20130829

Post oceanico, soprattutto


Beh, Sus tre anni fa scelse bene: Melbourne è al primo posto per città migliore in cui vivere. Nei primi 10 posti (non so che criteri hanno usato) fanno a gara le altre città australiane e quelle canadesi. Per l'Europa ci sono Vienna e Helsinki. E al decimo posto c'è Auckland (nella foto).

20130827

Post neozelandese


Sembrano più dei motociclisti del futuro che dei marinai, si vede che le regate col catamarano sono assai pericolose. Fa veramente effetto vedere uno con un casco su una barca. Comunque, i neozelandesi hanno battuto Luna Rossa nella Louis Vitton Cup e ora se la vedranno con gli americani all'America's Cup che comincia tra pochi giorni.

Ora tutti a tifare NZ.

Qui trovate un link a un corto del regista neozelandese Taika Waititi, Two Cars One Night. Parlano poco, è sottotitolato. Enjoy.
Taika Waititi fa anche dei lungometraggi. Boy, che è passato da vari festival ed ha vinto un premio a Berlino. Come in Two Cars One Night, protagonisti sono maori. Invece nell'altro, Eagle vs Shark, i protagonisti sono dei pakeha (non-maori), tra cui Jemaine Clement (la cui mamma però è maori) dei Flight of the Conchords.

20130826

Su e giù per la Maremma


Tre giorni in Maremma con la bicicletta.

Bella la Maremma in bicicletta: paesaggi bellissimini e quasi assenza di automobili.

Faticosa la Maremma in bicicletta: molto assolata e piena di saliscendi. Le discese non te le godi per nulla, perché più sono lunghe e più sai che sarà lunga la salita. Che a guardarla così, mentre giri in macchina, pensi, belle le colline dolci della Maremma. Poi in bicicletta ti rendi conto che quelle colline dolci non finiscono mai, che quando pensi di essere in cima perché intorno a te non vedi niente di più alto, giri l'angolo e c'è ancora un'altra salita, come se qualche gigante malefico l'avesse modellata negli ultimi 30 secondi.

Fontane rare.

In salita sotto il sole e con i tafani che ti attaccano le gambe ho avuto dei momentini in cui il desiderio di prendere la bicicletta e di scaraventarla lontano in quei bellissimi paesaggi era molto forte.

Però poi si arriva in cima e c'è Semproniano, paesino per il quale ho insistito di allungare il percorso, perché nei miei ricordi a Semproniano forse c'aveva insegnato il mio babbo e forse è dove io ero caduta in un laghetto nel tentativo di riprendere la mia barchetta azzurra che era sfuggita al mio controllo. In cima c'è Semproniano, e non delude, nessuno ha costruito intorno brutti palazzi moderni, e quel giorno c'è la festa di paese, arriviamo in bici in piazza e c'è la banda che suona, l'ultimo pezzo, e la sagra della panzanella al fresco nel parco.

Oppure si discende, verso Talamone a fare il bagno, e DaCo che conosce tutti ci dice andate lì, il bagnino era un mio compagno alle elementari che sicuramente vi trova dove lasciare le bici custodite. Senza neanche chiederglielo, il bagnino vista anche l'ora tarda, ci dà anche due lettini in riva al mare. Poi la risalita verso casa sì è lunga, e sbagliamo anche strada e finiamo su uno sterrato, ma è fresco, e diventa anche buio e c'è la luna, e noi abbiamo i nostri piccoli fanali, e le macchine non ci sono, e neanche i tafani.


Il laghetto, la barchetta e me
Lo so, sembra più un quadro impressionista che una foto, azzarderei un Monet.



20130823

Exflat. Il punto della situazione


E' passato quasi un anno da quando Exflat è partito per Londra.
Tre sono state le case che ha cambiato, due erano nell'est, attualmente è nel sud.
Il ristorante è rimasto sempre lo stesso: Carluccio's. Solo una volta ha cambiato sede, da Covent Garden è andato a Waterloo Station.
Tre sono stati gli scatti di carriera:
1. Kitchen Porter
2. Grill
3. Pasta chef
Uno è stato l'aumento di stipendio.
Tre sono state le vere soddisfazioni:
1. Lavorare tutto il giorno col suo capo Bledi che a fine turno gli fa i complimenti.
2. Gli italiani che vengono a mangiare lì quando sanno che c'è Exflat.
3. La pasta (o il risotto?) ai funghi preparata da Exflat che riceve il massimo punteggio da una specie di critici culinari anonimi e che vuol dire anche 25 pounds in busta paga.
Quando non riesce ad addormentarsi inventa nuovi piatti: un risotto gamberi ed avocado (di cui però non era molto soddisfatto); e riflette sulla proposta di un suo ex-collega sous-chef materano che lo vorrebbe con lui in un ristorante scozzese che fa pesce.
Sburk: Un ristorante scozzese che fa pesce? Non sarebbe meglio che se cambi ristorante miri più in alto?
Exflat: Boh. Intanto non è una catena.
Che sciogliesanguedintevene.


20130822

Come mi va ad agosto



Leggo There but for the, di Ali Smith.
Lei è una scrittrice scozzese pochissimo conosciuta da queste parti, ed è il primo libro suo che leggo. Il romanzo però è tradotto in italiano e si chiama C'è ma non si. Racconta di un tizio che un bel giorno, anzi una bella sera, durante una cena a casa di amici, o meglio sconosciuti, a un certo punto va in bagno e poi si rinchiude nella stanza degli ospiti e non ne esce più. Il tutto viene raccontato in quattro capitoli da quattro persone diverse. La scrittura è molto bella (spero lo sia anche nella traduzione che non deve essere stata semplice, perché anche piena di giochi di parole), molto flusso di coscienza, soprattutto all'inizio dei capitoli non si capisce chi sta parlando o di cosa stia parlando, ma se non ci si spaventa e si va avanti, secondo me è molto bello, perché è uno di quei libri che ti fa entrare in una specie di mondo parallelo. E poi è divertente. Surreale e divertente.
Ascolto RadioTre, anche a lavoro.

20130813

100 (cento)

Per festeggiare la mia prima tappa ciclistica di 100 km (di cui qualcuno - in salita - fatto a piedi) voglio esporre un nuovo termine tecnico di questa disciplina sportiva che ho imparato recentemente.
Prima però vi consiglio un ripassino dell'altro termine studiato ormai qualche mese fa: poi spiana.



Anche questo nuovo termine si applica alle salite, e più che un termine, è una frase, e come per 'poi spiana' è anche una filosofia, un atteggiamento psicologico. Mi dice il mio compagno di pedalata infrasettimanale quando dopo 35 km cominciamo a tornare verso casa (due canzoni automaticamente mi vengono in mente e mi ritrovo a canticchiare durante certe uscite lunghe, e sono Take the long way home, dei Supertramp, e The long and winding road, dei Beatles); dice insomma il mio compagno:

"Ora le salite sono finite, ci sono solo degli avvallamenti nel terreno."

Ecco.
Avvallamento: sinonimo di salita.

20130809

Leggere Gipi

Qui.
Qui (notevole).
E qui, per guardarlo.

20130808

Bambole Russe



Nel senso delle matriosche.
Che poi esiste anche un theremin a forma di matriosca con cui viene suonata la n. 9 di Beethoven. Sul sito di Internazionale d'agosto trovi anche questo.
Bambole russe è in film francese, che si svolge a Parigi, Londra e San Pietroburgo.
Il regista è Cedric Klapisch ed è il seguito di Appartamento Spagnolo che ho visto ma non ricordo.
Il protagonista è Romain Duris che avevo visto e apprezzato in Tutti i battiti del mio cuore di Jacques Audiard.
Poi c'è anche Audry Tautou, che è quella del Favoloso Mondo di Amelie, che poi non mi è più capitato molto di vedere
Bambole Russe è un film leggero, estivo, parla d'amore, quando hai finito di vederlo non pensi accidenti che capolavoro, ma i capolavori del resto sono pochi. Quando hai finito di vederlo pensi però, bellino, ce ne fossero di commedie così.

Quello nell'immagine con la maglietta rossa è italiano, ma ha solo una battuta alla fine del film.

20130806

Legami d'acqua salata/2

foto di mic - gita Elba-Lacona 2012

Esse questa volta non c'era.
Ci contavo che ci fosse anche questa volta a portarmi sott'acqua visto che questa volta ero sola senza i miei soliti e fidati compagni di immersione.
Mi ci ha portato Cri sott'acqua, il capo di Esse, che non è milanese ma varesotto e che a sopresa sott'acqua anche lui è bravo e ti fa vedere un mucchio di cose e ti ci tiene tanto. Di solito le guide dei diving tendono a farti uscire presto. Cri fa i briefing ma non sempre; se siamo solo tre e ci conosce alla mia domanda già in acqua, e il briefing, lui risponde, il briefing è segui me.
Esse ad agosto lavora in un altro diving perché d'agosto al Divelba (ho deciso che gli faccio pubblicità perché ci sono stata bene) calano i longobardi, gli amici di Cri che vengono a dargli una mano. C'ho passato 2 giorni al Divelba, 48 ore circa, circondata da varesotti e milanesi, unica toscana.
Tra gli eucalipti, l'odore di salsedine e la brezza serale sentire parlare solo milanese, certe volte in dialetto, è stato surreale.
Milanese in realtà è solo A.
E' solo A. che ogni tanto parla in dialetto. Gli dico che non lo capisco ma che mi piace perché mi ricorda Jannacci.
Jannacci mi piace molto, gli dico. Ma lui non commenta, viene quasi il dubbio che non ne abbia mai sentito parlare.
A. faceva il fornaio, ora è in pensione. Dorme poco la notte, si alza e fa i lavoretti al diving.
A. porta la barca del diving, una vecchia e cicciona scialuppa di salvataggio che si muove sull'acqua piano piano. E poi a fine immersione ti prende la zavorra e le pinne.
Ad A. l'anno scorso è morta la moglie. La nomina spesso e gli si inumidiscono gli occhi. L'amico varesotto gli sorride e gli tocca il braccio e prova a distrarlo cambiando discorso. A. mi dice che non era geloso o possessivo, che quando si sono sposati lei aveva già due figli. Lei è morta e lui ha venduto la panetteria di tutta una vita, è andato in pensione ed è venuto a Lacona, per cercare di chiarirsi la mente, mi dice.
A. quando sono finite le immersioni e tutti i clienti se ne sono andati tira con l'arco. Dice se è arrabbiato, tira con l'arco e gli passa tutto. Io vado in bici invece, gli dico. A. è bravo a tirare con l'arco, le frecce finiscono sempre dalle parti del centro.
E poi tutti a prendere l'aperitivo, e anche i gestori del bar sono milanesi, o varesotti, chissà.
Il giorno dopo A. mi riaccompagna a Portoferraio a prendere il traghetto. In macchina mi chiede se mi piacciono le canzoni napoletane. Dico sì. Il cd è della moglie, che si dilettava a cantare, me lo aveva detto il giorno prima.
A. mette il cd. Lo ascoltiamo in rigoroso silenzio.
Ho fatto delle foto ad A. mentre tirava con l'arco. Sono in pellicola, ancora da sviluppare.