20160830

A Pantelleria non ci sono spiagge

Dai andiamo lì giù.
Non c'è nessuno.
Ci credo.
L'imbracatura ce l'abbiamo e le funi ce le abbiamo almeno?
Io c'ho un moschettone.
Almeno dei cerotti?



20160809

Addio, Marianne




Leggo e traduco dal Guardian:

So long, Marianne: Leonard Cohen scrive alla sua musa sul letto di morte
La lettera di Cohen a Marianne Ihlen dice 'i nostri corpi si stanno sgretolando e credo che tra non molto ti seguirò'

Leonard Cohen ha scritto una toccante ultima lettera alla sua musa Marianne Ihlen poco prima che morisse, come ha rivelato un'amico della donna alla radio canadese.
Ihlen, ispiratrice per le canzoni di Cohen So long, Marianne e Bird on a Wire, è morta in Norvegia il 29 luglio a 81 anni.
Cohen la incontrò sull'isola greca di Hydra negli anni sessanta e diventarono amanti. So long, Marianne è contenuto nell'album del 1967 Songs of Leonard Cohen.
Jan Christian Mollestad, un carissimo amico di Marianne, si era messo in contatto col cantante per dirgli che lei stava morendo. "Dopo solo due ore è arrivata la bellissima lettera di Leonard a Marianne. Gliel'abbiamo portata il giorno dopo ed era totalmente cosciente e così contenta che le avesse già scritto qualcosa," ha detto Mollestad.
Mollestad, un autore di documentari, le ha letto la lettere prima che morisse. "La lettera diceva, ebbene Marianne, siamo arrivati a quel punto della nostra vita in cui siamo così vecchi che i nostri corpi si stanno sgretolando e credo che tra non molto ti seguirò. Sappi che sono proprio alle tue spalle e che se allunghi la mano potrai incontrare la mia.
"E lo sai che ti ho sempre amata per la tua bellezza e la tua saggezza, ma non c'è bisogno che aggiunga altro perché sai già tutto. Ora voglio solo augurarti un buon viaggio. Ciao mia carissima amica. Ti mando il mio amore infinito e ci vediamo alla fine della strada."
Mollestad ha detto alla CBC che quando ha letto la parte "se allunghi la mano," Ihlen ha allungato davvero la mano. "Due giorni dopo ha perso conoscenza e poi è morta. Ho riscritto a Leonard per raccontargli che negli ultimi momenti le ho canticchiato Born on a Wire perché era la canzone che sentiva più vicina; e poi l'ho baciata sulla fronte, e lasciando la stanza l'ho salutata con le parole "so long, Marianne."
Anche la pagina Facebook di Leonard Cohen ha annunciato la morte di Ihlen. "La morte avvenuta la scorsa settimana di Marianne Ihlen, la donna immortalata in So long, Marianne, ha provocato una reazione incredibile da parte delle persone che conoscevano bene Marianne, ma anche da chi la conosceva solo come musa di Leonard Cohen e da chi non sapeva che Marianne fosse una persona vera," si legge in un post.

So long, Marianne
Bird on a wire






 

20160805

A bigger splash



Un altro film bruttino.
Un altro film senza senso.
Nonostante Tilda Swinton.
Nonostante Ralph Fiennes (che non imparerò mai come si pronuncia).
Nonostante il fisicaccio di Matthias Schoenaerts (che magari si sa pronunciare ma ricordarsi il cognome è tutta un'altra faccenda).
E anche Corrado Guzzanti!
Ma soprattutto nonostante Pantelleria.

Eppure Luca Guadagnino con Io sono l'amore c'era piaciuto. Mah.

Leggo però che a molta critica è piaciuto assai. Mah.
Leggo che è un film che parla di contrasti politici e sociali, che si intravede la questione immigrazione, 'intravede' mi sembra già un'esagerazione. Leggo che gli attori sono notevoli, ed è vero. Leggo che è un film sul potere che si vuole avere sugli altri, e questo sì c'è. Penso che forse la fascinazione di questo film stia tutta nel mistero di tutti i personaggi e nel mistero anche del rapporto tra tutti i personaggi che non viene mai sciolto. C'è un padre che ha appena scoperto di avere una figlia di vent'anni che forse vemt'anni non ha e che sembra più la sua lolita che la sua figlia e che sembra voler sedurre in tutti i modi il giovane fidanzato dell'ex-amante del padre, e forse ci riesce sugli aguzzi scogli di Pantelleria? E la famosa rockstar che ha perso la voce e che non sopporta il suo ex amante piombato senza invito e con la figlia nel nido d'amore poi si fa facilmente sedurre da lui e dalla sua droga e dal suo vivere al massimo? E poi ci scappa anche il morto ma non sembra essere particolarmente importante. E qualcuno forse sa, ma forse no. È tutto un intravedere e quello che si intravede forse non è neanche quello che sembra..
I nudi invece sono totali, sia femminili che maschili.

Insomma, leggendo qualche recensione compresa quella del mio mito Anthony Lane e dopo ragionamento tra me e me, rimango della stessa idea: film bruttino e senza senso.

A bigger splash (1967) di David Hockney. Lo potete vedere veramente, non solo intravedere alla Tate Gallery a Londra.