i film di Bertolucci sono quasi sempre molto ricchi, colorati, un po' pomposi.

Vedere come Bertolucci aveva reso in film Io e te, un libricino di poche pagine, mi incuriosiva molto, e devo dire che si è discostato molto poco dal libro.

Tranne che per il finale.

Così ho capito quanto sia importante il finale. Il finale può cambiare tutto il senso della storia. E in questo caso lo fa.

Naturalmente, preferisco il finale di Ammaniti.

Poi, nonostante la parte piccola, Sonia Bermagasco non la sopporto, soprattutto dopo averla vista a teatro.
Pippo Del Bono, nonostante la parte piccola, non lo sopporto soprattutto a teatro.
Tea Falco che fa la sorella non mi ha convinto e l'ho trovata anche un po' antipatica ma forse era il personaggio.
Jacopo Olmo Antinori che fa il fratello l'ho trovato un po' meglio, anche se hanno esagerato con i brufoli.

20121105

Cena tra amici



In francese, Le Prénom.
A me è piaciuto. Lo dico subito, perché girando in rete ho trovato pochissime recensioni del film, pare non l'abbia visto nessuno, e una di queste ne parlava malissimo paragonando il film francese a certe nostre commedie (senza dire quali). La recensione termina così:

"Si parla comunque spesso male e con toni polemici delle commedie nostrane, ma se questo è l’andazzo francese possiamo almeno consolarci sentendoci superiori ai nostri cugini d’oltralpe sotto quest’aspetto."

 Beh, mi sa che negli utlimi anni mi sono persa tutte queste fantastiche commedie italiane.

La cena tra amici è più che altro una cena tra parenti: fratello e sorella e relativi consorti e un amico di famiglia.Tutto il film si svolge nel salotto e sala da pranzo di una delle coppie prima durante e dopo una cena, durante la quale tra colpi di scena, risate e drammi i cinque protagonista litigano e fanno la pace, litigano e fanno la pace, litigano e fanno la pace.

Il film fa venire subito in mente Carnage di Polanski, perché si svolge tutto all'interno di quattro mura, perché anche questo è tratto da una pièce teatrale e perché anche qui a partire da un iniziale incidente (non proprio incidente in questo caso, ma la scelta del nome del futuro nascituro di una delle due coppie) i cinque protagonisto tirano fuori il meglio e il peggio di sé.

Io ho riso molto.
In Carnage c'era poco da ridere.
Prénom però forse è più intimo; e le catteverie che vengono fuori sono più personali; e i personaggi sono più realistici; e allora forse in Prénom, a differenza di Carnage, scatta di più l'immedesimazione e magari pensi che certe litigate le puoi fare in famiglia o tra gli amici; e non è cosa bella.

Polanski certo rimane sempre Polanski.

20121101

Oly è tornata a casa


Pare non sia stata la sabbia di Selinunte a bloccare il pulsante di scatto.
L'importante è che funzioni e sia pronta a fotografare la città eterna.
Mi era molto mancata.

Foto di e.esse scattata durante la maratona di Imago.
La mostra della maratona sarà inaugurata il 9 novembre alle 19.30 all'SMS. Quindi prima Fegato di Ico Gattai alla libreria di Palazzo Blu (non so a che ora) poi alla mostra della maratona all'SMS.