20150328

Come le anatre siberiane a febbraio

"Come sempre, alla vigilia di un grande viaggio che comporta distacchi dalle proprie certezze, mi prende un po' di paura. La sfida è tosta. Sarebbe infinitamente più semplice rifugiarsi nel Libro, costruire un viaggio a tavolino. Ma il grave è che non ho ancora decifrato cosa mi spinge ad andare. Forse non lo saprò mai, non mi basterà il periplo a capirlo. Ma nei viaggi è inutile chiedersi tanti perché: arriva la bella stagione, e dentro ti senti un'inquietudine che ti porta a mollare gli ormeggi, come le anatre siberiane a febbraio quando entrano in frenesia collettiva, si ripuliscono starnazzando le piume e ripartono per il Grande Nord. Forse Annibale è solo una scusa per ascoltare l'imperativo categorico scolpito nel nostro Dna di nomadi repressi. Viaggiare."

da Annibale. Un Viaggio di Paolo Rumiz, 2008

20150323

Riassunto di un periodo indaffarato



È che sono tornata a studiare, e il ritmo è intenso. Non sempre trovo il tempo neanche per i film di paginaQ, ma al momento sono l'unica cosa di cui posso scrivere qui, anzi neanche: li linko e basta.
Da Francesco Rosi, regista fantastico, sono passata nel mese di marzo a occuparmi di Gian Maria Volonté, attore che mi è sempre piaciuto tantissimo. Quindi in ordine ecco i film visti (e non visti) per paginaQ ultimamente:

Salvatore Giuliano

Cadaveri eccellenti

Cristo si è fermato a Eboli

Per un pugno di dollari/Per qualche dollaro in più

L'armata Brancaleone

Da quando faccio questo master in traduzione dall'inglese in italiano non tollero più la maiuscola del verbo essere terza persona singolare è scritta con l'apostrofo - cosa che prima scrivevo per pigrizia; e ho scoperto che in italiano i titoli ma anche i nomi delle istituzioni hanno solo la prima parola con la prima lettera maiuscola (a meno che non ci siano altri nomi propri nel titolo), a differenza dell'inglese dove tendono a mettere la prima lettera maiuscola su tutte le parole principali; e che la -d eufonica (quella che si mette attaccata alla a, e, o alla o) si mette solo quando ci sono due vocali vicine uguali, quindi ed ecco ma non ad Eboli. Vi prego notate anche il mio perfetto uso del corsivo!