20170329

Parched Earth



5.
Io penso che una copertina di libro più brutta non esista.
Il titolo tradotto sarebbe "terra riarsa". La scrittrice tanzanica e il romanzo sembrerebbe una autobiografia per come è scritto, ma non lo è. È la storia di Doreen cresciuta da una madre sola insieme ai tre fratelli, della sua vita da maestra e del suo matrimonio con l'uomo di cui si innamora. Probabilmente proprio per essere cresciuta in una famiglia già al di fuori delle rigide convenzioni sociali, Doreen riflette molto sul suo essere donna e sulle regole sociali alle quali è difficile disobbidire.
È il primo romanzo che la scrittrice, Elieshi Lemi, scrive in inglese e si sente che l'inglese non è la sua prima lingua (ci sono parole inconsuete, un vocabolario forse non troppo ampio). Infatti il questo inglese un po' naive stessa diventa quasi un personaggio del romanzo e da traduttrice mi immagino la difficoltà nel rendere questo linguaggio in un'altra lingua.
Parched Earth è un libro molto introspettivo, troppo forse: pagine di riflessioni da parte della protagonista sul suo ruolo di donna e soprattutto sul suo ruolo di donna rispetto all'uomo che ama; in una società credo molto più maschilista di quella italiana e molto più legata alle convenzioni sociali. Ma le varie vicende e riflessioni di Doreen fanno riflettere anche sul ruolo della donna in Italia.
In realtà la copertina dice che si tratta di una Love Story.

20170328

A girl walks home alone at night



The firts Iranian vampire spaghetti wester.

Io per il titolo e per la locandina mi ero fatta l'idea di un film femminista, e l'idea ovviamente mi è rimasta.

È un film di vampiri. O meglio di vampiri ce n'è uno sola. O meglio ancora, una sola: una vampira.
La vampira in questione è giovane, non una bellona tutta curve assetata di sesso come spesso vengono rappresentate. La vampira è una personcina normale, bella di una bellezza normale. Quando esce per le sue scorribande notturne si copre con un chador nero che la fa assomigliare alla Madonna. Sotto però ha una maglietta a righe che fa molto Francia.

A girl walks home è un film iraniano/americano. Iraniano perché è girato in farsi e gli attori sono tutti di origine iraniana come la regista. È girato fisicamente in California ma la vicenda si svolge nell'immaginaria Bad City che immaginariamente si trova in Iran. La colonna sonora, bella, mi sembra prevalentemente iraniana, techno iraniano.

A girl walks home è in bianco e nero, un bel bianco e nero molto contrastato e si svolge tutto di notte, luce ombra luce ombra e niente più.

A girl walks home c'ha una scena pulp degna di qualsiasi B movie di vampiri amato da Quentin Tarantino. Assomiglia a uno spaghetti western per la lentezza e le scene vuote. E la musica.

È allora un film femminista? Direi di sì: la vampira come da titolo e per esigenze dettate dal suo stato vampiresco si aggira solo di notte in una città malfamata di drogati, barboni, papponi e spacciatori.La vampira morde sul collo solo gli uomini.

20170322

Giornata mondiale dell'acqua

Siccome non vinco mai mai mai nulla, sono superfelice che una mia foto sia stata scelte tra le prime 10 di un challenge indetto da Acque su Instagram. Ci sarà anche la mostra a Imago, forse l'8 aprile... non mi è chiaro.

Evviva!

Foto scattata in cima a una salita lunga con pettata finale che stavo per non fare, a Casoli sopra Camaiore.



20170317

Arrival




Bè, a Anthony Lane è piaciuto a bestia e qui potrei anche fermarmi.

Un paio di citazioni dal suo articolo:

"La Dottoressa Luoise Banks (Amy Adams) viene convocata per la causa. Vi farà piacere sapere che di mestiere fa la linguista. Aggiungetela al botanico interpretato da Matt Damon in Sopravvissuto - The Martian e si ha la sensazione che il nuovo trend di Hollywood sia quello di sostituire un po' alla volta gli agenti speciali con persone che fanno dei veri lavori."

"Per quel che riguarda gli alieni, vi sia sufficiente sapere che niente di quello che avete mangiato, neanche in un ristorante greco, vi avrebbe potuto preparare per tentacoli come questi. Stringersi la mano non è raccomandabile a meno che non abbiate un pomeriggio libero."

Arrival non mi interessava particolarmente, perché non particolarmente mi attraggono i film sugli alieni e non particolarmente ho amato gli altri film del regista canadese Denis Villeneuve. Ma poi ha cominciato a girare voce nel mondo dei traduttori che questo era IL nostro film. E allora di corsa a vederlo.

C'è una fotografia molto bella e c'è un modo di muovere la telecamera dall'alto al basso o dal basso verso l'alto lentamente che mi è piaciuto molto.

Le astronavi degli alieni che arrivano sulla Terra in vari punti e rimangono sospese a poca distanza dalla sua superficie per una buona parte del film, nonostante il colore diverso, mi hanno ricordato l'uovo sull'Emilia. Poi non più, e sono molto belle.

La colonna sonora è perfetta.

Il film è triste di base ma mi ha lasciato con una sensazione di ottimismo perché un po' di speranza c'è, se impariamo ad ascoltarci e ci sforziamo di capirci.

Chi conosce le lingue è un supereroe. Un supereroe di quelli che vanno di moda adesso, un po' maledetto, un po' triste.

Vi lascio con un altro pezzetto di Anthony Lane,

"È vero la seconda parte è più debole rispetto all'inizio, ma quello è un rischio insito nella fantascienza, e quello che rimane dopo giorni dall'aver visto il film non è né la magia né la tensione della storia ma l'intensità leggera delle emozioni che aleggia in tutto il film. La sensazione dominante, è strano a dirsi, è la tristezza, (...). La prima immagine che il film ci propone, ancora prima che si vedano gli alieni, è un flash back - o semplicemente un flash - della figlia che Louise porta, fa nascere, fa crescere, ama, e che poi perde per una malattia. Il dolore rifiuta di andarsene. E forse il desiderio di Luoise di accogliere i nuovi visitatori come se fossero portatori di qualche annunciazione si spiega con questo dolore persistente e la speranza che una nuova luce la porti via dai suoi giorni oscuri. Cosa succede con quella speranza e come Villeneuve gioca col tempo per ottenere il massimo fervore dall'esperienza di Luoise, non lo rivelerò, anche perché non mi è ancora completamente chiaro."

20170307

L'età di mezzo di Joyce Carol Oates




4.
È un librone di più di 500 pagine che inizia con la morte accidentale di tal Adam Berendt, uno scultore che viveva in un paesello residenziale a un'oretta di treno da New York City. Adam Berendt era molto amato dalla comunità di amici del paesello, soprattutto dalle donne, e la sua scomparsa provocherà reazioni inaspettate tra i suoi amici.

Joyce Carol Oates è una delle scrittrici americane contemporanee più prolifiche e famose. Scrive anche spesso sul New Yorker, È il primo romanzo suo che leggo e credo di averla scelta perché mi piace il suono del suo nome; forse anche perché si chiama come mia madre.

L'età di mezzo non è il capolavoro che ti folgora - del resto di quelli ce ne sono pochi. Ma le sue 560 pagine scorrono via facili facili; i percorsi di vita di ogni amico del defunto si leggono con curiosità e divertimento (i cambiamenti sono alquanto stravaganti, chi più chi meno). Il romanzo mette in scena la crisi di mezza età, sia femminile che maschile, quando chiaramente la giovinezza ormai è andata insieme alle aspettative, e ciascuno cerca di crearsi delle nuove identità, dei nuovi motivi per stare su questa terra. Poi io personalmente non mi identifico in nessuno dei vari personaggi dall'età di mezzo (cioè intorno alla cinquantina), semplicemente perché non sono americana, non sono ricca, non sono sposata da una vita con figli al college, non vivo nella suburbia newyorkese.

20170222

Sulle poltrone e le sedie ci passo delle ore

In tutti i sensi; fisicamente. e mentalmente per cercare di tradurle.
Gli inglesi sembrano avere un nome per ogni cosa; gli italiani mi pare meno... o io non le trovo le parole.

Wing chair. Bella anche. Poltrona con le ali? Non credo
Pare che il design con le 'ali' laterali e avvolgenti sia nato per ripararsi dagli spifferi. Perché poi cercando di tradurre termini difficili da tradurre impari tutto su quel determinato oggetto o concetto.
Le fa anche Ikea, si chiamano STRANDMON, e in inglese vengono descritte come 'wing chair', in italiani sono semplici banali poltrone. Ah! Italiano mi deludi.





20170217

Notizie dalla Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda sembrerà piccola, solo un mucchietto di isole alla fine del mondo (non lo dimenticherò mai quando un mio compagno alle elementari mi disse che la Nuova Zelanda non esisteva, del resto certe volte, a quei tempi, non era sulla cartina!), ma in realtà è la punta dell'iceberg di un intero continente, la Zealandia. Lo dicono gli scienziati, e dicono che dovrebbe essere riconosciuto come settimo continente.



20170210

Sea holly

In italiano: calcatreppola marina oppure eringio marino.
Bellissima, secondo me, vista e rivista ma mai saputo come si chiamasse.






Shakespeare la cita anche in "Le allegre comari di Windsor". Perché pare che in età elisabettiana le radici di questa pianta una volta candite (eringoes) fossero considerate potenti afrodisiaci.

che nevichi radice di calcatreppola candita...

In inglese come al solito suona molto meglio, soprattutto quando a scegliere le parole è Shakespeare:

Let the sky rain potatoes;
let it thunder to the tune of Green-sleeves,
hail kissing-confits and snow eringoes,
let there come a tempest of provocation...
(William Shakespeare, The Merry Wives of Windsor, Act 5, Scene V)

Certo le patate... bah, ma gli inglesi le mettono un po' ovunque.

20170130

A occhi aperti

3.
A occhi aperti di Mario Calabresi
Edizioni Contrasto, che sono sempre belle.
Steve McCurry
Josef Koudelka
Don McCullin
Elliott Erwitt
Paul Fusco
Alex Webb
Gabriele Basilico
Abbas
Paolo Pellegrin
Sebastiao Salgado
Tra i più famosi fotografi contemporanei, tutti intervistati da Mario Calabresi su alcune delle loro fotografie più famose.







20170127

Cosa ci vorrà mai a tradurre delle parole in un'altra lingua?

Traducimi 'patty pan'.

Sul dizionario bilingue italiano non c'è.

Vediamo il monolingue. Dice: 'a small pan for baking patties'.

Controllo il significato di patty: per gli americani è un medaglione di carne tritata, per gli inglesi una specie di polpetta o pasticcio di carne o di pesce o di un misterioso altro.

Potrei tradurre con: piccola padella per cuocere hamburger.

Subentra lo scrupolo del traduttore (coscienzioso): ma fammi un po' andare a vedere come sono fatti questi patty pans, magari non sono proprio padelle.

Google images:



Insomma un tipo di zucchina. Ah perfetto.

Affino la mia ricerca, e come da suggerimento del mio amico google aggiungo 'tin'. E infatti pare che i patty pans non siano proprio delle padelle, ma delle formine o delle teglie da muffins... e ora come 'pattypan' lo traduco?



Continuo la mia ricerca e trovo questa interessantissima pagina di un interessantissimo blog di storia del cibo, dove si parla di Queen Cakes e patty pans. Il problema è che i Queen Cakes sono dolci.

Va be'... ma non mi interessa cosa ci si cucina dentro.

Ma torno comunque a capire meglio il significato di patty. Il solitamente perfetto Zanichelli questa volta non mi convince e controllo il monolingue. E infatti patty può essere tante cose:

1. any item of food covered with dough, batter, etc., and fried or baked: oyster patties.
2. a thin, round piece of ground or minced food, as of meat or the like: a hamburger patty.
3. a thin, round piece, as of candy: peppermint patties.
4. a little pie; pasty.

Lo so, ma non mi interessa cosa ci si cucina dentro.

Mini stampo!

E se volessi spiegarlo meglio?

Quando dire basta al coscienzioso traduttore?

PS: la parola seguente è 'pattypan squash', cioè le zucchine nella prima figura, in inglese chiamate, giustamente, anche 'ufo squash'. Pare che in italiano si chiamino 'zucchina patisson' anche se ancora non mi è chiaro se 'patisson' voglia la maiuscola dato che l'ho trovato scritto in entrambe i modi...





20170125

Facile dire sedia

Sempre per i dilemmi della traduttrice, mi capitano spesso anche i nomi di sedie. E non è facile. Ikea poi le copia tutte e gli dà i suoi assurdi nomi svedesi.

Bow back chair, che in italiano diventa Sedia Windsor:



Morris chair, che forse in italiano è poltrona William Morris (si trova anche sedia, ma opterei per poltrona). Bella anche:


Bella sì, non l'ha disegnata uno a caso.
Il William Morris di questa poltrona oltre a essere designer, era anche poeta, scrittore, pittore, editore e architetto. Fondò il movimento Arts and Crafts ed era vicino ai Pre-Raffaelliti. Era anche socialista.
Per sintetizzare, diciamo che era un personaggione della cultura inglese della seconda metà dell'800.

È particolarmente conosciuto per la sua carta da parati e disegni di stoffe:




La belle Iseult (1858)


20170123

La foto



“Penso che la guerra in Siria non finirà mai. Sono tre anni che fotografo il conflitto ad Aleppo, la mia città. Per mostrare al mondo le sofferenze patite dai siriani. E oggi, giovedì 28 aprile 2016, è una delle giornate più infernali che abbiamo mai vissuto”. Ameer Alhalbi

20170119

Prima Bolaño poi Gipi



1.
Roberto Bolaño - Notturno cileno
Centoventi pagine senza andare a capo mai. MAI! Il che rende difficile anche capire dove sie era arrivati la volta prima. Troppo faticoso, troppo cervellotico. È il racconto di un prete che sul punto di morte ripensa a tutta la sua vita. Una specie di flusso di coscienza. C'è molta letteratura soprattutto cilena, perché oltre a essere prete è anche critico letterario e poeta; c'è molta storia del Cile incluso il colpo di stato e la dittatura. Ma io non sono mai riuscita a entrarci dentro.







2.
Gipi - La terra dei figli
I libri di Gipi mi piacciono sempre. Se in Notturno cileno non sono mai riuscita a entrare, nei libri di Gipi ci entro sempre. Però non è diventato uno dei miei preferiti. Mi sono mancate le tavole a colori, a acquarello. Mi sono mancati i racconti semplici di personaggi di provincia.

20170117

Dunnock



Un passerotto? Bisogna essere più specifici.
Andate a vedere come si dice dunnock in italiano.

20170115

Che Trump vincesse era scritto nel suo nome

Anche questo l'ho scoperto traducendo, nella disperata ricerca della traduzione di un termine appartenente al gioco del bridge, grand coup. Non l'ho trovata una traduzione in italiano, e l'ho lasciata così, che poi è in francese.

Dal dizionario Zanichelli (che è fra l'altro un eccellente dizionario, online a pagamento ma ne vale la pena), in particolare la definizione B.2:



to trump

A v. i.
giocare una briscola
B v. t.1 prendere con una briscola: to trump an ace, prendere un asso con una briscola2 (fig.superare; battere; vincere; avere la meglio su
 (fam.to trump sb.'s ace, rispondere a q. con una contromossa vincente; contrare la mossa di q.

20170112

Disambiguazione

La golden goose, l'oca d'oro (la sessantaquattresima fiaba pubblicata dai fratelli Grimm), non va confusa con la gallina dalle uova d'oro, che invece è la protagonista di una favola di Esopo.
Sappiatelo.



Comunque a questo punto non so se avete notato che i termini che mi incuriosiscono riguardano sempre animali, ma ci sono anche glutamic acid, globe valve, geometric mean...

Ah esiste anche il golden hamster, ma non è né una fiaba né una favola, è solo il criceto dorato, chiamato anche criceto siriano.

20170110

Perché l'oritteropo invece?

Di lui mi ha incuriosito il nome. Gli inglesi che come al solito la fanno più facile lo chiamano semplicemente giant anteater, cioè formichiere gigante.
Il formichiere è brutto e non mi ha mai appassionato, ma se me lo chiami oritteropo io mi ci affeziono subito. Voi no?

Copio dal sito del National Geographic:


Un oritteropo annusa il terreno. Diffuso in tutta l'Africa meridionale, dove è chiamato aardvark, utilizza l'olfatto acuto per fiutare il suo cibo preferito, le termiti. Fotografia di Beverly Joubert. 


L'oritteropo (Orycteropus afer), unica specie vivente dell'ordine dei tubulidentati, vive nell’Africa subsahariana dov'è anche noto con il nome di aadvark, termine afrikaans che significa "maiale di terra". L'oritteropo sembra avere, inoltre, alcune caratteristiche proprie di altre specie: presenta orecchie simili a quelle del coniglio e una coda simile a quella da canguro, anche se non è imparentato con nessuno di questi animali. 

L'oritteropo è un animale notturno, che trascorre i caldi pomeriggi africani al fresco, nelle tane scavate con le zampe e gli artigli possenti che somigliano a piccole vanghe. Dopo il tramonto, l'oritteropo va a caccia del suo cibo preferito, le termiti; per procurarsele può percorrere parecchi chilometri in una sola notte in cerca di grandi termitai. L'oritteropo scava attraverso la crosta del termitaio con gli artigli anteriori e usa la lingua lunga e appiccicosa, simile a quella dei vermi, per ingurgitare gli insetti che trova all'interno. Può chiudere le narici per impedire alla polvere e agli insetti di penetrarvi, mentre lo spessore della pelle lo protegge dalle punture. Le femmine generalmente danno alla luce un piccolo alla volta dopo una gravidanza di sette mesi. I piccoli rimangono con le madri per circa sei mesi prima di andarsene e costruire le proprie tane, che possono essere abitazioni spaziose con molti ingressi differenti.



20170108

Clamidosauro

autore: Abraxis112


Sempre per la cose curiose che scopro traducendo, ecco a voi il frilled lizard (clamidosauro in italiano). L'italiano sarà pure una bella lingua, ma l'inglese è troppo più divertente e pratico.
Questa volta non ho scoperto niente di particolarmente strano, tranne l'animale stesso, che in qualche libro sugli animali sfogliato insieme a exco da piccolo avrò già rivisto.
Anche il clamidosauro ovviamente vive in Australia, e la prossima volta che ci vado ne voglio incontrare uno. Non mi sembra che sia pericoloso, nonostante l'aspetto.
Qui fa un po' paura, ma direi che si può stare tranquilli, e amarlo ancora di più. No?


20170105

Flying phalanger




Sto pensando di cominciare una nuova rubrica dal titolo "cose curiose che scopro traducendo". È da un po' che in realtà ci penso, ma mentre traduco, oltre a scoprire cose curiose, non trovo mai il tempo per fare altro.

Il flying phalanger è un animale appartenente ai marsupiali volanti, e sono bellini bellini. Siccome flying phalanger non si riferiscea un marsupiale volante in particolare è difficile trovare la traduzione precisa. Io l'ho tradotto con "Petauro" che, diciamolo, è parecchio brutto come nome.

I Petauri, che sono i flying phalanger, credo, sono bellini bellini e hanno quest'aria dolcissima... e cosa succede:

CHE SE VUOI TE LO PUOI COMPRARE!

Roba da matti.

Pare che soprattutto convenga comprare il Petauro dello zucchero.

Ecco qui la 'Guida all'acquisto':

Riflessioni prima dell’acquistoCon le giuste cure e attenzioni, il Petauro dello zucchero può essere un ottimo animale domestico, con cui si può interagire e divertirsi. È un animale molto divertente e per certi versi anche buffo in grado di dare molte soddisfazioni… ma siamo sicuri che sia l’animale giusto per noi? Siamo in grado di rispettare tutte le sue necessità?Purtroppo molte persone si innamorano di questo animale e corrono all’acquisto senza considerare tutti gli aspetti che comporta questo passo.


Continua a leggere qui.

Ah il Petauro vola, nel caso non l'aveste intuito.


20170103

Gli inglesi sui postumi della sbronza



Gli inglesi sui postumi della sbronza ovviamente sono degli esperti tanto che ne scrivono sul Guardian. L'articolo è spiritoso, spiritoso come sanno essere gli inglesi soprattutto quando hanno bevuto un pochino (quando hanno bevuto troppo diventano hooligans), e mi piacerebbe tradurlo ma ci metterei tutta la giornata essendo pieno di modi di dire e giochi di parole e slang e non renderebbe. Quindi traduco qualche chicca qua e là.

Qui l'articolo, così controllate anche le mie traduzioni.

"E come per la buona poesia, anche i postumi della sbornia resistono all'interpretazione."

Secondo l'articolo, nessuna cura funziona e se ci fosse stato qualche scienziato che fosse riuscito ad arrivare anche solo vicino al segreto della cura per i postumi da sbronza ora sarebbe su un aereo col suo nome sopra e si sarebbe candidato alle elezioni.

Sempre secondo l'articolo però ci sono tre cure sicure: una nuotata in un mare freddo, sciare, e avere qualcosa molto importante da fare il giorno dopo che non può essere rimandato. L'ultima è quella che funziona di più.

"Naturalmente questo genere di articolo include anche le avvertenze sul bere troppo e la disidratazione, ma c'è un avvertimento ancora più tremendo: non c'è nessuna cura che vi salva dall'angoscia. Forse davvero non piacete ai vostri amici. Forse davvero non siete bravi nel vostro lavoro. Pensateci mentre aspettate che sia pronto il toast."

A questo punto, nell'articolo, parte la lista dei rimedi spesso consigliati e relativi commenti del giornalista.

Segnalo:

Bloody Mary: è fatto di scarti e sembra essere, insieme al gazpacho e alla salsa salmorejo un modo per gli spagnoli di liberarsi dei pomodori in eccesso.

Toast e marmellata di arance: La tesi a riguardo della marmellata di arance è che ha lo stesso sapore andando giù e tornado su. Una buona tesi.

Tè: va bene.